Al lavatoio dell'Accolta a Bevagna, "Per fare la plastica ci vuole l'acqua", Un progetto di Paolo Massei e Maurizio Morici - Tuttoggi

Al lavatoio dell'Accolta a Bevagna, “Per fare la plastica ci vuole l'acqua”, Un progetto di Paolo Massei e Maurizio Morici

Redazione

Al lavatoio dell'Accolta a Bevagna, “Per fare la plastica ci vuole l'acqua”, Un progetto di Paolo Massei e Maurizio Morici

Sab, 11/08/2012 - 09:27

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Sabato 11 agosto alle ore 18 presso il lavatoio dell'Accolta a Bevagna si realizzerà un progetto-performance, dal titolo “per fare la plastica ci vuole
l'acqua”, ideato da Paolo Massei e Maurizio Morici e realizzato dall'artista Paolo Massei .

Il progetto PER FARE LA PLASTICA CI VUOLE L'ACQUA, si rifà ai valori universali dell'ambientalismo ed ha lo scopo di far riflettere sul problema dell'inquinamento del fiume Clitunno e del fiumeTeverone, due corsi d'acqua che hanno da sempre concorso, dalla nascita fino ad oggi, alla vita della comunità e della città di Bevagna.

L'artista Massei ha raccolto, negli anni, centinaia di migliaia di tappi di plastica e con essi ha riempito numerosi bottiglioni di plastica di grandi dimensioni, i quali verranno gettati dal ponte dell'Accolta nelle acque sottostanti del fiume Clitunno mentre, da sotto i lavatoi, due o più musicisti realizzeranno un'improvvisazione musicale (la performance sarà registratata e costituirà la base musicale per il video dell'evento, che verrà realizzato e immesso nella rete web).
Dalle parti laterali dell'Accorda, alcuni giovani pescatori, con le loro canne, cercheranno di pescare sia i pesci che i bottiglioni riempiti con i tappi di
plastica colorata; una volta ripescati, i bottiglioni saranno donati ad un'associazione che, con il ricavato della vendita, acquisterà delle carrozzine per portatori d'handicap.

Paolo Massei dichiara: “I 40 bottiglioni di plastica pieni di tappi vogliono, con i loro colori, indicare anche il grosso cambiamento che si è creato, negli ultimi decenni, nei modi di produrre e vivere l' inquinamento. Mentre ieri era il fumo delle ciminiere ad indicare che si stava inquinando l'aria, o erano i cattivi odori a segnalare l'inquinamento dei corsi d'acqua, oggi tutto ciò è cambiato: dalle ciminiere non esce più il fumo, e si avvertono molto meno i cattivi odori nei corsi dell'acqua, ma tutto è più inquinato di prima, dai banconi dei supermercati, con i loro prodotti lucenti, ai campi, con i prodotti sempre più grandi e belli, fino alle acque minerali, che viaggiano da nord a sud e da sud a nord rimanendo per settimane intere, sotto il sole, dentro le bottiglie di plastica; mentre sperare di vedere una lucciola equivale ormai a tentare di trovare un ago in un pagliaio. E allora il progetto per “fare la plastica ci vuole l'acqua” può diventare un sogno realizzato se tutti insieme contribuiremo, con piccoli gesti, a cambiare le nostre abitudini”.

L'assessore all'Ambiente Vice Sindaco Mirco Ronci dichiara: “Bevagna possiede un’ecosistema fluviale molto singolare, è attraversata e circuita da molti fiumi (attone, topino, timia, clitunno,…). Lo sfruttamento del territorio ha portato nel tempo a sottovalutare gli effetti negativi che l'uomo porta sull'ambiente, con la presenza di scarichi civili e industriali. Gli ultimi rilevamenti ARPA consentono di avviare delle azioni di controllo molto importanti, quindi con azioni decise andremo a toccare industrie e civili abitazioni che dovranno adeguare molto velocemente gli scarichi alle ultime normative, un'azione lunga e pesante quanto necessaria per il nostro ecosistema.”

SABATO 11 agosto alle ore 18 presso il lavatoio dell'Accolta a Bevagna

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