Un cambio di rotta, forse, su canoni e gli affitti agevolati di proprietà del Comune. Lunedì pomeriggio il consiglio ha approvato con 18 voti a favore, quelli della maggioranza; 7 contrari, il Partito democratico e i Socialisti riformisti, e l’astensione del Movimento 5 stelle, la proposta di modifica al regolamento per le assegnazioni di locali comunali alle associazioni. Ora si guarda al futuro con più regole, quindi, e si cerca di fare luce sulle ombre del passato. L’auspicio è che si possa procedere anche ad una revisione dei contratti “anomali” in essere, così da raggiungere la piena conformità degli stessi al regolamento.
Voti risicati. Il tutto in un clima di malumori. Sì, perché a Palazzo, ieri tra i banchi della maggioranza si respirava aria di nervosismo sin dall’inizio quando, la seduta del consiglio comunale, è iniziata con un’ora di ritardo. Una corsa al numero legale visto che, negli ultimi mesi, le pratiche vengono votate sempre con numeri. risicati. La preoccupazione per la conta dei voti era anche sul volto del sindaco Romizi che, a metà consiglio, si è avvicinato alla sua maggioranza mentre il presidente Varasano ricordava a tutti di non abbandonare l’aula. A pochi minuti dal voto, un membro della giunta avrebbe addirittura recuperato un consigliere di maggioranza che avrebbe lasciato Palazzo in anticipo, così da essere certi di far passare la pratica. Ma già poco dopo le 18, l’aula ha iniziato a svuotarsi e il consigliere Cenci ha chiesto il rinvio della pratica sul l’approvazione dell’intervento di delocalizzazione tra Ponte Felcino e Pila. Polemiche pentastellate a part, Giaffreda e Rosetti hanno insistito per votare la pratica comunque, la seduta si è sciolta, guarda caso per mancanza di numero legale.
Tornando sul capitolo affitti beni del Comune, sulla questione hanno voluto vederci chiaro i consiglieri del gruppo misto Pittola e De Vincenzi e che ha coinvolto anche la consigliera Rosetti del Movimento 5 stelle. Sotto la lente di ingrandimento, le tante questioni relative a canoni mai riscossi, bollette anticipate, convenzioni ultratrentennali a prezzi stracciati, come la Casa dell’Associazionismo: realtà sociali che pagano poco più di 200 euro l’anno per centinaia dire tiri quadrati in pieno centro storico. Si è quindi provveduto ad aggiornare il regolamento, scritto in prima mano nel 1996, prevedendo in primis, che hanno precedenza nell’assegnazione, tra gli altri, le associazioni che operano nel campo del sociale e non hanno alcun scopo di lucro. Questo perché alcune realtà che ora hanno in affitto alcuni beni del Comune, ad esempio, sono attività commerciali se non addirittura ristoranti.
La durata. I locali saranno concessi con contratto di comodato o concessione in relazione alla natura giuridica del bene con durata non superiore a 3 anni e prorogabile su accordo delle parti. La durata massima del contratto sarà di 9 anni e, nel caso in cui l’associazione realizzi eventuali interventi di manutenzione straordinaria, i quali dovranno essere preventivamente autorizzati dall’Amministrazione. “L’attuale giunta – ha chiarito l’assessore Bertinelli – si è trovata ad ereditare, in diversi casi, alcuni contratti di lunga durata che, giuridicamente, non possono essere unilateralmente cancellati o revisionati. È ferma intenzione della giunta eliminare tutte le anomalie, per questo si sta lavorando al fine di concertare con le associazioni assegnatarie revisioni dei rapporti onde ricondurli alla disciplina in vigore”.
Una commissione. Cambia anche la composizione della commissione tecnica che propone alla giunta l’assegnazione. Ne faranno parte i dirigenti di attività culturali, attività sportive e ricreative, servizi sociali, demanio e patrimonio. Obbligatorio anche l’aggiornamento del registro annuale dei locali destinati a sedi di associazioni. Questo perché, nel rimettere mano alla materia, gli uffici sono stati costretti a richiedere tutta la documentazione anche alle stesse associazioni, per alcune delle quali, talvolta, i documenti risultavano non aggiornati. Un labirinto di scartoffie, quindi, recuperati ufficio dopo ufficio. “Non si conosceva l’elenco di tutti i beni del Comune – ha chai rito l’assessore Bertinelli – chi fosse assegnatario degli stessi, quale attività venisse svolta dalle associazioni, né erano disponibili i relativi contratti”. Verrà istituito anche un osservatorio comunale sulla gestione del patrimonio concesso alle associazioni e presieduto dall’assessore al bilancio, dall’assessore all’associazionismo, e da tre consiglieri comunali. Ogni anno, poi, entro il mese di marzo, le realtà sociali saranno obbligate ad inviare tutta una serie di documenti come rendiconti, relazioni, e variazioni dello statuto. Se il termine non sarà rispettato, dopo un sollecito, il contratto potrà essere revocato.
Prezzo degli affitti. Per aggiornare i prezzi degli affitti, l’importo degli oneri d’uso avverrà in riferimento anche “ai valori delle locazioni definiti dall’osservatorio del mercato immobiliare dell’agenzia del territorio e della camera di commercio. L’importo può essere ridotto se le associazioni svolgono attività integrative o sostitutive di servizi pubblici istituzionali”. Come sottolinea l’assessore Bertinelli, nel regolamento del 1996 i prezzi dei canoni fanno addirittura riferimento al mercato immobiliare degli anni ’80. L’obiettivo è quello di raggiungere la massima trasparenza, rispondendo alle esigenze delle tante associazioni che richiedono la possibilità di poter usufruire di immobili per lo svolgimento delle loro attività.
Luci ed ombre. Quello delle assegnazioni, ha riferito durante il dibattito la consigliera Rosetti, è un problema che “non risiede tanto nel regolamento, quanto nel fatto che lo stesso è stato, in passato, costantemente bypassato, parcellizzando la gestione immobiliare tra vari settori del comune. Si è assistito, di conseguenza, ad un autentico impossessamento dei locali comunali, cancellando i principi della condivisione e della trasparenza. “La verità – continua Rosetti – è che in passato si è fatto del patrimonio pubblico un sistema di politica personale, penalizzando il sano associazionismo. L’attuale giunta aveva ogni possibilità di applicare attentamente il buon regolamento vigente dal 1996, ma ha preferito muoversi in modo diverso: non si è voluto, cioè, valorizzare l’associazionismo, ma si punta a piegarlo agli interessi dell’uno o dell’altro”. Insomma, seconda la pentastellato Rosetti non ci sarebbe una rottura con il passato.
Opposizione. Diversa visione, invece, quella dell’opposizione Pd e Socialisti riformisti, per cui il voto di lunedì esprime il totale disinteresse della maggioranza verso le periferie e una ormai inspiegabile ignoranza del tessuto sociale cittadino. “La visione distorta e marginale della nostra città porta oggi a demolire l’associazionismo perugino limitando a 9 anni l’utilizzo degli spazi – afferma il capogruppo Pd Mencaroni – escludendo quindi la possibilità e l’interesse, per chi usufruisce degli immobili, di investire nelle manutenzioni degli stessi”. Sarebbe veramente grave, secondo Mencaroni, togliere le strutture a quelle associazioni che operano da decenni nei territori e che in quei territori sono radicate.