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“Aiuto, mi sta per uccidere”: polizia arresta marito violento

Redazione

“Aiuto, mi sta per uccidere”: polizia arresta marito violento

Gio, 16/09/2021 - 16:51

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Disperata richiesta di aiuto di una donna 27enne di Bastia Umbra alla polizia dopo essere stata selvaggiamente picchiata dal marito davanti al figlio di 1 anno

“Aiuto, mi sta per uccidere“. E’ stato questo il disperato grido d’allarme di una donna raccolto dalla sala operativa del commissariato di polizia di Assisi. Con gli agenti che si sono recati in un’abitazione di Bastia Umbra arrestando poi un uomo, che aveva aggredito selvaggiamente la moglie incurante anche della presenza del figlio di appena un anno.

I fatti sono accaduti ieri sera (15 settembre) a Bastia. A richiedere l’intervento della polizia è stata una donna, che ha chiamato il 113: al telefono ha gridato disperata il suo nome, poi la chiamata si è interrotta bruscamente. L’operatore del commissariato di Assisi è riuscito a ricontattare il numero chiamante al quale ha risposto la stessa donna che piangendo implorava aiuto perché stava per essere ammazzata.

L’agente a quel punto, capita la gravità della situazione, mentre cercava di tranquillizzarla al telefono, ha chiamato la la Squadra Volante impegnata nel servizio di controllo del territorio e inviandola subito all’indirizzo rintracciato nel centro di Bastia Umbra.

I poliziotti, giunti immediatamente sul posto, approfittando dell’uscita di un condomino dall’abitazione segnalata, sono riusciti ad entrare nella palazzina. Alla porta si è presentata una donna con il volto tumefatto, il labbro inferiore con una grossa lacerazione dal quale usciva copiosamente sangue. La donna si portava anche le mani sulla testa per il forte dolore lamentato.

Dietro di lei, c’era un 36enne italiano, già noto alle forze dell’ordine per i suoi precedenti di polizia, che cominciava ad insultare la donna, sua moglie, per le sue origini straniere. In preda all’ira e allo stato di alterazione dovuta all’abuso di alcolici, si è avventato nuovamente contro di lei con pugni stretti ma grazie agli agenti presenti è stato bloccato.

La donna, una 27enne, di origini albanesi, messa in sicurezza, ha poi raccontato ai poliziotti di essere stata ferocemente picchiata dal marito. L’uomo era uscito di casa verso sera per andare a pagare la bolletta ed era rincasato poco dopo. Lei gli aveva chiesto dove fosse andato e a quel punto il delirio.

L’uomo senza motivo l’aveva aggredita colpendola con forti calci e pugni in tutte le parti del corpo fino a farla cadere a terra e anche, a quel punto, il marito aveva continuato ad inveire su di lei colpendola con calci al costato e al volto. La donna era riuscita a rialzarsi e a rifugiarsi in camera da letto, dove però era stata raggiunta dall’uomo che l’aveva picchiata con schiaffi al costato e al volto, riuscendo a strapparle dalle mani il telefono con il quale la povera donna aveva provato a chiamare il 112. Accortosi della richiesta d’intervento della polizia, il marito le aveva sferrato ancora calci e pungi in tutto il corpo.

I segni della violenta colluttazione avevano lasciato traccia in tutta la casa, completamente a soqquadro. Anche le sponde della culla del loro bambino di un anno erano tutte danneggiate. La donna ha raccontato agli agenti che si erano rotte a seguito della caduta dell’uomo, spinto dalla donna durante la colluttazione nel tentativo di difendersi. Il bambino invece era rimasto tutto il tempo in soggiorno.

La donna raccontava che quello non era il primo episodio di violenza ma non si era mai rivolta alle forze dell’ordine perché sperava in tal modo di tenere unita la sua famiglia, ma negli ultimi mesi la situazione era peggiorata e diventata insostenibile.

La 27enne, con le orbite oculari ormai semichiuse per le ecchimosi, veniva condotta presso il locale pronto soccorso per le cure del caso dove le venivano refertate lesioni per 10 giorni di prognosi per il trauma riportato alle labbra e al volto. Al termine delle cure veniva condotta con il figlio presso un’abitazione protetta.

L’uomo è stato tratto in arresto per il reato di maltrattamenti in famiglia e su disposizione del pm di turno sottoposto ai domiciliari in attesa del giudizio di convalida.

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