“ALTOFORNO” AL MESE DEL MAGGIO, TRA TERNITUDINE E SOLIDARIETA' AGLI OPERAI DELLA BASELL. SUL PALCO ANCHE LEVANTESI: “INCAZZATI NERI PER LE DIMISSIONI DEL SINDACO”

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Luca Biribanti

Non saranno i Beatles o i Rolling Stones, ma gli “Atloforno” a Terni sono gli unici che riescono a riempire l'anfiteatro romano, a testimoniare l'amore che i ternani nutrono nei confronti di questi ragazzi. Una nota di colore si aggiunge al “Mese del Maggio” con il dialetto delle canzoni degli “Altoforno” che cantano la Terni vera, quella ogni giorni i cittadini vedono e vivono da vicino, da i personaggi storici della città all' 'odiata' Perugia, dalle fere alla “picchia” e all'Ast. Anche ieri sera l'anfiteatro dei giardini pubblici “La Passeggiata” si è riempito di giovani e meno giovani, curiosi e di tutti quelli che da oltre 10 anni seguono la ormai storica band ternana. Grandi costumi di scena ieri sera, il “Power Ranger”, “Grande Puffo”, l'operaio, “Puffetta”, “Lu poru gattu”, “Milingo”, “Lu cinese” e altri ancora hanno accompagnato in un'ora di musica e divertimento il pubblico che ha potuto ammirare in tutto il loro splendore i personaggi che popolano la colorita società ternana, uno spaccato fedele ai cambiamenti che in questi ultimi anni sono avvenuti a Terni. All'ingresso dell'anfiteatro è stato allestito un banco dagli operai della Basell-Meraklon, ai quali gli “Altoforno” hanno sempre manifestato la loro solidarietà, per una simbolica raccolta fondi destinata ad aiutare coloro che dopo i 45 giorni di sciopero si sono visti arrivare una busta paga da 0 euro. In cambio i lavoratori hanno offerto un calendario realizzato con le foto che immortalano i momenti più significati della lotta fino all'arresto di Gianpaolo Fiorletta. Alla fine del concerto è salito sul palco anche Luca Levantesi, operaio Basell che, dopo aver ringraziato istituzioni e gli “Altoforno” ha chiamato il pubblico a fare un applauso per il sindaco dimissionario, Leopoldo Di Girolamo: “Ha dimostrato grande coraggio e correttezza – ha detto Levantesi – ma trovo assolutamente vergognoso e disgustoso, siamo 'incazzati neri' per quello che è successo in consiglio comunale. Degli irrepsonsabili, uso questo termine, ma dovrei usarne altri, hanno mandato a casa il sindaco in un momento in cui la situazione per la città è drammatica. Questo è un mese decisivo, anche le notizie che arrivano dalla Thyssen non ci fanno stare tranquilli, la situazione è drammatica. Il 16 maggio il Tribunale di Terni si esprimerà sulla possibilità di non far chiudere l'azienda rendendo operativa la soluzione dell'amministrazione controllata. I lavoratori hanno avuto ragione e finalmente siamo liberi da quella specie di imprenditore che ora sta qui vicino, a Vocabolo Sabbione, e speriamo che ci rimanga a lungo”.

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