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Approvato a maggioranza il Prg Parte operativa | Intenso dibattito in Consiglio

Redazione

Approvato a maggioranza il Prg Parte operativa | Intenso dibattito in Consiglio

Il Piano tifernate è il primo dei grandi Comuni umbri e il secondo con la nuova legge sul territorio
Mer, 22/01/2020 - 15:16

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Approvato a maggioranza il Prg Parte operativa | Intenso dibattito in Consiglio

Il Consiglio comunale di Città di Castello, nella seduta di ieri (martedì 21 gennaio), ha approvato il Piano regolatore parte operativa con 13 voti favorevoli (Pd, Psi, La Sinistra, Gruppo Misto) e i voti contrari di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Marcello Rigucci, Tiferno Insieme e Castello Cambia. A seguire è stato approvato anche il Piano acustico, collegato alla variante del Prg.

Rosella Cestini, assessore all’Urbanistica, ha ricordato “il lavoro impegnativo per tutti i consiglieri e, in primo luogo, per l’Ufficio di Piano. Voglio ringraziarli insieme agli esperti anche per la redazione del Piano acustico, collegato all’operativo, che sarà discusso di seguito”.
Vincenti (Tiferno Insieme) ha aperto il dibattito: “Non crediamo che, come ha detto l’assessore Cestini, sia un piano a cemento zero. Potevamo osare di più, premiando il recupero dell’esistente. Non siamo soddisfatti: è un piano regolatore che, come ha detto il sindaco, sarà oggetto di varianti. Ma se ci sono persone che hanno già varianti nel cassetto, significa che il piano non ha centrato gli obiettivi. Per il centro storico il Prg è corretto ma ci sono lacune come macigni. Il ripopolamento del centro storico doveva essere affrontato ora”.

Morani (Psi): “Il Piano è incentrato su soluzioni moderne e europee. Città di Castello deve crescere con gli standard di una città sostenibile, ambientalmente a basso impatto, non vincolata a interessi speculativi ma stimolante per l’edilizia ora ferma. Soddisfa le Zauni (Zone Agricole Utilizzabili per Nuovi Insediamenti), saranno innovative con coefficienti di costruzione minimi, verde diffuso e manufatti di qualità. Approvare il Prg significa avere una marcia in più per far ripartire l’economia e far entrare denaro fresco nelle casse comunali”. Zucchini (Gruppo Misto): “Il lavoro è sempre stato trasparente e ha delineato prospettive di sviluppo di Comune e area vasta. Le scelte sono state dettate da una valutazione complessiva della città, rispettando le principali caratteristiche sociali, economiche e culturali. C’è stata attenzione alla rete del verde e della mobilità sostenibile, varianti decisive nello sviluppo futuro. Criticità da non sottovalutare ci sono tuttavia: lo scenario dei luoghi della produzione e del commercio deve avere un bilanciamento tra riqualificazione e saturazione, il baricentro della città economico e commerciale e infrastrutturale deve insistere nella città storica. Deve essere incentivato il recupero. Ad esempio il vecchio ospedale”.

Bucci (Castello Cambia) lamentando l’assenza del sindaco, a Norcia in concomitanza con la presenza del presidente del consiglio Conte, ha detto: “Questo Piano prevede aree di espansioni molto grandi invece di riqualificare e rigenerare. Sarebbe stato opportuno redigere un piano di interventi certi, non futuribili. Le scelte dovevano cogliere l’obiettivo del risparmio del suolo (e non lo fanno), rivitalizzare il centro storico mentre continuerà la migrazione di commercio e imprese. Sulla nuova Dante nel comparto dell’Apecchiese, perché non si è scelto il consolidamento dell’attuale sede? Non è per traffico, basta osservare ciò che accade a San Filippo. Piazza Burri rimane sullo sfondo e lasciata al buon cuore di finanziatori arabi non meglio definiti”. Pescari (Pd): “Siamo la seconda città in Umbria che approva il Prg ai sensi della nuova normativa, la prima per ordine dei grandezza. 260 osservazioni sono tante, oltre 14 commissioni, 4 sedute di Consiglio. Dal punto di vista politico la parte operativa sancisce la separazione tra aree residenziali e produttive, una premessa indispensabile per evitare altri casi Color Glass. Piazza Burri non è indefinita: spero che la scheda relativa si concretizzi quanto prima insieme allo spostamento delle dinamiche urbane, che potrebbe aprire elementi attrattivi a vantaggio del centro storico. Abbiamo fatto un ottimo lavoro per i cittadini”.

Morini (Tiferno Insieme): “In realtà il Prg sembra un’occasione persa. I punti deboli sono quelli che avrebbero dovuto essere i punti di forza del documento programmatico. Allora insieme a Gianluigi Nigro (urbanista scomparso nel 2012, padre di Francesco, attuale responsabile dell’equipe del piano) augurammo che si passasse indenni sotto la scure degli interessi privati o pubblici. I punti erano: cemento zero, riqualificazione, no consumo di suolo, rigenerazione centro storico e riqualificazione zona industriale. Quello che è scritto nel Prg invece aumenta il consumo di suolo e non riequilibra le situazioni. I quartieri intorno al capoluogo soffocano il centro. Lo sviluppo della città è stato pensato solo come capacità di edificazione. Il quadrante di Piazza Burri è un disegno che approviamo al buio”. Lignani Marchesani (Fd’I): “I Prg del passato erano tarati su una Città di Castello di 60mila abitanti; oggi dovremmo regolarci sulla qualità della residenza. L’8% dei cittadini proviene da paesi fuori dalla Comunità europea e ha avuto un ruolo nelle dinamiche e nelle trasformazioni degli insediamenti. Inoltre noi ragioniamo non sul Prg precedente ma sulle varianti che sono intervenute, determinando l’attuale profilo della città. Cambiare i connotati cambiando l’asse del centro storico altrove non è un vulnus ma deve esserci un progetto. La mancanza di un disegno per i moltissimi capannoni vuoti della zona industriale colpisce a prescindere dal credo politico. L’annuncio di varianti nel momento in cui si vota il Prg, definendo uno strumento per dare certezze, è contraddittorio. Su Piazza Burri si è parlato di una città futuribile con un altra stazione ferroviaria ma i conti vanno fatti con le problematiche economiche. Non vedo soluzioni di breve periodo. Dubito che tra un anno e mezzo la vedremo. Nel Prg le ombre superano le luci. Il peccato originale sta nelle varianti che l’hanno condizionato a priori e reso quasi pleonastico”.

Tavernelli (Pd): “Nel nuovo Prg c’è una visione non più legata ad interessi personali ma all’interesse generale. Le Zauni sono e restano terreno agricolo fino a quando un piano attuativo, vagliato e approvato dal Consiglio potrà trasformarla in un complesso utile. Ci sono cose che non ci convincono molto ma in molti casi le nuove urbanizzazioni sono forme di compensazione. Il Prg operativo è figlio e conseguenza del piano strutturale, accompagnato da altri strumenti come Piano del commercio, Pums e Piano acustico”. Sassolini (FI): “Il Prg non è funzionale alla crescita del territorio. Le zone industriali non vanno smantellate da una parte, trasformandole in commerciali senza un equilibrio. I cambiamenti a colpi di variante hanno autorizzato grandi contenitori che cozzano contro le indicazioni delle politiche aziendali. Le nuove piccole aree industriali sono poco attrattive. Le scelte non sono state partecipate né coi cittadini né con gli industriali. Ad oggi il centro storico continua a svuotarsi ed è un cimitero di negozi chiusi. Nessuno vuole più starci. Solo qualche commerciante coraggioso o partita IVA coraggiosa rimane, poi saremo al deserto. Ci voleva qualcosa di più, non basta il progetto del quadrante Burri. I due anni previsti dal sindaco per la Piazza sono passati. Mi auguro che i lavori partano e che si pensi però al blocco del centro nel periodo del cantiere così enorme”.

Masciarri (Psi): “La griglia delle regole e delle aree è stata forse un’ingessatura ma ha permesso di applicare gli stessi criteri. Non è vero il nodo tra residenza e industria, perché abbiamo respinto le osservazioni che poteva riproporre il problema. Non sono i centri commerciali a depauperare il centro storico, che deve avere attività caratterizzanti. Molto cambierà Piazza Burri, la terza piazza: romperà delle dinamiche anche di traffico e dare risposte anche al di là di quello che si pensa oggi. Non si può non tener conto che Burri è ammirato a livello mondiale e la sua piazza sarà un volano internazionale”. Rigucci (Gruppo Misto): “Nel centro storico ai cittadini si sono date prescrizioni dettagliatissime, ma Piazza Burri può fare come vuole. Che fine ha fatto lo sceicco di Piazza Burri, che voleva iniziare i lavori prima possibile? Non si è parlato dell’ospedale vecchio perché fa patrimonio nel bilancio regionale. Non possiamo fare gli interessi dell’equilibrio finanziario della Regione”.

Nella replica l’assessore Cestini ha detto che “il Prg è figlio del suo tempo, realizzato nel periodo di crisi economica, trasformazione agricola e rispetto ambientale. Non è il miglior Prg del mondo ma in questo momento ha tenuto conto della pianificazione dei uno dei Comuni più estesi di Italia. Il Prg pianifica ad un certo livello e non può entrare nello specifico del centro storico, in crisi in tutto il Paese. L’ospedale vecchio è dentro il Prg con tutte le sue potenzialità di destinazione. C’è il progetto Casa della Salute, con un finanziamento di 9 milioni di euro, che ha incontrato l’ostilità delle opposizioni. E’ pure cambiata la guida in Regione. Dobbiamo ritessere la tela. Le zone industriali sono state colpite più di altre zone del territorio, anche a Città di Castello. Il Comune ha lavorato sulla pianificazione, con Pums e Piano del Commercio ma si deve considerare la rivoluzione delle modalità di acquisto. Su Piazza Burri c’è un gruppo di lavoro che sta lavorando ad un piano attuativo pubblico-privato e venerdì 24 gennaio tornerà a riunirsi. Sul Prg c’è attenzione all’edilizia scolastica e la nuova Dante nasce dai numeri della popolazione scolastica in quel bacino e da valutazioni tecniche legate anche alla sismicità”.


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