53° FESTIVAL DEI 2 MONDI: FERRARA PRESENTA I PRIMI SPETTACOLI “SARA’ UNA GRANDE MANIFESTAZIONE” (Foto TO®) - Tuttoggi.info

53° FESTIVAL DEI 2 MONDI: FERRARA PRESENTA I PRIMI SPETTACOLI “SARA’ UNA GRANDE MANIFESTAZIONE” (Foto TO®)

Redazione

53° FESTIVAL DEI 2 MONDI: FERRARA PRESENTA I PRIMI SPETTACOLI “SARA’ UNA GRANDE MANIFESTAZIONE” (Foto TO®)

Dom, 14/02/2010 - 11:50

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di Carlo Ceraso

Prendere parte ad una conferenza stampa di Giorgio Ferrara è come andare a teatro: sorprese, emozioni e colpi di scena sono assicurati. Non sono mancati neanche ieri quando, poco dopo le 17 (orario un pò infelice per una conferenza stampa), ha fatto il suo ingresso al Caio Melisso per anticipare alla Città alcuni spettacoli della 53.ma edizione, in programma dal 18 al 4 luglio. Non poteva certamente essere l’annuncio artistico a sorprendere il pubblico dal momento che le ‘chicche’ che la Fondazione era riuscita a tener gelosamente segrete, erano state pubblicate 48 ore prima per colpa di una ‘falla’ del sito festivaliero che ha consentito di conoscere i primi contenuti del Programma. Ed ecco che, vuoi per l’attenzione da sempre riservata dalla città alla manifestazione, vuoi per alcune recenti polemiche innescate dalla politica sui banchi del consiglio comunale, Ferrara comincia con una bella lavata di capo. Ai cronisti ‘troppo curiosi’, come a quei pezzi di città che lo accusano di poca trasparenza. Con lui, sul palco del Caio Melisso, ci sono tutti i Magnifici 7, i membri del consiglio della Fondazione: i vice presidenti Daniele Benedetti e Gilberto Stella, l’assessore regionale Silvano Rometti, l’ex sentore Pierluigi Castellani nominato di recente per la Provincia di Perugia, il presidente della Banca Popolare di Spoleto Giovanni Antonini, quello della Fondazione Cassa di Risparmio Dario Pompili. “Un consiglio con le contropalle” lo ribattezza Ferrara quando spiega i problemi, anche di marketing, che il direttivo è chiamato ad affrontare.

L’incertezza economica e finanziaria che grava sul mondo del teatro si fa sentire giorno dopo giorno e così, fra una battuta e un accorato appello, il presidente ammette che c’è bosgno dell’aiuto e del sostegno di tutti. Se Menotti chiamava ‘amici’ i suoi sostenitori, Ferrara preferisce chiamarli ‘mecenati’ al punto di costituirli in Comitato. “Che sarà presieduto da Duccio Marignoli” rivela durante l’incontro “mentre l’incarico di vice presidente è stato assegnato a Dino Trappetti”.

Il presidente alterna il ‘tocco’ (per dirla alla Cyrano) alle carezze. “Vi voglio bene” dice più volte al pubblico, ai colleghi del Cda e alla stessa stampa. Se non fosse per la sua equidistanza dalla politica, verrebbe quasi da pensare che sia pronto ad entrare nel movimento dell’amore, post lancio del duomo di Milano. Francis Menotti, giunto a sorpresa in teatro (clicca qui) , preferisce prendere posto su un palco di primo ordine. In seconda di platea invece siede Adriana Asti, la grande consigliera artistica del presidente, insieme a Carla Fendi. A quest’ultima va il ringraziamento del sindaco, che anche in questa occasione vuol ricordare l’impegno anche della famiglia Monini che ha ‘salvato’ dall’asta giudiziaria la storica casa del Maestro Gian Carlo Menotti (sarà presto un Museo dedicato al fondatore del Festival). Pare di capire che il sostegno della Fendi aumenterà proprio con la 53.ma edizione, anche se non è ancora dato sapere in quale modo. Non c’è invece Alda Fendi, la cui fondazione ha rilevato all’asta la villetta dei Menotti che si affaccia lungo la passeggiata della Rocca (e che dovrebbe diventare un centro artistico curato da Raffaele Curi). Benedetti parla poi del prossimo viaggio che consentirà di promuovere la manifestazione in America. Anche lui si toglie un sassolino dalla scarpa: “chi dice che abbiamo anticipato il festival per non commemorare l'anniversario della nascita del Maestro (il 7 luglio, n.d.r.) è in malafede. Per quella data, anche se fuori Programma, si terrà un evento del Festival. E quella sarà la data in cui il Teatro Nuovo cambierà il nome in 'Teatro Gian Carlo Menotti'”. Un applauso spontaneo, quasi liberatorio accompagna l'annuncio del primo cittadino. Ma veniamo al programma.

Le anticipazioni – Sarà l’opera Gogo no eiko ad aprire la 53.ma edizione del festival, una Prima assoluta, in forma scenica, del compositore tedesco Werner Henze su libretto di Hans Ulrich Treichel (ispirato da un romanzo di Yukio Mishina “il Pasolini giapponese” come lo ha definito Ferrara in conferenza). La regia sarà curata dallo stesso Ferrara, “ma a titolo gratuito” tiene a precisare per spazzar via ogni eventuale e futura polemica. Ben fatto: in tempo di crisi, il buon esempio deve venire proprio da chi guida una struttura. La scenografia di Gogo no eiko sarà invece affidata al premio Oscar Gianni Quaranta. Per il terzo anno consecutivo tornerà a Spoleto Bob Wilson che porterà in scena 25 sonetti di Shakespeare (Shakespeare Sonette il titolo dello spettacolo) in un esperimento teatrale inconsueto: i sonetti, infatti non furono pensati per una rappresentazione teatrale che, il genio di Wilson, ha voluto fossero accompagnati dalle musiche di Rufus Wainwright, il compositore americano che tanto piace anche a sir Elthon John. Piazza Duomo tornerà ad essere la cornice ideale per un grande spettacolo di danza come quello che terrà l’Hamburg Ballett di John Neumeier: il famoso coreografo, per la prima volta a Spoleto, ripercorrerà, attraverso alcuni dei suoi spettacoli più famosi, la propria vita artistica. Il Concerto finale sarà invece affidato alla giovane ma già famosa bacchetta di Diego Matheuz. 25 anni appena, il violinista e direttore d’orchestra colombiano è già stato osannato dalla critica. A lui, nella nuova impostazione tracciata da Ferrara, il compito di dirigere l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi che eseguirà musiche tratte da West Side Story di Bernstein e la Prima sinfonia di Gustav Mahler. Ferrara ha poi annunciato, senza entrare nei dettagli, di esser al lavoro con Vincenzo Cerami, lo scrittore-sceneggiatore che a Spoleto ricopre l’incarico di assessore alla cultura, per alcune iniziative da inserire nel Programma.

Lo studio 2009 – Flavia Masseti ha illustrato i dati scaturiti dal sondaggio svolto lo scorso anno fra il pubblico del festival. Un pubblico colto, sui 40 anni di età media, che ama principalmente la danza. ma tutti i settori artistici sono risultati in aumento e con questi anche gli incassi, rispetto alla prima edizione di ferrara (2008).

Il lodo Mediavip – nel finale Ferrara parla della Mediavip, la società di marketing che, estromessa dal Festival, dalla scorsa primavera ha avviato un contenzioso recentemente sfociato in un arbitrato (la cui soluzione arriverà fra 2-3 mesi, di certo prima della 53.ma apertura del sipario). Una situazione che, in ipotesi, potrebbe anche comportare un esborso non indifferente per le già magre casse del Festival. Un ‘nervo scoperto’ per Ferrara che, rispondendo ad una domanda, dice di sentirsi tradito dalla società piemontese. “Ci hanno truffato e mi hanno truffato” ha detto, facendo di botto calare la calda temperatura del Melisso di una decina di gradi sotto lo 0. A riportare la calma ci prova Flavia Masseti, ricordando che la vicenda è al vaglio dei 3 membri: “saranno loro a valutare la vicenda; da parte nostra siamo sereni” ha detto la responsabile amministrativa della Fondazione.

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