Al Teatro Oplas di Umbertide va in scena FAT: la danza come linguaggio della contemporaneità – FOTO E VIDEO TO® - Tuttoggi

Al Teatro Oplas di Umbertide va in scena FAT: la danza come linguaggio della contemporaneità – FOTO E VIDEO TO®

Redazione

Al Teatro Oplas di Umbertide va in scena FAT: la danza come linguaggio della contemporaneità – FOTO E VIDEO TO®

Dom, 22/04/2012 - 18:00

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Alessia Chiriatti

Sincretismo artistico ed espressione del corpo: poche parole per descrivere lo spettacolo di danza contemporanea in scena al Teatro Oplas di Umbertide, sabato 21 aprile a partire dalle 19, per FAT 2012 – Festa altri territori. La realizzazione dell’evento è opera dell’Associazione N.U.DA., network umbro di danza contemporanea, che ha lavorato in collaborazione con il Teatro Stabile dell’Umbria. Un percorso artistico e sensoriale grazie al quale ogni spettatore può sentirsi partecipe della carrellata di spettacoli offerti, nei quali viene introdotto attraverso una serie di attimi e spazi creativi, di musica travolgente, di gestualità intime. In questo modo “N.U.DA. mira a creare condizioni ottimali al fine di avviare un sistema di sviluppo per la creazione contemporanea, in sintonia e in dialogo con le necessità di compagnie e operatori culturali”. L’associazione nasce nel 2009, grazie all’incontro e al confronto di artisti umbri appassionati di danza. L’arte coreografica è al centro di questo dialogo che racchiude le più svariate forme creative “senza confini e barriere”, ma soprattutto il ballo, nella sua forma contemporanea, dove le espressioni corporee e la recitazione divengono fondamentali. In scena diversi lavori di differenti compagnie umbre, tra cui Segni Particolari (Amina Amici), Oplas/Centro Regionale Della Danza Umbria, Deja Donne, Contemporaneamente Gruppo Danza Spoleto, e toscane, come Simona Bucci e Company Blu. Viene così realizzato l’incontro tra realtà territoriali diverse, con l’intento di “ottimizzare le differenti risorse in campo ed aprire un confronto costruttivo, che si fondi sulla forza sociale e politica della danza”. Quest’anno FAT triplica i suoi appuntamenti: dopo lo spettacolo al Teatro Oplas di Umbertide, ad agosto sarà a Perugia presso l’Associazione Dance Gallery per l’evento Festa Altre Traiettorie. Infine a dicembre si sposterà a Tuoro sul Trasimeno, nel Teatro Comunale, per Festa Altri Teatri.

Lo spettacolo – Il tutto inizia con le note di un contrabbasso, e la voce calda di una ragazza che canta canzoni in inglese e francese, mentre una ballerina si spinge in una danza “dedicata a varie tecniche di riscaldamento e appercezione del proprio corpo”: una recitazione concreta e riconoscibile, che scivola sulle corde di una chitarra elettrica, e termina con l’invito per gli spettatori a seguire gli artisti all’interno del Teatro. Seduti sugli spalti, si è nuovamente catapultati in danze e recitazioni particolari, che riprendono colonne sonore di vecchi film come Jules e Jim, o ambientazioni surreali alla David Lynch. Una scenografia spoglia, costruita a volte solo con elementi di arredamento, e con un grande telo bianco alle spalle degli artisti dove sono proiettate le installazioni della coreografa Rossella Fiumi, dell’Associazione Caravajal15 Residenza Dinamica. E poi ancora in scena l’hip hop, con dei giovanissimi ballerini, un passo a due molto sensuale, dei tratti di musica elettronica, ed un attore livornese che ha spiegato il perché dei suoi movimenti, nell’ottica di avvicinare ancora di più lo spettatore allo spettacolo. Il tutto intervallato da attimi di convivialità.

I’m All Ears – Le installazioni video di Rossella Fiumi presentate presso il Teatro Oplas riprendono l’umanità e le forme viventi nelle loro varie rappresentazioni: spaccati di scena rurale, dove un piano sequenza riprende un gregge di pecore che pascola in una campagna verde, “catturato in tempo reale”, e i sensi sono stupiti dal rumore dei campanacci e dal suono naturale del vento, invitando ad una riflessione sul senso della vita. Negli altri video, danzatori ballano e recitano in un dialetto meridionale, ipnotizzando lo spettatore attraverso linee e movimenti, con un montaggio serrato e dinamico. La comunicazione diviene così fondamentale, in un turbinio di performance e sensazioni primitive, lontane dall’imperante urbanizzazione della società umana.

Video di Nicola Palumbo
®Riproduzione riservata

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