Anche la Panetto & Petrelli accusa la crisi che sta attanagliando un po’ ovunque l’industria nazionale. Ieri l’a.d. Mauro Di Pede (nella foto) ha incontrato le organizzazioni sindacali confederali annunciando la proposta di mettere in mobilità 8 operai (in aggiunta ad un dipendente prossimo alla pensione). E’ quanto trapela da ambienti vicini al sindacato che però sulla questione avrebbe già posto un veto. Non tanto e non solo per la scelta dello strumento, quanto sui dipendenti che sarebbero raggiunti dallo. Le OO.SS. infatti chiedono di entrare nel merito dei nomi dei lavoratori che sarebbero interessati alla mobilità: c’è il sospetto, infatti, che il provvedimento venga rivolto verso alcuni dipendenti “giovani” (40 anni ca.), cosa che farebbe pensare all’uso della mobilità più quale “soluzione sanzionatoria” che a quella propria dei processi di ristrutturazione durante una fase di crisi aziendale. Ma, vale ripeterlo, è solo un sospetto del sindacato. “E pensare che il 21 ottobre ad Assindustria ci era stata prospettata una situazione rosea – dicono le parti sociali – con un portafoglio ordini a 60 giorni. Comunque prima della mobilità si potranno e dovranno attuare altri strumenti a cominciare dalla cassa integrazione. Comunque la mobilità va attuata in base al dettato previsto dalla legge 223”. Non è comunque una novità che la proprietà abbia più volte lamentato una scarsa produttività, argomento molto spesso contestato dal sindacato. Per venerdì prossimo Cgil, Cisl e Uil hanno fissato una assemblea con tutti i dipendenti durante la quale si farà il punto della situazione e le eventuali azioni da intraprendere se la Panetto & Petrelli non riformulerà la sua proposta.
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