La polizia tra la gente del mercato per spiegare loro l’importanza, e la drammaticità, di un fenomeno tanto diffuso come quello della violenza contro le donne. Ma anche un modo per togliere le barriere che ci sono tra chi forse vorrebbe denunciare qualcosa, o vorrebbe più informazioni, e gli agenti che si trovano in questura. La campagna si chiama #questononèamore e, dopo il primo passaggio al mercato di Pian di Massiano a Perugia di ieri mattina, farà la sua comparsa prossimamente anche in alcuni centri commerciali per cercare di arrivare a più donne possibile. Ieri mattina, a bordo del camper della polizia di Stato c’erano il primo dirigente Valeria Pagano, il medico della questura, alcuni funzionari della divisione anticrimine e una psicologa.
L’intervista Lo schema era molto semplice e diretto: i poliziotti fermano per strada le persone e le invitano a partecipare ad un piccolo questionario anonimo in cui rispondono a domande legate alla violenza di genere. Sono state circa 40 le persone, non solo donne, che hanno aderito all’invito e qualcuno di loro ha riferito agli agenti che era a conoscenza di qualche episodio di violenza occorso a qualche loro conoscente. La polizia ha dunque invitato coloro che hanno riferito di qualche fatto a tornare in questura a sporgere denuncia.
L’ammonimento Durante i veloci questionari, fatti da personale attento e preparato, le donne che hanno parlato con i poliziotti sono anche state messe al corrente dello strumento dell’ammonimento del questore, che non tutti conoscevano. L’ammonimento, come hanno spiegato gli stessi agenti presenti, molto spesso ha aiutato a ‘sedare’ situazioni pericolose prima che degenerassero. L’utilità di questo strumento sta principalmente nel fatto che non è una denuncia e non si avvia un procedimento penale ma, il violento, viene controllato da vicino dalla polizia.