Negozi da delocalizzare, la sospensiva non c’è più | Dal Consiglio di Stato ok al Comune

Negozi da delocalizzare, la sospensiva non c’è più | Dal Consiglio di Stato ok al Comune

Il ricorso nel merito verrà discusso tra un mese dal Tar dell’Umbria | Sindaco soddisfatto dal pronunciamento del Consiglio di Stato

Se l’area scelta per delocalizzare i negozi a Norcia, nella zona industriale, è stata requisita ai privati illegittimamente lo deciderà il Tar tra un mese. Intanto, però, i lavori possono partire. Lo ha deciso il Consiglio di Stato, che ha annullato la sospensiva concessa dal Tar dell’Umbria. Una guerra di ricorsi e contro-ricorsi che nella giornata di ieri ha visto finalmente un punto a favore del Comune di Norcia, rappresentato dagli avvocati Massimo Marcucci e Luisa Di Curzio.

Tutto è iniziato a inizio dicembre, quando il sindaco Nicola Alemanno ha emanato un’ordinanza che requisiva i terreni di tre diversi proprietari (circa 2 ettari), nell’area industriale di Norcia, per ospitarvi le attività produttive. Contro di essa, mentre erano pronti per partire i lavori urgenti, hanno però presentato ricorso al Tar i tre nursini, attraverso l’avvocato Patrizia Bececco. I privati hanno anche chiesto ed ottenuto la sospensiva dell’atto del primo cittadino, che ha bloccato tutto, in attesa dell’udienza di merito fissata per il giugno. Contro l’ordinanza cautelare, però, ha presentato ricorso il Comune, che, in attesa che la giustizia amministrativa stabilisca se gli atti sono legittimi o meno, ha chiesto l’annullamento della sospensiva al Consiglio di Stato. Chiedendo anche – con una procedura d’urgenza – una sospensiva della sospensiva, che però era stata rigettata. I giudici romani alla fine hanno comunque accolto la richiesta del Comune di Norcia contro la sospensiva data dal Tar. E nella giornata di giovedì (la sentenza è stata pubblicata ieri) hanno detto che intanto i lavori possono essere fatti. Non è però ancora l’ultimo round: la battaglia legale non ha ancora interessato il merito della vicenda ma soltanto la sospensiva.

Il Consiglio di Stato ha quindi accolto il ricorso contro l’ordinanza cautelare del Tar ritenendo “che possano essere favorevolmente apprezzate le prospettazioni della parte appellante e che, nel bilanciamento dei contrapposti interessi, occorra dare preminente rilievo alla tutela delle ragioni generali di interesse pubblico a motivo dello stato di emergenza post evento sismico, il quale rende necessario un tempestivo intervento dell’amministrazione locale”.

Soddisfatto il sindaco Nicola Alemanno: “Prendiamo atto di questa ordinanza che sottolinea il grande ed oculato lavoro che i nostri uffici tecnici, qui in particolare l’ufficio urbanistica e il suo capo ufficio, l’ingegner Maurizio Rotondi, stanno portando avanti dalle prime ore post sisma. Il lavoro da fare è tanto e l’interesse della collettività è al centro dell’agenda quotidiana di noi amministratori e di tutti i nostri dipendenti che, anche loro terremotati come gli altri, lavorano incessantemente dal 24 agosto scorso, con tutti le difficoltà del momento che stiamo vivendo, per cercare di ottenere le migliori risposte possibili alle esigenze dei tanti che ancora oggi hanno bisogno di essere assistiti”.

Ora però c’è da aspettare l’esito della vicenda giudiziaria nel merito, al vaglio del Tar, sulla legittimità degli atti emanati dal sindaco nella requisizione dell’area in questione. La partita è ancora aperta.