I 40 anni di attività di Piero Montanucci, il parrucchiere che scoprì Monica Bellucci - Tuttoggi

I 40 anni di attività di Piero Montanucci, il parrucchiere che scoprì Monica Bellucci

Redazione

I 40 anni di attività di Piero Montanucci, il parrucchiere che scoprì Monica Bellucci

Dal 1977 al 2017 acconcia tifernati e vip nel suo negozio di Corso Cavour, l'assessore Carletti "Interprete dell’evoluzione del costume"
Gio, 16/11/2017 - 14:56

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Piero Montanucci, celebre parrucchiere tifernate di Duo Stylist a di Città di Castello, ha festeggiato 40 anni di attività, dal 1977 al 2017, dedicati all’arte dell’acconciatura. Proprio nei giorni scorsi il Comune ha voluto dare un riconoscimento alla sua lunga carriera, “piena di successi e soddisfazioni, interpretando decenni di evoluzione del costume attraverso uno degli elementi più influenzabili dalle mode e più immediati nella percezione della persona, l’acconciatura” ha detto l’assessore al Turismo e Commercio Riccardo Carletti, consegnandogli una targa ricordo.

Del mestiere artigiano Piero ha salvaguardato la passione, affiancandole una formazione permanente, prima “fai da te” e poi istituzionalizzata attraverso il suo impegno nel Centro di formazione G.O. Bufalini e come presidente del consorzio specializzato ‘Futuro’. Complimenti dunque a Piero, alla moglie Liliana e ai figli Marta ed Andrea, prosecutori di un’azienda familiare, che ha scelto il centro storico e non è mai tornata indietro, rappresentando un valore aggiunto della sua rete commerciale

Le origini

Oggi è facile scegliere di fare l’acconciatore, anzi, costituisce una opzione molto seguita tra i giovani. Ma una volta il mestiere del parrucchiere non esisteva; specialmente in campagna un contadino, finito il lavoro nei campi, tagliava i capelli nella stalla, dov’era più caldo” racconta Piero, ricordando come nacque la sua vocazione: “A Calzolaro Ernesto aveva aperto una piccolissima bottega, dove anch’io andai per sistemarmi i capelli ma, tornando a casa in bicicletta, ebbi la classica illuminazione: da grande avrei fatto il barbiere. Non ci azzeccai anche se ci andai molto vicino. Divenni garzone e, dopo qualche anno, decisi di andare a Roma a studiare e lavorare nei negozi delle zone esclusive. Presto ebbi nostalgia di casa e tornai a Città di Castello, dove dal 1977, insieme a mia moglie, gestisco il negozio di Corso Cavour”.

Monica Bellucci

Fu proprio nel mio negozio che pettinai Monica Bellucci, quando era ancora una studentessa del liceo classico” dice, mostrando le molte foto di loro insieme, in vari set fotografici e occasioni pubbliche. “La conobbi – rivela – mentre faceva l’autostop e la convinsi a diventare la mia modella. Dovunque andavo lei non passava mai inosservata. Tutti si accorgevano della sua straordinaria e naturale capacità di imporsi allo sguardo. Posso dire che non è cambiata: è sempre rimasta la ragazza sicura ed umile dei suoi primi passi”.

L’importanza della formazione

In 40 anni Piero Montanucci ha lavorato per molte celebrità, da ultimo Catherine Spaak, per il Festival Nazioni, ma il suo impegno più gratificante è la formazione: “Sono presidente del Consorzio Futura e del Cna per il mio settore. Oggi è normale curare la formazione ed aggiornarsi. Una volta invece era affidato alla curiosità e all’iniziativa del singolo. Personalmente il confronto con altri contesti e colleghi è sempre stato stimolante, per questo già negli anni ’80, come consulente L’Oreal, ho girato il mondo tenendo stage in Europa e all’estero, da Parigi fino a Tokio”.

Oggi

Che cosa sia cambiato in questi 40 anni, con pettine e forbici in mano, è presto detto: “La cultura professionale. Oggi è molto profonda e tiene conto del fatto che, se si eccettua il medico e l’estetista, l’acconciatore è uno dei pochi mestieri che entra in contatto con il corpo della cliente e lo trasforma. Nell’epoca del benessere è un privilegio ma anche una responsabilità”. Motivo di grande orgoglio per Piero è che i figli amino come lui questo lavoro e stiano costruendo il loro futuro nel negozio di famiglia: “I miei genitori mi dissero che non ero costretto a fare il contadino. Ero libero. Ed io scelsi di fare l’acconciatore. Ma quel mondo aveva una saggezza, un equilibrio, a cui stiamo ritornando”.

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