Guarda alle motivazioni ed al contesto ideologico nel quale il 17 arrestato nell’operazione antiterrorismo che ha coinvolto anche l’Umbria ha maturato l’idea di compiere “una strage a scuola”, l’assessore regionale all’Istruzione e al Welfare Fabio Barcaioli.
“La diffusione di contenuti neonazisti e suprematisti tra i giovani – commenta – è un fenomeno grave. Si sviluppa nella solitudine e in spazi digitali chiusi, dove l’odio viene normalizzato e la violenza esaltata. Il contrasto esclusivamente punitivo non può risolvere il problema. Servono strumenti educativi capaci di intercettare il disagio, offrire alternative e creare relazioni solide prima che fragilità e isolamento sfocino in gesti estremi. Scuola, servizi territoriali e comunità educanti costituiscono il primo presidio contro la radicalizzazione”.
“Ed è proprio per rispondere a queste esigenze – prosegue Barcaioli – che l’Umbria sta rafforzando il suo sistema educativo. La Regione ha deciso di investire 22 milioni del Fondo sociale europeo in interventi che vanno dalle comunità educanti alla mobilità scolastica, fino ai progetti culturali e di educazione alle emozioni, come ‘Vince l’amore’ o i ‘Viaggi della Memoria’, fondamentali per plasmare una coscienza critica. I patti educativi poi, in corso di approvazione, collegano scuole, Comuni, famiglie e terzo settore, creando una rete stabile capace di sostenere i ragazzi e intercettare il disagio prima che diventi isolamento o violenza”.
“Casi come questo generano paura e insicurezza nella comunità. È comprensibile, ma la preoccupazione va trasformata in azione – aggiunge Barcaioli – Il Governo deve tornare a investire nella scuola e nell’educazione alle relazioni, rafforzando i servizi di supporto ai giovani per intercettare segnali di disagio prima che diventino pericolosi. Solo così possiamo fermare l’odio, proteggere i ragazzi e costruire comunità in cui confronto, partecipazione e conoscenza prevalgono sulla violenza. Non bastano nuove leggi securitarie, è fondamentale stare accanto ai ragazzi, ascoltarli, comprenderli e aiutarli, senza lasciarli soli”.