1 medico e 3 agenti della penitenziaria finiti al pronto soccorso. E’ il bollettino della furia scatenata nell’infermeria del carcere di Maiano di Spoleto da R.B., 41 anni, originario di Firenze, con un passato da sportivo nel calcio fiorentino con i Verdi di Santa Croce. Un vero e proprio gigante, noto alle forze dell’ordine, e non solo a quelle del carcere di Spoleto, per i suoi comportamenti a dir poco violenti. Il fatto è avvenuto nel pomeriggio di ieri ma solo oggi, grazie alle denunce del sindacato, se ne è avuta notizia. A quanto è dato sapere R.B. si trovava nell’infermeria della casa di reclusione quando ha aggredito il medico di guardia. A quel punto sono intervenuti 3 agenti che a stento sono riusciti a riportarlo in cella. Nel corso del tragitto R.B. ha tirato calci e pugni in ogni direzione. Lungo le scale è riuscito a prendere anche il tubo antincendio con l’intenzione di usarlo contro i poliziotti. Non c’è riuscito, per fortuna. Anche se di danni ne ha combinati. Medico e agenti sono dovuti ricorrere alle cure dei sanitari del pronto soccorso di Spoleto con prognosi che vanno da 8 a 10 giorni. In carcere R.B. sta scontando varie condanne: tentato omicidio, rissa, violenze di ogni genere. Lo conoscevano bene a Livorno dove ha scontato una parte della sua pena e dove si è reso protagonista di episodi simili a quello capitato ieri nella struttura spoletina. Quest’ultima aggressione ha sollevato le ire del sindacato. “Ai colleghi e al medico” ha detto Donato Capece, segretario generale del Sappe “esprimiamo tutta la nostra vicinanza e solidarietàQuanto è avvenuto è gravissimo ed inaccettabile, tanto più se si pensa che avviene a pochi giorni da un’affollata assemblea del Sappe con il personale di Spoleto sulle gravi criticità operative dell’istituto. Bisogna contrastare con fermezza questa ingiustificata violenza e punire con pene esemplari chi li commette. Ma penso anche che si debba arrivare a definire circuiti penitenziari differenziati in relazione alla gravità dei reati commessi”. Altrettanto duro il commento di Guerrino Fioretti (Cisl): “la situazione, come abbiamo più volte avuto modo di denunciare, è al limite del collasso. La situazione è davvero critica e occorre un intervento urgente da parte del Ministero per risolvere alla radice le carenze che affliggono questa struttura”. La situazione del supercarcere ha già superato i limiti previsti: 570 detenuti per 450 posti letto regolamentari, 62 poliziotti in meno rispetto all’organico e 17 figure professionali nelle varie qualifiche (inclusi 6 educatori).
(Carlo Ceraso)