A Terni, nell’ultimo decennio, i giorni con temperature superiori ai 35 °C sono aumentati da 17 a 26 all’anno, mentre le notti tropicali hanno raggiunto quota 55, quasi 19 in più rispetto alla media del periodo 2006-2015. Si tratta di un’emergenza caldo che, secondo i dati climatici rielaborati dall’Osservatorio Città Clima di Legambiente sembra diventare ormai strutturale.
In questo scenario che si inserisce la terza tappa della campagna nazionale “Che Caldo Che Fa”, dedicata al contrasto della cooling poverty in collaborazione con Ricerca sul Sistema Energetico (RSE) S.p.A. e con la Croce Rossa Italiana. Il monitoraggio, condotto a Terni riguarda 53 punti di interesse, tra cui l’ospedale, il centro geriatrico cittadino, un supermercato, due fermate del trasporto pubblico e spazi di aggregazione. Di questi, 41 (il 77,3%) risultano direttamente esposti al sole nelle ore centrali della giornata.
Nel quartiere Villaggio Italia, ad esempio, durante le ore centrali del 24 e 25 giugno, sono stati fotografati gli effetti concreti del caldo estremo sulla vivibilità degli spazi urbani e messo in evidenza quanto sia difficile muoversi a piedi nelle ore più calde. Nel contesto di uno dei quartieri più fragili dal punto di vista socioeconomico della città umbra, Legambiente ha analizzato, secondo la logica della “città dei 15 minuti”, due percorsi brevi e facilmente percorribili a piedi che attraversano i principali luoghi della vita quotidiana del quartiere.
Le aree off-limits: Villaggio Italia e Piazza della Pace
Le principali criticità si concentrano nei pressi della Chiesa di Santa Maria del Carmelo, sul lato esposto al sole di viale Trento, sotto la pensilina della fermata dell’autobus nello stesso viale, nei dintorni dell’ospedale cittadino e di un supermercato nelle vicinanze. In questi punti, le temperature medie delle pavimentazioni in asfalto superano i 50 °C, con uno scarto medio di circa 14 °C tra temperatura al suolo e temperatura dell’aria. Criticità significative emergono anche in Piazza della Pace dove la temperatura media delle superfici esposte al sole raggiunge valori prossimi ai 45 °C. A completare il quadro, la scarsa presenza di infrastrutture blu nell’area analizzata, con sole sei fontanelle, una casa dell’acqua e una piscina, e l’assenza di infrastrutture grigie di mitigazione, come portici o altre coperture artificiali.
Secondo Legambiente, i dati rilevati nel quartiere Villaggio Italia e Piazza della Pace confermano come le criticità urbanistiche presenti in molte città italiane, in particolare nelle periferie più svantaggiate, contribuiscano ad amplificare le disuguaglianze generate dalle alte temperature. Per rendere le città più vivibili e resilienti, Legambiente Umbria ha organizzato un’azione dimostrativa in Largo Villa Glori. L’iniziativa ha previsto la realizzazione di un’installazione simbolica in stile “spiaggia caraibica”, con piscina gonfiabile, ombrelloni e ventagli per richiamare, in chiave ironica e provocatoria, il rischio di una progressiva “normalizzazione” delle condizioni climatiche estreme alle latitudini italiane. L’iniziativa proseguirà poi nel alle 18.00, presso il Parco della Legalità in Strada delle Grazie, con la presentazione del report del monitoraggio della campagna a Terni, illustrandone i principali risultati.


Le proposte
Tra le proposte c’è quella di creare una mappatura pubblica dei luoghi idonei a diventare rifugi climatici presenti a Terni e promuoverne la diffusione, garantendone accessibilità, fruibilità e informazioni aggiornate su orari e caratteristiche, ispirandosi a buone pratiche già sperimentate, come il progetto RESPIRO realizzato dall’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma in collaborazione con il Municipio Roma VIII, Legambiente Garbatella e CittàClima. Adottare un Piano Calore di protezione civile per affrontare le ondate di calore, che sia di sollecito per l’adozione di un piano regionale di adattamento ai cambiamenti climatici, realizzare interventi di depavimentazione in aree pubbliche idonee, riducendo superfici asfaltate e cementificate a favore di spazi permeabili e adottare un Piano del Verde Urbano che rafforzi forestazione urbana, infrastrutture verdi e blu. Ma anche incentivare il risparmio e il riuso dell’acqua, incrementare l’ombreggiamento degli spazi pubblici, con alberature resilienti alla siccità e una gestione adeguata del verde presso fermate del trasporto pubblico, percorsi pedonali e ciclabili, piazze, parcheggi e servizi e infine promuover iniziative accessibili alle categorie più fragili della popolazione per fronteggiare i rischi dovuti alle ondate di calore,
Terni città più esposta ai rischi
Accanto all’aggravarsi delle condizioni climatiche, Terni presenta alcuni elementi di vulnerabilità sociale che possono amplificare gli effetti delle ondate di calore sulla popolazione. L’indice di disuguaglianza nella distribuzione dei redditi è superiore alla media nazionale (13 contro 11,6), mentre il reddito medio è inferiore a quello italiano (24.418 euro). La popolazione presenta una quota crescente di anziani, tra le categorie più esposte agli effetti delle ondate di calore. Il tasso di occupazione rappresenta invece un elemento positivo, attestandosi al 69,4%, al di sopra della media nazionale (62,5%).