Sul numero di settembre del prestigioso mensile Amadeus, il musicologo Cesare Fertonani, professore nellUniversità di Milano (Dipartimento di storia delle arti, della musica e dello spettacolo), ha firmato la splendida recensione al compact-disc relativo allincisione integrale dei Sei Concerti TWV 42 (1734) per violino, organo e basso continuo nellinterpretazione di Fabrizio Ammetto (violino), Rodolfo Ponce Montero (organo) e Angelo Silvio Rosati (clavicembalo); note al CD in italiano-spagnolo-inglese a cura di Biancamaria Brumana (Università di Perugia); Bongiovanni, 2008, GB 5151-2.
Il disco è stato realizzato con il contributo dellAssociazione culturale LOrfeo di Spoleto e della Universidad de Guanajuato (Gto.), Escuela de Música (México).
Questo il testo della recensione:
I Six Concerts TWV 42 (1734) sono destinati a una serie di combinazioni strumentali alternative, comera assai frequente allepoca per assicurare alla musica da camera la più ampia diffusione possibile. Sono composizioni per due parti melodiche e basso continuo (lassetto, dunque, tipico della sonata a tre): la scelta di questa incisione consiste nellaffidare le parti melodiche a violino e organo, rafforzando la realizzazione del continuo con il clavicembalo. Scelta che soddisfa i presupposti di varietà timbrica implicati dalledizione, dove è indicata una mescolanza di strumenti ad arco, a fiato e a tastiera, e che ne asseconda il piacevole tono galante. Musica dintrattenimento, insomma, ma nel senso migliore del termine, riflesso di quella sociabilità settecentesca in cui si riconoscono esecutori e pubblico. Al punto che, ascoltando queste composizioni destinate o comunque accessibili ai dilettanti, non è difficile immaginare come esecutori e pubblico potessero anche giocare a scambiarsi i ruoli: chi aveva suonato sino a quel momento poteva cedere posto e strumento a qualcuno del pubblico in grado di eseguire la stessa parte e accomodarsi a sua volta tra gli ascoltatori. Nello spirito concertante di questi lavori si respira, oltre al gusto cosmopolita tipico di Telemann, linclinazione tutta settecentesca per la conversazione come stile di vita. Assai pregevole nelle intenzioni e nelle attenzioni al codice retorico ed espressivo linterpretazione guidata da Fabrizio Ammetto.
(Cesare Fertonani, «Amadeus», settembre 2008: «Scelti da Amadeus»)