Adisu, San Bevignate sempre più lontana | Incognita Monteluce, ristrutturare vecchi collegi - Tuttoggi

Adisu, San Bevignate sempre più lontana | Incognita Monteluce, ristrutturare vecchi collegi

Alessia Chiriatti

Adisu, San Bevignate sempre più lontana | Incognita Monteluce, ristrutturare vecchi collegi

Il Commissario Ferrucci, "studentato pronto per settembre 2017" | I suoi primi 100 giorni a capo dell'Agenzia per il Diritto allo Studio
Mer, 16/11/2016 - 23:50

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Adisu, San Bevignate sempre più lontana | Incognita Monteluce, ristrutturare vecchi collegi

Un incontro quasi formale quello avvenuto questa mattina tra i giornalisti e il Commissario Unico dell’Adisu (l’Agenzia per il Diritto allo Studio della Regione Umbria), Luca Ferrucci, nel suo studio di Via Benedetta, a Perugia, sede dell’Agenzia. Una conferenza convocata per tirare le fila su argomenti importanti che riguardano il diritto allo studio in Umbria, su partite aperte o che accingono a concludersi. Tra queste, San Bevignate, le borse di studio, il polo di Monteluce, il sisma che ha recentemente colpito l’Umbria e che ha dunque richiesto provvedimenti ad hoc.

Lo spirito è quasi ‘autoironico’, e il Commissario Ferrucci lo dice a chiare lettere: per questo li chiama i suoi “primi 100 giorni” all’Adisu, dove è subentrato ad agosto scorso, succedendo al professor Maurizio Oliviero. Lo scopo e l’obiettivo della conferenza è quello di impostare un rapporto con la stampa regionale“, ha detto Ferrucci in apertura.

Da subito in agenda, anche per Adisu insieme agli altri enti coinvolti (Università, Regione e Comune di Perugia in primis), c’è il nodo Monteluce.  In ballo c’è una ridefinizione dell’investimento, nonostante ci sia già un contratto di locazione in essere, per lo spazio dell’ex Policlinico: lì dove dovrebbero essere realizzati spazi per gli studenti, ma soprattutto, tra le altre idee venute fuori nel tempo, uno studentato per 150 posti letto. Oggi stesso si è tenuto un incontro tra Ferrucci, il Rettore Franco Moriconi e il sindaco Andrea Romizi per ridefinire i passi futuri per Monteluce. Sembra invece in via d’abbandono definitiva l’ipotesi del collegio a San Bevignate. A riguardo c’è un elemento nuovo: dopo la sentenza del Tar divenuta esecutiva, Adisu ha riattivato la procedura per la richiesta di autorizzazione alla realizzazione del plesso indirizzata alla Soprintendenza. “Un’opera che la città ha sofferto, da tanti punti di vista“, ha detto Ferrucci ai giornalisti. “E’ arrivato un preavviso di diniego da parte della Soprintendenza, che ha anticipato quelle che sono le convinzioni legittime della Soprintendenza stessa su questa opera. Per cui ora formuleremo le nostre osservazioni. Siamo tuttavia incanalati su una strada che probabilmente può rendere particolarmente problematica la realizzazione dell’opera, dato che credo che per certi aspetti sia venuto meno anche l’interesse politico a realizzarla. Adesso però la questione è giudiziaria e si combatte a suon di ricorsi, sentenze e autorizzazioni. L’Adisu ha tempo dieci giorni per rispondere al preavviso di diniego, e dopo di ciò la palla passerà di nuovo alla Soprintendenza, che formulerà le sue valutazioni. Restano quindi ancora fermi i fondi ministeriali che sono stati allocati per l’opera specifica, e non “si può pensare che vengano allocati per altro“, ha precisato Ferrucci, enunciando un principio amministrativo generale.

Puntare sulle residenze già esistenti – Ci stiamo impegnando molto come Adisu. La nostra idea di città universitaria è quella di tornare a investire, con ristrutturazioni e riqualificazioni, e a credere nelle residenze studentesche che abbiamo“. E’ questa la vision attuale dell’Agenzia. “Storicamente – ha precisato Ferrucci – Perugia ha avuto un merito: realizzare delle residenze studentesche. Poi nel corso del tempo lo standard qualitativo nell’erogazioni dei servizi non è più consono rispetto alle aspettative della popolazione universitaria. Lo stesso concept di residenza che abbiamo per taluni aspetti appare obsoleto, per mancanza di spazi comuni, librerie, mini palestre. Tante piccole cose che fanno parte ormai dei diritti della cittadinanza studentesca in una residenza”. Ecco perché verranno presentati dei progetti di riqualificazione e di ristrutturazione in un prossimo bando che uscirà l’anno prossimo. Conti alla mano, si parla di fondi cofinanziati da Regione Umbria e Ministero dell’Istruzione. Per i 4 padiglioni di via Faina è stato stimato un intervento per 18 milioni di euro; per il collegio di Agraria si viaggia sui 13 milioni. Per San Valentino a Terni, da riacquisire dall’Università, si parla di circa 1 milione, nonostante l’ammontare sia ancora in via di quantificazione. E ancora: per il collegio Ruggero Rossi a Gualtarella nei pressi del Dipartimento di Ingegneria l’acquisizione dall’università costerebbe 6,3 milioni. Adisu sta infine lavorando alla costituzione di una residenza diffusa, per la ristrutturazione di San Francesco a cui verrà abbinato il Fatebenefratelli, di proprietà del Comune, ma in locazione da Ater, per un valore di 2,5 milioni. “Stiamo lavorando per dare un nome e non una via ai collegi, per dedicare ogni residenza a persone illustri dell’Umbria, e far trovare all’interno elementi che li contraddistingue“, ha precisato Ferrucci.

Ma come si è arrivati a immaginare questi progetti? Grazie alla collaborazione e alla condivisione di idee con l’Università di Perugia, a fronte dell’istituzione di un gruppo di tecnici e ingegneri, eterogeneo tra Regione Umbria, Università, Adisu e Ater. “E’ plausibile – ha aggiunto Ferrucci – che entreranno a far parte del gruppo di lavoro anche tecnici del Comune di Perugia e di Terni“. Tra gennaio e febbraio è probabile che verrà organizzata una conferenza per presentare i progetti alla città e subito dopo al Ministero. Il tutto per adeguare le residenze universitarie agli standard qualitativi che si riscontrano in altre strutture di altre città italiane ed europee. “E’ un programma impegnativo da un punto di vista finanziario, ambizioso, che riporta al cuore del centro storico della città la vita universitaria”.

Il nodo Monteluce – Unica struttura nuova a questo punto sarebbe quella di Monteluce, escludendo San Bevignate naturalmente. Lo studentato nel quartiere che ospitava il vecchio ospedale di Perugia è in via di realizzazione: dovrebbe ospitare circa 150 posti letto, proprio all’interno dell’area dell’ex Policlinico. I cantieri che riguardano tutto il complesso sono fermi da diverso tempo. “L’Adisu si sta impegnando perché si riattivino i lavori di completamento in modo tale da poter dare alla città questa residenza auspicabilmente per settembre 2017, anche perché su Monteluce transitano ormai circa 2000 studenti in relazione ai corsi di laurea che l’Ateneo ha sviluppato in quell’area. Anche l’Università per Stranieri ha diversi iscritti che vivono in quella parte di Perugia”. Nell’arco delle prossime settimane, verrà aperta una nuova aula studio, aperta fino a tardi, insieme a nuovi servizi proprio nell’area nuova di Monteluce che l’Adisu metterà a disposizione dell’Università e degli studenti.

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Le borse di studio – Fondamentale per Ferrucci snocciolare alcuni dati sulle borse di studio, una degli assi portanti dell’Agenzia. La serie storica degli studenti idonei rispetto alla borsa di studio ha subito un calo, parallelamente rispetto a quello che è stato un decremento della popolazione universitaria negli Atenei perugini (6 in tutto). Quest’anno sono state erogate circa 1250 borse di studio in più: come dire essere passati da 3070 a 4300, con uno sforzo finanziario che passa da 7 milioni a circa 9,6 milioni di euro. “E’ accaduto questo perché c’è un impoverimento delle famiglie”, ha spiegato Ferrucci. “C’è stata inoltre una rivisitazione dei parametri Isee, che evidentemente ha ampliato la fascia degli studenti potenzialmente idonei. E poi il 25 agosto abbiamo assunto, come Adisu, e che poi progressivamente abbiamo ampliato man mano che il sisma in centro Italia si è esteso, il provvedimento per dare vitto, alloggio e altri servizi gratuiti a studenti che risiedono nelle aree colpite dal terremoto.Questo ha fatto sì che molti studenti del reatino e della Valnerina, che volevano proseguire con gli studi, hanno valutato Perugia come prima ipotesi di Ateneo”. Un messaggio che Ferrucci ha voluto chiarire è che ad oggi “abbiamo una copertura del 100%, la saturazione dunque, dei posti letto, su un totale di 1248 tra Perugia e Terni, su una popolazione studentesca di circa 22 o 23mila studenti iscritti”.

Le mense – Il 5, 6 e 7 dicembre ci saranno le giornate dedicate alla Valnerina: verranno serviti prodotti dalle zone terremotate: l’incasso sarà devoluto ad un Liceo di Norcia. Per la mensa di Medicina, al momento non si registrano ricorsi, dopo l’assegnazione dell’appalto. “Contiamo di inaugurare formalmente la struttura a gennaio, seppur vogliamo arrivare ad aprire la mensa già prima delle festività natalizie“.

Un ultimo accenno all’attrattività di Perugia e Terni come città universitarie. “Prima c’era il problema della sicurezza, adesso rischiamo di rientrare nell’ottica dell’emergenza sismica, allontanando gli studenti. Dobbiamo puntare anche sulla capacità della regione di attrarre per capacità occupazionale. La riforma legislativa dell’Adisu in Umbria è quella di lavorare in questo senso, di immaginare dei corsi post laurea, di secondo livello e di mobilità internazionale: il tutto votato al job placement”. Una vicenda che al momento è seguito dall’Università ma che, con la riforma, vede una sinergia tra le due istituzioni.

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