Cala il sipario sul Cut | Il direttore Ruggeri “Getto la spugna”

Cala il sipario sul Cut | Il direttore Ruggeri “Getto la spugna”

Attività del Centro universitario teatrale dell’Umbria ferme da ottobre | “La Regione ci ha tagliati fuori dopo una collaborazione ultra decennale”

Siamo stati tagliati fuori dalla Regione dopo una collaborazione ultra decennale“. Lo sfogo è quello di Roberto Ruggeri, direttore del Centro universitario teatrale di Perugia contattato dalla reazione di Tuttoggi.info per sapere di più su una faccenda iniziata nel 2016 ma che ancora non si è conclusa. 

Giù il sipario

Nessuna produzione teatrale, niente corsi per futuri attori. Da ottobre il Cut è di fatto fermo dopo un’attività che è iniziata nel 1985 formando professionalmente attori, gestendo corsi biennali di alta qualificazione e perfezionamento in collaborazione con illustri docenti di prestigiose accademie europee con le quali ha allacciato stabili relazioni istituzionali. Insomma, è proprio il caso di dire “giù il sipario“.

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Nessun budget

Perugia e l’Umbria perdono un pezzo di cultura. E, sentire i dirigenti dell’area della Formazione professionale della Regione Umbria, non ci sarebbero le prospettive per andare avanti.  “Abbiamo aspettato a rendere ufficiale la chiusura del Cut fino all’ultimo, ma di fatto siamo fermi da ottobre“. Una situazione, quella delle agenzie di alta formazione professionale, molto critica. “Questo settore in Umbria è fermo da diverso tempo, nella nostra situazione ci sono anche il Lirico sperimentale di Spoleto, il Santa Cristina di Gubbio di Luca Ronconi. Per non parlare poi della scuola di giornalismo Rai a Ponte Felcino che però avrebbe trovato nuovi canali di sopravvivenza.

La resa

Otto mesi in attesa di una risposta, quella delle Istituzioni, che non arrivava. Poi, durante l’ultimo incontro tra il direttore Ruggeri, i dirigenti dell’assessorato alla cultura della Regione e quelli dell’area Formazione professionali, la secchiata gelida. Come a dire che i contributi economici in progetti di alta formazione sono fuori discussione? Forse perchè sono già stati impegnati in altre aree? “A questo punto – aggiunge Ruggeri – gettiamo la spugna“.

Le istituzioni

Dieci anni fa il Cut aveva una convenzione con l’Università degli studi di Perugia per organizzare incontri tra artisti e studenti (che hanno incontrato  ad esempio, Dario Fo, Barba, Albertazzi) e per tenere corsi teatrali  con 220 studenti in media ogni anno. “L’allora rettore Bistoni e Maurizio Oliviero dell’Adisu – spiega Ruggeri – ci tolsero il contributo di 40mila euro l’anno dicendo che la loro priorità era quella di pensare agli alloggi, la cultura passava in secondo piano“. E con il tetro Stabile dell’Umbria? “Le cose non sono andate”. Palazzo dei Priori mette a disposizione del Cut la sede ad un affitto simbolico e annualmente versa un piccolo contributo economico per pagare le spese vive. “Se viene meno la Regione crolla tutto, siamo oltre la canna del gas“.

Una raccolta firme

Dall’incertezza alla certezza? Veramente in città ha chiuso una delle fucine culturali di Perugia in grado per anni di attirare futuri performer professionisti da tutta Italia? Ma Ruggeri sta già pensando al prossimo passo. “Lanceremo una raccolta firme attraverso i social e poi rivolgerci nuovamente alla Regione”. La palla ora passa alla Regione.