Adriana Asti fa rivivere passione e fantasmi del passato con “La Ballata della Zerlina”

Adriana Asti fa rivivere passione e fantasmi del passato con “La Ballata della Zerlina”

Tra ricordi, rimpianti e passione convince Adriana Asti a Spoleto62 interpretando “La Ballata della Zerlina”, monologo tratto dall’omonimo racconto di Hermann Broch

share

Tra ricordi, rimpianti e passione convince Adriana Asti a Spoleto62 interpretando “La Ballata della Zerlina”, monologo tratto dall’omonimo racconto di Hermann Broch. Spoglia la scena, sul palco oltre alla Asti c’è la coreografa Lucinda Childs, nei panni però di un uditore silenzioso e pressoché immobile. Seduta ad una sedia davanti ad un tavolino la Asti, nei panni della serva Zerlina, seduta su un divano la Childs, che è anche regista dello spettacolo.

A dare movimento alla pièce, nel perimetro dunque di un sostanziale minimalismo, sono le scene: ad alternarsi sullo sfondo ci sono le “waterfall” (cascate) dell’artista americana Pat Steir, che contribuiscono a dare astrattismo ad una storia che diventa senza tempo.

In circa un’ora una bravissima Adriana Asti interpreta la serva Zerlina, che da anziana ricorda il suo passato. Di quando cioè lei e la padrona di casa dividevano un amante. Una narrazione fatta di passione, erotismo, ma anche sete di vendetta, scontrandosi con quei fantasmi del passato rappresentati sul palco da Lucinda Childs. Ed è proprio la forte passione espressa dalla Asti nella sua narrazione a dare dinamismo all’intero monologo, riempiendo con la sua voce l’intera scena.

La scheda

“Die Erzählung der Magd Zerline” (1949) di Hermann Broch 

con Adriana Asti
regia e performance Lucinda Childs
immagini e spazio scenico Pat Steir
traduzione Ada Vigliani
drammaturgia René de Ceccatty
regista assistente Silvia Rigon
paesaggio sonoro Arturo Annecchino
luci e impianto scenico Angelo Linzalata

progetto del suono olofonico Fabio Brugnoli
ingegnere del suono Michele Fiori
video editing Alexis Myre
video designer Michele Innocente

progetto Festival dei 2Mondi di Spoleto
in collaborazione con Museo Madre di Napoli
coproduzione Teatro Metastasio di Prato e Teatro dell´Elfo di Milano
a cura di Change Performing Arts

direttore di scena Marco Mencacci
capo elettricista Gerardo Buzzanca
fonico di palco Andrea Bisaccioni
sarta Clelia De Angelis
suggeritore e assistente allo spettacolo Enzo Giraldo
assistente di scena Gisella Zanmatti Speranza
segretario di compagnia Luigi Caramia

(Foto Ufficio Stampa Festival di Spoleto)

share

Commenti

Stampa