(Perugia) Nella Sala Falcone e Borsellino del Palazzo della Provincia, si è celebrato il ricordo di Gino Cencetti, figura di spicco della politica e della cultura perugina. A raccontarne la vita e le opere è stato il figlio Stefano, attraverso la pubblicazione di un libro “di famiglia”, a tiratura limitata e non in vendita, intitolato “Mio padre. Storia di un perugino e non solo: 1920-1965”.
Doppio anniversario per Gino Cencetti: il sessantesimo dalla sua scomparsa e l’ottantesimo dalla sua designazione nel primo Consiglio comunale di Perugia democraticamente eletto e insediato nel 1946. Quell’evento segnò anche la presenza di due donne, Fernanda Maretici ed Elena Benvenuti, quest’ultima consorte del critico letterario Walter Binni.
La famiglia Cencetti è stata protagonista di una vera e propria continuità nell’amministrazione pubblica della città. Gino Cencetti fu consigliere comunale dal 1946 al 1965, seguito dal fratello Vittorio tra il 1970 e il 1975, fino all’attuale presenza in Consiglio di Francesca Pasquino, figlia di una nipote di Gino. Quasi trent’anni di impegno e dedizione, scritti nei cromosomi di questa famiglia.
Stefano Cencetti, nel suo libro, ripercorre i tre filoni valoriali che hanno ispirato l’esistenza del padre: Famiglia, Scuola e Politica. La famiglia è descritta come una comunità allargata e coesa, tanto da dar vita a un vero e proprio “villaggio Cencetti-Martani” in via Manara, ampliato poi con i Pasquino. Un borgo di famiglia, con cinque fratelli e le sorelle, tutti in perfetta armonia, tanto da edificare case e affetti “aere perennius”.
Nell’ambito scolastico, Gino Cencetti si distinse come insegnante impegnato e responsabile, dapprima a Montelabate e poi a Zara durante il Ventennio. Fu attivo nell’Associazione Nazionale dei Patronati Scolastici, precursori del welfare, e promotore del turismo scolastico, utilizzando proficuamente i gemellaggi, ad esempio con Bratislava, in in quello che oggi si definirebbe Erasmus. Innovatore anche nelle metodologie didattiche, introdusse l’utilizzo consapevole dell’audiovisivo.
In politica, Cencetti fu promotore di un socialismo umanistico ed elemento propulsore del centro-sinistra a Perugia, esperimento innovativo per l’epoca. La sua attenzione era rivolta alla gente, alle apparentemente piccole questioni che fanno il livello di vivibilità della città.
La presidente del Consiglio comunale di Perugia, Elena Ranfa, ha sottolineato come il racconto del figlio Stefano rappresenti una fonte di ispirazione nel segno della continuità che deve muovere l’amministrazione della città. Individuando in Gino Cencetti un uomo e un insegnante di forte sensibilità umana e pedagogica, la cui vita è stata onorevolmente spesa al servizio della politica e della cultura.
È stata Francesca Pasquino a introdurre e coordinare gli interventi. Non senza metterci del suo in termini di impegno personale e vicenda di affetti familiari, dipanati con un filo di commozione e tanto entusiasmo. Insistendo sul concetto di parola come ponte, come arma di democratico confronto, in un quadro di rapporti, anche in politica, intrisi di sana interlocuzione.