“Dato che nel mio carattere e stile vi è sempre la libertà di dire quello che penso e con trasparenza non posso tacere“. Dopo la condanna in appello, nonostante la Procura generale avesse chiesto l’assoluzione, l’ex governatrice dell’Umbria Catiuscia Marini commenta su Facebook la sentenza di secondo grado.
“Certamente nel processo di appello – scrive l’ex presidente della Giunta regionale – dopo aver ascoltato e letto la requisitoria e gli atti della Procura generale (che tecnicamente rappresenta l’accusa) aver richiesto il 14 gennaio 2026 con ampie motivazioni tecniche anche autonome rispetto a quelle evidenziate dalla difesa l’assoluzione per non aver commesso il fatto (con formula piena quindi) vedere la Corte decidere in altra direzione prescindendo dalla richiesta e motivazioni della Procura mi fa concludere che in fondo io sono una CONDANNATA PER NON AVER COMMESSO IL FATTO”.
“Per quanto mi riguarda – prosegue Catiuscia Marini – qui si chiude definitivamente ogni riferimento a questa lunga, controversa e “particolare” vicenda giudiziaria che si poneva sicuramente obiettivi non connessi alla ricerca di prove e riscontri di presunti reati. Da questo momento in poi il processo rimane nella esclusiva competenza del mio legale di fiducia Avv Nicola Pepe che stimo per la professionalità, lo studio ed il rigore tecnico il quale proseguirà nell’incarico presso le giurisdizioni superiori. Io so di aver agito sempre nel rispetto della legge e delle prerogative proprie della carica istituzionale ricoperta. Ringrazio comunque i tantissimi che mi state scrivendo e chiamando dimostrandomi affetto e solidarietà. In particolare un grazie di cuore ai dirigenti e colleghi di Legacoop”.