Avranno lo “sconto di pena” previsto dal rito alternativo, ma dovranno attendere la fine dell’estate per conoscere il proprio destino giudiziario. I tre uomini accusati dell’aggressione della scorsa estate, nel cuore di Gubbio, verranno infatti tutti giudicati con il rito abbreviato.
Lo ha deciso il Gup del Tribunale di Perugia Valeria Casciello, accogliendo l’istanza dei legali degli imputati e aggiornando il calendario all’udienza del prossimo 9 settembre, giorno in cui è attesa anche la sentenza. Sul banco degli imputati siedono due fratelli originari di Nardò (Lecce), di 37 e 44 anni, e un gualdese di 43 anni. Le accuse formulate dalla pm Laura Reale sono pesantissime e delineano una notte di ordinaria follia: violenza sessuale di gruppo, tentata rapina e lesioni personali.
La vicenda risale alla notte tra il 4 e il 5 settembre 2025, in Piazza Quaranta Martiri, a Gubbio. Secondo la ricostruzione della Procura, le vittime – una donna di 36 anni e un amico di 46, entrambi eugubini – sarebbero cadute in una vera e propria imboscata. La giovane sarebbe stata bloccata e spinta con forza contro una vettura, per poi subire palpeggiamenti e baci violenti. Per neutralizzarne la reazione e impedirle di urlare, gli aggressori le avrebbero chiuso la bocca, colpendola inoltre con uno schiaffo al volto.
In quel momento il 46enne avrebbe tentato una disperata reazione per difendere l’amica, finendo però nel mirino del branco. L’uomo è stato preso a calci e pugni anche dopo essere stramazzato al suolo. Non solo: gli indagati avrebbero cercato di rapinarlo del denaro in suo possesso, intimandogli di andarsene e minacciando di pestarlo a morte. Un’azione interrottasi solo grazie all’improvviso arrivo di alcuni passanti, che ha messo in fuga i tre aggressori.
Nel corso dell’udienza preliminare di ieri (1° luglio), i due amici aggrediti si sono costituiti formalmente parti civili. La 36enne, assistita dall’avvocato Francesca Pieri, ha avanzato una richiesta di risarcimento danni pari a 50mila euro mentre l’amico, difeso dall’avvocato Luigi Santioni, ha invece formalizzato una richiesta di 20mila euro per le lesioni patite.
Attualmente, per quanto riguarda gli indagati, il fratello maggiore (44 anni) si trova già ai domiciliari con braccialetto elettronico in Puglia dopo un pronunciamento del Riesame ad aprile. Il fratello minore (37 anni) è invece recluso nel carcere di Prato mentre il terzo uomo è ristretto nel penitenziario perugino.Per quest’ultimile difese hanno richiesto i domiciliari. Su tale punto, la gup Casciello deciderà nei prossimi giorni.