Ambizioni e riposizionamenti, grandi manovre nel centrodestra perugino

Ambizioni e riposizionamenti, grandi manovre nel centrodestra perugino

Passaggi di casacche, veti e voglia di rivalsa, con vista sulle regionali


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Le imminenti consultazioni regionali e le possibili elezioni politiche anticipate creano fibrillazioni nel centrodestra perugino, che appena tre mesi ha accompagnato Andrea Romizi nella sua trionfale riconferma a Palazzo dei Priori.

Forza Italia costretta a difendersi a destra e a sinistra; le tensioni con la nascente formazione “Cambiamo!” di Giovanni Toti; le ambizioni di Fratelli d’Italia; le diverse sensibilità all’interno di Progetto Perugia, soprattutto in vista delle regionali; le riorganizzazioni in atto nella Lega: tutte questioni che per ora non pregiudicano l’attività dell’amministrazione Romizi, ma che potrebbero portare a qualche ulteriore salto di qua e là, dentro e fuori il Consiglio comunale.

La battaglia tra Forza Italia ed i fuoriusciti che hanno trovato nel governatore ligure Giovanni Toti la nuova guida, a Perugia trova il suo fronte più caldo. E’ del capoluogo, infatti, il coordinatore scelto da Toti per organizzare in Umbria “Cambiamo!”, l’ex parlamentare Pietro Laffranco. Messo in panchina un anno e mezzo fa dai vertici regionali di Forza Italia, con la mancata ricandidatura che ha fatto approdare a Roma Catia Polidori e Fiammetta Modena.

Laffranco prima si è preso una rivincita sugli azzurri a fine maggio, contribuendo a portare Progetto Perugia ai vertici della coalizione in termini di consensi (e di eletti in Consiglio comunale). Anche grazie ai numerosi big che hanno lasciato la pattuglia azzurra per seguirlo nell’esperienza civica insieme ai fratelli Calabrese. Poi, tramontata l’ipotesi di ripetere lo scherzetto in chiave regionale, proponendo Progetto Umbria, non ci ha pensato un attimo a prendere al volo l’occasione offerta da Giovanni Toti e dai parlamentari che hanno lasciato Silvio Berlusconi.

Ed al suo fianco, come coordinatore regionale di “Cambiamo!”, c’è Aldo Tracchegiani, spoletino (nella città del Festival era anche coordinatore azzurro) ma professionalmente, e politicamente, molto legato alle vicende perugine. Non è un caso che contro il suo “tradimento” si sia scagliato il tesoriere di Forza Italia e quasi omonimo, Antonio Tracchegiani.

Si vanta con orgoglio di aver contribuito a migliorare il simbolo di “Cambiamo!”, dando qualche consiglio ad alcuni “amici”, un altro ex consigliere, Renzo Baldoni, che ha passato gli ultimi due anni da separato nella casa azzurra, criticandone la guida regionale ed anche le ripercussioni sull’amministrazione Romizi.

In attesa di vedere se “Cambiamo!” avrà libero accesso alla coalizione di centrodestra per le regionali (secondo la rassicurazione che in tal senso avrebbe fornito Matteo Salvini) o se prevarrà il veto di Forza Italia (e la voglia di non rischiare di cedere un seggio se la vittoria è ancora data per certa) l’attenzione a Palazzo dei Priori si sposta su Progetto Perugia, la seconda forza politica in Consiglio. Laffranco ha assicurato che comunque contribuirà alla vittoria del centrodestra alle regionali, anche candidandosi in prima persona, se potrà servire. L’ex assessore Calabrese, tramontata l’idea di Andrea Romizi candidato di un centrodestra moderato, ha avuto più volte contatti con il cantiere civico di Andrea Fora. Che ha anche la benedizione della Curia. Insomma, le due gambe su cui Progetto Perugia ha corso, e bene, alle amministrative potrebbero ritrovarsi su fronti opposti alle regionali di ottobre.

L’importante è non trovarsi in mezzo. E così l’ex assessore Cristiana Casaioli, scomoda nel ruolo di consigliere, ha intensificato i contatti con i vicini di banco di Fratelli d’Italia, forza emergente in Italia e in Umbria, ma soprattutto a Perugia, dove ha raccolto quasi 11mila voti. Il gruppo di Squarta, Zaffini e Prisco in Regione avrà quasi certamente con sé l’ex consigliere comunale (e regionale uscente) Sergio De Vincenzi. Ma la campagna acquisti perugina potrebbe non fermarsi qui.

La Lega sembra aver chiuso le porte (a Perugia non ci sono i porti) a nuovi ingressi. E la riorganizzazione centralizzata fa un po’ sbuffare vecchi e nuovi iscritti. A Perugia, Matteo salvini e il coordinatore umbro Virginio Caparvi hanno scelto di affidare la riorganizzazione del partito al senatore Pillon. E questo potrebbe aumentare la distanza con la Curia, già fortemente critica nei confronti del “troppo devoto” Matteo Salvini.

Davanti a Forza Italia, alle amministrative perugine, si è anche piazzata la formazione guidata da Nilo Arcudi. Al di là dei 5.300 voti portati in dote a Romizi, gli ex socialisti che ora guardano a destra potrebbero raccogliere consensi anche in altre città. Ecco perché il centrodestra ci sta pensando alla possibilità di allargare a loro la coalizione per le regionali. Un accordo che magari potrebbe portare, in base ai risultati delle urne ad ottobre, a rimescolare le carte anche a Palazzo dei Priori.

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