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Vivaio Capezzano a rischio chiusura, dopo consigliere Campagnani intervene il sindaco

Redazione

Vivaio Capezzano a rischio chiusura, dopo consigliere Campagnani intervene il sindaco

Gio, 13/03/2014 - 13:46

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Vivaio Capezzano a rischio chiusura, dopo consigliere Campagnani intervene il sindaco

Era stato il consigliere comunale Vincenza Campagnani a lanciare ieri, tramite un comunicato stampa, l’allarme sulla possibile dismissione del vivaio di Capezzano. Un vivaio che, secondo la Campagnani, “ha segnato la storia della nostra Comunità Montana. 5 ettari di terreno su cui sorgono due fabbricati rurali, diverse serre ed ombrai, un frutteto con un'ampia varietà' di specie autoctone. Quel vivaio che si era reso eccellenza del nostro territorio grazie alle tante collaborazioni con facoltà di Agraria dell'Universita' di Perugia, formalizzate dai vari presidenti che si sono susseguiti e che grazie alla ricerca portata avanti dalla stessa Università' con a capo il professore Bencivenga era riuscito adessere leader per la produzione delle piante tartufigene”.

Alle sue parole hanno fatto eco oggi quelle del sindaco Benedetti, che condivide la preoccupazione dell'ex consigliere di maggioranza invocando un'azione rapida a tutela della struttura. Leggiamo la sua nota:

“Le notizie che circolano sul vivaio di Capezzano non sono del tutto precise, ma se la situazione non si affronta subito e con intelligenza si rischia davvero la perdita irreparabile di una struttura di alta qualità che tanto ha fatto e fa per il territorio”: così il sindaco Daniele Benedetti a proposito della sospensione dell’attività del vivaio di Capezzano.

“Dalle mie informazioni – continua Benedetti – da dieci giorni è stata interrotta l’attività di vendita, ma il vivaio continua regolarmente la produzione. Sono stati svolti diversi incontri con i responsabili della neonata Agenzia Forestale Regionale e con gli Uffici regionali dell’Agricoltura e Foreste, senza però aver ancora trovato la soluzione. Tutto ruota intorno alla interpretazione che vieta la possibilità di attività commerciale all’Agenzia nata come ente non economico, interpretazione fornita dal parere dei revisori dei conti della stessa. La storia del vivaio è sotto gli occhi di tutti e dalla sua nascita, per una felice intuizione dell’allora Comunità Montana, è cresciuto moltissimo specializzandosi in tecniche di riproduzione di avanguardia e dal solido contenuto tecnico scientifico. Le due eccellenze prodotte: le piantine tartufigene e gli ulivi altro non sono che il grande lavoro svolto per assicurare la valorizzazione del nostro ambiente attraverso la conservazione della biodiversità. Importante, anche se di contenuto scientifico inferiore la produzione diretta alla manutenzione e valorizzazione del verde pubblico”.

Forse non tutti sanno che a Capezzano si riproducono, con grande perizia, i migliori genotipi e fenotipi dei nostri ulivi grazie alla applicazione di un brevetto fornito dall’Istituto Sperimentale di Olivicoltura e ciò rappresenta la strada maestra per continuare ad ottenere piante autoctone e a garantire la biodiversità. Analogo ragionamento per le piante tartufigene che stanno a significare il grande contributo dato dal vivaio di Capezzano alla tartuficoltura con il duplice obiettivo di valorizzarla e di promuoverne lo sviluppo. Su questo settore lunga è stata la sperimentazione della Comunità Montana e solidi sono i risultati raggiunti, anche attraverso la creazione di innovativi impianti di produzione di tartufi”.

“Tutto ciò è stato fatto negli anni con grande passione e competenza – continua il sindaco – da tecnici, dirigenti funzionari e soprattutto operai che oggi possiedono una professionalità molto alta. Fermare l’attività del vivaio significherebbe buttare alle ortiche una perla che invece vuole continuare a brillare per promuovere e valorizzare le nostre produzioni, concorrere alla sistemazione del verde pubblico, garantire la biodiversità, valorizzare l’ambiente e promuovere imprenditoria agro- forestale”.

“Scorrendo la Legge Regionale 18/2011, istitutiva dell’Agenzia Forestale Regionale – ha concluso il sindaco Daniele Benedetti – non mi sembra che l’attività del vivaio sia vietata, anzi laddove si parla di attività operativa per la valorizzazione dell’ambiente e di valorizzazione del patrimonio tartuficolo non dovrebbe esserci il minimo dubbio. La stessa legge inoltre consente all’Agenzia lo svolgimento di compiti operativi su delega. Voglio augurarmi che la Regione Umbria trovi presto una soluzione praticabile perché le ragioni per mantenere vivo e attivo il vivaio sono tantissime e oggettive, non altrettanto quelle per chiudere la sua attività economica che in fin dei conti è rappresentata unicamente dalla vendita delle produzioni al prezzo di costo senza alcun margine di guadagno e con la passione e la gratuità di chi si impegna per non disperdere il grande patrimonio della nostra ricchezza agro – forestale. Per queste ragioni auspico al più presto un incontro con l’Assessore Regionale all’Agricoltura e Foreste Fernanda Cecchini”.

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