Si è chiusa l’edizione 2026 del Caccia Village, la grande fiera nazionale del mondo venatorio e del tiro, che si è svolta a Umbriafiere di Bastia Umbra.
Un’edizione contrassegnata dalla presenza di tanti giovani (presenze stimate in circa il 60% in più in base alle registrazioni), a conferma della vitalità del mondo venatorio in Italia, nonostante il calo degli ultimi anni di chi pratica attivamente questa attività.
Presenti tutte le associazioni venatorie (abbiamo raccolto un breve bilancio da parte dei presidenti umbri di Federcaccia, Maurizio Lorenzini, e Libera Caccia, Lando Loretoni) e del mondo agricolo, ma anche le Istituzioni, con la presenza attiva, per la prima volta, di ulteriori quattro Regioni, oltre all’Umbria: Toscana, Calabria, Campania e Sardegna.
Per la prima volta, le società partecipate della Regione Umbria Agenzia forestale regionale (Afor), 3A – Parco tecnologico agroalimentare (3A-Pta) e Umbraflor hanno partecipato insieme a Caccia Village per promuovere in maniera unitaria alcune tematiche condivise in ambito rurale, ambientale e venatorio, particolarmente rilevanti nel territorio umbro, come la valorizzazione della filiera della selvaggina e il benessere animale.
Tra gli espositori circa 300 aziende tra armerie industriali e artigiane, dell’abbigliamento venatorio e di attrezzatura per il tempo libero, viaggi di caccia ed altri servizi per il settore.