La prima commissione consiliare guidata dal presidente Massimiliano Capitani, dopo aver ascoltato il parere favorevole dell'assessore provinciale Roberto Bertini, i tecnici regionali e i rappresentanti dell'associazioni agricole, si è impegnata per realizzare quanto prima un tavolo di concertazione per dare nuovo sviluppo agli attingimenti, per l'ottimizzazione dei costi dell'acqua da destinare alle aziende agricole e la tutela dei fiumi e invasi. Il tavolo nasce di fatto da un ordine del giorno del consigliere provinciale dell'Alto Tevere, Luca Secondi che è stato molto apprezzato da Coldiretti, Cia, Confagricoltura (in aula presenti Monacelli, Rossetti, Paolucci e Brugnoni) che hanno preso parte alla commissione allargata svolta in Provincia. “Come Consiglio Provinciale – ha spiegato Secondi – abbiamo sentito la necessità di intervenire direttamente per cercare delle soluzioni condivise con il mondo agricolo di casa nostra che è strategico per la nostra economia e soprattutto per l'Alto Tevere, territorio che rappresento e che vivo. Non si poteva ancora continuare a fare finta di niente su un costo dell'acqua al metro cubo che è troppo elevato per l'agricoltura ed incide pesantemente sulla produzione. Siamo partiti da qui per aprire un dibattito con gli agricoltori e con gli enti che gestiscono l'acqua pubblica”. Coldiretti, Confagricoltura e Cia – seppur con venature diverse – hanno concordato nell'esigenza di fare delle modifiche sull'approvvigionamento idrico partendo da un dato: “attualmente il costo dell'acqua, la quota ad ettaro riconosciuta alle aziende (dell'acqua) e gli orari giornalieri di irrigamento non sono sempre adeguati alle esigenze reali delle aziende agricole”. “Benvenga il nuovo tavolo – hanno spiegato le associazioni di categoria – ma a condizione che soluzioni e modifiche vadano di pari passi con i costi delle colture, con lo sviluppo agricolo. Anche perché in caso contrario il settore agricolo umbro rischia di chiudere i battenti o di diventare marginale”. L'idea del tavolo lanciata dalla commissione porta la firma del capogruppo dei Socialisti Enrico Bastioli: “L'ordine del giorno di Secondi – ha spiegato in aula – ha gettato le basi per capire le esigenze degli operatori delle aziende agricole. Ora serve fare un passo in avanti: dare vita ad un luogo fisico e politico dove trasformare le richieste, compatibili con le normative, in soluzioni condivise e concrete”. Il presidente Massimiliano Capitani ha ribadito che “il Consiglio provinciale di Perugia è stato sempre in prima linea sul binomio agricoltura-utilizzo delle acque. Abbiamo votato all'unanimità il salvataggio dell'Ente irriguo umbro-toscano quando minacciato dalla Riforma degli enti locali. Detto questo c'è anche da dire che siamo costretti a muoverci, come gli agricoltori, su una normativa di 10 anni fa determinata da una grave emergenza idrica. E' giunto il momento di aggiornare e fare un passo in avanti”. L'assessore provinciale Roberto Bertini si è detto pronto a farsi promotore del tavolo per l'agricoltura e la tutela dei fiumi e degli invasi umbri. “Pur nelle nostre limitate competenze la Provincia si dimostra ancora una volta un ente che sa ascoltare chi lavora e poi dare vita a quei contatti per creare delle sinergie che devono produrre cambiamenti e innovazioni. Il tavolo sarà solo il punto di partenza. L'agricoltura è un punto fermo della nostra economia regionale e con i suoi prodotti è il miglior biglietto da visita per il turismo e l'esportazione del made in Umbria. In tempi brevi dunque agiremo per trovare tutti insieme soluzioni sostenibili”. Oltre alle associazioni degli agricoltori in commissione erano presenti anche Floriana Melillo della Regione dell'Umbria e i dirigenti regionali Mazzasette (ambiente) e il geometra Brizi (idraulica e difesa del suolo), il direttore dell'Ente Irriguo Umbro-Toscano Zurli, l'ingegnere Rosi della Bonifica Umbra e l'ingegnere Paggi, rappresentante della Provincia di Perugia. Dalle loro audizioni è emersa che i fiumi e torrenti umbri rispetto alla crisi idrica del passato stanno su un livello di portata d'acqua sufficiente per la stagione estiva e questa anche grazie alle piogge e le nevicate dell'inverno. Qualche criticità si è riscontrata sul Chiascio e sul Fiume Nestore. In crescita – come ampiamente spiegato dall'architetto Zurli – il livello delle acque nelle dighe di Montedoglio – che alimenta il Tevere – e dell'invaso del Chiascio a Valfabbrica che viene sfruttato per il 10 per cento del suo potenziale. “In futuro la diga di Valfabbrica – ha spiegato Zurli – potrà essere utilizzata anche a scopo irriguo pienamente dato che il Cipe ha stanziato 43 milioni di euro per mettere in sicurezza il versante che da anni è stato soggetto ad un movimento franoso”.
AGRICOLTURA: PATTO TRA PROVINCIA, REGIONE E ASSOCIAZIONI PER RILANCIARE IL SETTORE
Sab, 07/08/2010 - 12:11