Dopo le parole di Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministro Carlo Nordio che ha attaccato la magistratura definendola “un plotone d’esecuzione” e quelle di un deputato deputato di Fratelli d’Italia della Basilicata che ha invitato i sostenitori del sì a ricorrere “anche al solito sistema clientelare” pur di assicurarsi voti a favore della riforma, ora è il turno del senatore di Fratelli di Italia Franco Zaffini. Durante un evento del 14 marzo a Terni per il sì al referendum mette il carico e alza l’asticella.
Magistratura come un cancro
Zaffini ha citato il caso del capo di gabinetto del ministero della Giustizia Giusi Bartolozzi: “La capo di gabinetto del ministro è stata portata su tutte le prime pagine dei giornali perché ha detto che è un plotone d’esecuzione quando caschi davanti alla magistratura. Io aggiungo che è come se ti diagnosticano un cancro, è peggio di un plotone d’esecuzione“. E aggiunge precisando: “Con un plotone d’esecuzione sai che devi morire e ti chiedi quanto manca. Dal cancro puoi guarire o morire. Il problema è che se hai un cancro ti curano i medici, se tu vai nelle mani della magistratura invece è un’avventura. Non sai con chi ti combini, non sai come vengono condotte le indagini, non sai cosa di capiterà“. Il video è stato diffuso dai canali social del M5S.
La reazione dell’opposizione
“Non c’è limite al peggio. Parole gravissime e indecenti. Un linguaggio che offende non solo le istituzioni, ma anche migliaia di malati che ogni giorno combattono con dignità contro questa malattia, tirati in causa in modo inaccettabile“, afferma in una nota Debora Serracchiani, responsabile Giustizia e deputata del Pd. “Siamo di fronte a una deriva allarmante, alimentata dal partito della premier Giorgia Meloni, che sta conducendo una campagna sulla giustizia dai toni allucinanti, al di là di ogni rispetto istituzionale. Il silenzio della presidente del Consiglio è altrettanto grave: non condannare significa, di fatto, avallare. E’ evidente che siamo davanti a una strategia deliberata di delegittimazione della magistratura, costruita per piegarla al controllo politico. Parole come queste non sono uno scivolone, ma il segno di un clima pericoloso che va fermato con decisione. Meloni dica espressamente se condanna o condivide quanto detto da Zaffini“, conclude la Serracchiani.
Per il M5S: “Definire la magistratura ‘peggio di un cancro’ non è una provocazione: è un attacco diretto a uno dei poteri dello Stato previsti dalla Costituzione. Queste affermazioni si inseriscono in un clima di costante delegittimazione dell’ordine giudiziario da parte di esponenti della maggioranza di governo”.
Angelo Bonelli deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde ribadisce: “Non è uno scivolone, è la conferma di un clima costruito dalla destra, che ha impostato anche la campagna referendaria sulla delegittimazione della magistratura. Si colpiscono i giudici per mettere in discussione il loro ruolo e preparare interventi che ne limitino l’autonomia”.
Credit video: Instagram M5S