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Aeroporto di Perugia, un passo verso la salvezza. Apertura in Senato per la concessione alla Sase

Redazione

Aeroporto di Perugia, un passo verso la salvezza. Apertura in Senato per la concessione alla Sase

Gio, 16/02/2012 - 13:16

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Aeroporto di Perugia, un passo verso la salvezza. Apertura in Senato per la concessione alla Sase

Un passo per allontanare lo spettro del mancato rinnovo della concessione al rinnovato Aeroporto di Perugia San Francesco è stato compiuto oggi a Roma, in Senato, con l'approvazione di un maxiemendamento che apre la strada per la concessione totale alla Sase, la società che gestisce lo scalo.

“Il governo ha recepito nel proprio maxiemendamento al decreto mille proroghe, che ha avuto la fiducia del Senato, l’emendamento dei Senatori del Pdl Ada Spadoni Urbani e Angelo Cicolani che consentirà all’aeroporto di Perugia di vedere approvata la concessione totale alla SASE entro il 31 dicembre 2012”, ha riferito oggi la senatrice umbra Urbani. Secondo l'esponente Pdl, “grazie a questo emendamento si aprono prospettive concrete di sviluppo per l’aeroporto san Francesco”.

Aeroporto a rischio – Il passaggio odierno può assumere un'importanza cruciale per la sopravvivenza nei prossimi anni dello scalo perugino, finito insieme ad altri scali minori sparsi per lo stivale, nel mirino dei tagli governativi, a causa degli oneri che comporta sulle casse pubbliche.

Come nel caso degli aeroporti di Ancona, Montichiari, Cuneo Levaldigi, Parma, Rimini, S. Angelo di Treviso e Verona, la società che gestisce lo scalo, la Sase, non ha ancora la concessione permanente dell'aeroporto e rischia pertanto di non vedersela rinnovare entro la scadenza stabilita al 31 dicembre 2012. In considerazione della crisi e delle difficoltà delle finanze pubbliche, con il decreto milleproroghe al vaglio delle camere il governo – e in particolare il ministro Profumo – ha preso in considerazione l'eventualità di non rinnovare la concessione agli scali con un bilancio in perdita da almeno tre anni. In questo caso, l'aeroporto di Perugia, da anni in perdita e sostenuto dalle casse pubbliche della regione e degli altri “enti partner” avrebbe visto la concessione non rinnovata.

Conti in rosso – Per lo scalo di Perugia Sant'Egidio, ribattezzato San Francesco d'Assisi, resta ancora un obiettivo da raggiungere il bilancio in pareggio, nonostante i grandi investimenti -si stima intorno ai 40 milioni di euro – che negli ultimi 12 mesi sono stati impegnati per lo sviluppo, aprendo il nuovo terminal firmato Gae Aulenti e incentivando la società Ryanair ad aprire nuove tratte. “Quello aeroportuale è un servizio pubblico di fatto, quindi è difficile che possa concretizzare un guadagno. Fino ad oggi, gli enti soci si sono fatti carico del ripiano”, ha spiegato il Capo scalo di Perugia Aldo Giacché.

Programmazione e pareggio – L'obiettivo della Sase, dunque, per la sopravvivenza dello Scalo di Sant'Egidio diventa quello di vedersi rinnovata la concessione nonostante i tre anni e oltre di passivo, sulla base di un piano di sviluppo che possa tendere al pareggio per i prossimi anni. Proprio in questo senso si è mossa l'iniziativa di maxiemendamento dei due senatori Pdl, seguita da Roma con grande attenzione anche dal direttore Sase Piervittorio Farabbi, volta a legare il rinnovo delle concessioni ai piani strategici di rilancio e non ai bilanci degli anni precedenti.

“Aspettiamo la concessione ormai da diversi anni, in particolare dal 2006”, ha detto Giacché. “E' evidente che una concessione definitiva ci consente, come società che gestisce totalmente l'aeroporto, di valutare tutta una serie di attività economiche e di programmazione per portare il bilancio in pareggio”, ha detto.

Francesco de Augustinis

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