Il teatro per tutti: l'ArtFall chiude la quarta stagione teatrale con successo tra arte, braille e lingua dei segni - Tuttoggi.info

Il teatro per tutti: l’ArtFall chiude la quarta stagione teatrale con successo tra arte, braille e lingua dei segni

Redazione

Il teatro per tutti: l’ArtFall chiude la quarta stagione teatrale con successo tra arte, braille e lingua dei segni

Gio, 16/04/2026 - 07:27

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Due spettacoli, due teatri, un principio solo: nessuno escluso. La stagione teatrale dell’associazione amerina si conclude con un bilancio positivo, e con la speranza che qualcuno raccolga il testimone.

Si è conclusa la quarta edizione della Stagione Teatrale ArtFall, e chi era presente nei teatri della provincia di Terni in questi ultimi fine settimana di aprile sa che c’era qualcosa di speciale nell’aria: quella qualità silenziosa che hanno le cose fatte con cura, senza clamore, senza grandi risorse, ma con una visione precisa di cosa dovrebbe essere la cultura in una comunità.

«L’arte è davvero viva solo quando tuttə possono farne parte.» Un principio che l’ArtFall non ha mai lasciato sulla carta.

Due gli appuntamenti che hanno composto la stagione 2026. Il 4 aprile, al Teatro Secci di Terni, è andato in scena Tango per Ricominciare, per la regia di Rosario Galli, con Francesca Ceci e Paolo Gasparini. Una commedia brillante e toccante insieme, che racconta di un’insegnante di lingue e di un elettricista appassionato di tango, costretti da un enigmatico “guru italo-argentino” (tale Julius, che comunica solo via SMS) a trascorrere una notte intera su un palcoscenico. Ne nasce un gioco teatrale nel teatro, fatto di improvvisazioni, litigate, silenzi carichi e risate liberatorie: l’incontro improbabile tra due solitudini che, nonostante tutto, trovano un punto di contatto.

A rendere questa serata particolare, però, è stata una scelta che merita di essere raccontata con la stessa attenzione riservata agli interpreti: in sala era disponibile il libretto dello spettacolo in braille. Una decisione che ha permesso agli spettatori non vedenti di seguire l’opera teatrale.

Il secondo appuntamento si è tenuto sabato 11 aprile al Teatro Comunale di Avigliano Umbro, con Il Figlio del Re, produzione di Spazio Creo e Massimo Manini, interpretata da un cast corale di diciotto performer. L’evento, a ingresso completamente gratuito, ha portato in scena una storia di identità e crescita restituita attraverso il lavoro collettivo di una compagnia ampia e variegata.

Anche qui, l’inclusività è stata una scelta operativa concreta: in sala era presente un’interprete LIS che ha tradotto lo spettacolo in tempo reale. Una figura non marginale, non relegata in un angolo, ma parte integrante dell’esperienza teatrale: un canale in più attraverso cui le parole diventavano gesto, e il gesto diventava storia accessibile a chi, altrimenti, sarebbe rimasto fuori.

Braille in sala, LIS sul palco. Non sono concessioni straordinarie. Dovrebbero essere la normalità, e il fatto che ancora sorprendano dice molto su quanto strada resti da fare.

Entrambi gli spettacoli sono stati realizzati grazie al contributo volontario di numerose realtà locali e, in modo determinante, grazie al sostegno della Fondazione CARIT. L’ArtFall nasce nel 2013 da un gruppo di giovani mossi dallo slancio di portare nuove forme di espressione culturale nella provincia di Terni. In oltre dieci anni di attività, ha costruito un festival indipendente, gratuito, plurale (musica, artigianato, fotografia, danza, teatro) tenuto in piedi da una rete di volontari e da una visione rimasta coerente nel tempo.

La quarta stagione teatrale conferma che quella visione regge. Regge quando si tratta di portare il braille dove di solito non arriva, di mettere un’interprete LIS in un teatro di provincia, di non alzare il prezzo del biglietto, anzi, di non chiederne uno del tutto. Regge perché dietro ogni scelta c’è qualcuno che ci ha creduto abbastanza da lavorarci senza scopo di lucro, nel tempo libero, con la testardaggine di chi sa che certe cose non le farà nessun altro se non inizi a farle tu.

Esperienze come questa meriterebbero più supporto: istituzionale, economico, di visibilità. Meriterebbero di essere moltiplicata, non lasciata sola a dimostrare che si può fare. Perché si può fare, lo ha dimostrato. E il territorio è più ricco per averlo avuto.

Luogo: Teatro Secci, Via Giandimartalo di Vitalone, TERNI, TERNI, UMBRIA


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