Amministrative 2019, Perugia da conquistare | Il PD non decide

Amministrative 2019, Perugia da conquistare | Il PD non decide

Assemblea in serata in via Bartolo. “Ni” alle primarie, sì alle anime civiche


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Amministrative 2019 a Perugia. Pronti, via?! Non proprio, se si guarda in casa PD. O almeno non del tutto. Clima incerto durante l’ultima assemblea del partito del 17 luglio: si studiano le mosse, ci si prepara a combattere una battaglia non semplice per una piazza importante come quella del capoluogo umbro.

Presenti nella sede di via Bartolo volti noti e rilevanti del partito: da Marco Vinicio Guasticchi, a Carla Casciari, insieme a Giacomo Leonelli, Valeria Cardinali, Tommaso Bori e Sarah Bistocchi, Alvaro Mirabassi ed Emanuela Mori, Francesco Giacopetti, Andrea Cernicchi e ovviamente il segretario Paolo Polinori. Le “frange” del PD, insomma, c’erano tutte, tranne una: a mancare sono stati infatti gli uomini più vicini all’area bocciana, lo zoccolo duro per intenderci. Forse un segnale?

L’analisi parte soprattutto dalle ultime elezioni amministrative, che hanno visto ancora l’avanzata di Lega e M5S, insieme a quelle del 4 marzo, altro grande scossone per il panorama politico umbro. Nella pratica, si è deciso di non decidere, nonostante il tempo scorra e manchi meno di un anno alla nuova tornata elettorale. Da studiare non c’è di certo il programma: quello è già definito ed è da lì che si partirà per costruire le liste e la strategia per riconquistare Palazzo dei Priori, ora in mano del centro destra del sindaco Andrea Romizi.

Nodo primarie

Il sentimento generale è quello di provare a non andare verso le primarie, anche data l’ultima esperienza perugina che portò allo scontro tra il sindaco uscente Wladimiro Boccali con la candidata Annarita Fioroni. Si dovrebbero così evitare sfilacciamenti all’interno del partito, oltre a partigianerie legate a singoli nomi e singole candidature. Eppure qualcuno tra i presenti lo dice chiaramente: da statuto le primarie sono possibili e non possono essere bloccate a prescindere. Qualcun altro tra i presenti, invece, ormai da tempo prova a tessere la sua tela per avanzare la sua candidatura, ma su di lui ci sarebbero tante incertezze, data la sua esperienza nella giunta Boccali uscita sconfitta nel 2014.

Sagunto conquistata

In mattinata arriva su Facebook un post di Guasticchi, una vera e propria stilettata. “Mentre a Roma si discute, Sagunto è stata conquistata”, scrive. “Così disse in senato Catone il censore dopo mesi e mesi di discussioni su come aiutare Sagunto assediata dai cartaginesi.
Si può riassumere così la riunione dell’assemblea comunale pd di perugia. Un segretario comunale più adatto alle vicende politiche degli anni ’80 ed interventi che tra filo Polinoriani ed anti si sono equivalsi. Ancora si cercano alleanze con una sinistra che non c’è più, e qualche utopista molto fantasioso spera che i penta stellati possano sostenere un candidato del PD. Mi dispiace vedere una fine così misera e peggio ancora una non visione del clima che abbiamo intorno. La gente ha identificato il PD come il capro espiatorio e non molleranno fino a che questo partito non uscirà di scena. D’altronde se per salvare il salvabile ciò che resta del PD dovesse virare verso Zingaretti ed una riedizione dei DS non mi troverà più tra i suoi iscritti”.

Anime civiche

A Perugia, come in altre parti d’Italia, il PD strizza l’occhio anche a chi del PD non fa parte. Alle anime civiche, dunque, che costituiscono da sempre la forza propulsiva per ogni territorio. Sembra così che non sia visto sotto ad una cattiva luce l’intervento di Andrea Mazzoni (Mdp), già candidato alle politiche dello scorso 4 marzo. Quello di Mazzoni è stato un appello lanciato a mezzo stampa, con un articolo comparso lo scorso 15 luglio su Il Messaggero dell’Umbria. La richiesta è quella di correre insieme, di scegliere un civico che riunisca intenti e programmi.

La stessa capogruppo Bistocchi incalza sulla questione con una sua nota: “l’appello lanciato da Andrea Mazzoni, coordinatore di Mdp a Perugia, offre spunti di riflessione all’intero centrosinistra perugino. Dopo quattro anni di amministrazione di centrodestra, Perugia si risveglia più sola, più sporca e più insicura. Le grandi tematiche sono uscite dall’agenda cittadina, le manifestazioni di rilevanza internazionale vanno avanti per forza d’inerzia, le risorse disponibili sono drenate verso iniziative fini a se stesse, nelle vertenze che riguardano il lavoro l’Amministrazione ha balbettato qualche frase di circostanza, la criminalità sta rialzando la testa.

Dietro la fascia tricolore del Sindaco Romizi si cela il vuoto pneumatico di una totale assenza di programmazione politica, economica e sociale della città.

È arrivato il momento per le forze di centrosinistra, civiche e popolari di pensare ad una coalizione nuova, larga ed inclusiva, in cui non c’è spazio per prove di forza o conte interne, in cui si riprende in mano il filo del nostro tessuto identitario, in cui tracciamo una visione di città da contrapporre al deserto culturale e sociale che sta inaridendo Perugia.

Serve, infine, uno sforzo da parte di tutti: convincersi che i destini personali debbano cedere il passo rispetto alle sorti della città, individuate come prioritarie, vero atto di generosità e di responsabilità da parte di chi si candida a governare di nuovo Perugia”.

La partita è però ancora tutta da giocare.

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