Cronaca

Vigili del fuoco Norcia, irrisolta la questione del Distaccamento permanente | Candiani “Presenza non in discussione”

Non ha sciolto i nodi sul tipo di personale che dovrà essere presente nel distaccamento dei vigili del fuoco di Norcia, una volta finita questa intensa fase post terremoto, l’incontro avvenuto venerdì nella città di San Benedetto tra i vertici istituzionali e gli operatori locali, effettivi e volontari. A Norcia è infatti arrivato il sottosegretario al ministero dell’Interno, Stefano Candiani, accompagnato dal capo del corpo nazionale Vvf, Fabio Dattilo, dal direttore regionale Raffaele Ruggiero, dal comandante provinciale Michele Zappia e dal prefetto di Perugia, Claudio Sgaraglia.

Presenti all’incontro, nella sede all’interno dell’area industriale nursina, anche il sindaco Nicola Alemanno (con gli assessori Altavilla e Perla), il questore Giuseppe Bisogno, i parlamentari Virginio Caparvi e Donatella Tesei, il consigliere regionale Valerio Mancini ed i vertici provinciali e locali di Arma dei carabinieri, Guardia di finanza e Polizia.

Distaccamento fisso o di volontari?

Una mattinata di confronto quindi – a cui hanno partecipato anche i rappresentanti dei sindacati di categoria ed il capogruppo di Norcia nel cuore Giampaolo Stefanelli – servita a fare il punto della situazione e capire qual è la situazione attuale e quale il futuro del Distaccamento di Norcia, soprattutto dopo la sollecitazione dell’amministrazione comunale che chiedeva di potenziare il personale. Alla fine è emersa una sola certezza, ribadita più volte da Candiani: la presenza dei vigili del fuoco a Norcia non è in discussione. E questo, in realtà, era sempre stato evidente.


Norcia, il pasticcio del distaccamento dei vigili del fuoco tra dubbi e certezze


L’oggetto del contendere, con il “cerino” che alla fine sembra essere rimasto in qualche modo in mano al Comune di Norcia, è invece la qualificazione del Distaccamento. Sulla carta, infatti, è permanente, cioè con personale effettivo. Lo decreta così un atto del ministero dell’Interno, il 1546 dell’11 aprile 2017, firmato dall’allora ministro Marco Minniti, che non è stato revocato da nessuno. Ma quel decreto è rimasto lettera morta, per via dell’assegnazione di personale insufficiente (16 pompieri fissi, di cui 4 caposquadra, ma per essere effettivo ne servono almeno 20). Così a Norcia attualmente c’è un distaccamento “misto“, che però non esiste più da tempo e non può esistere, come è stato ricordato venerdì mattina.

Il sindaco Nicola Alemanno ha ribadito di fatto la posizione già espressa un paio di settimane fa, considerando quindi le esigenze del territorio mutate dopo il terremoto e l’importanza di avere personale ‘fisso’, ma anche il valore dei vigili del fuoco volontari, che vantano una storia quarantennale nella città di San Benedetto. “Le scelte che come amministratori siamo chiamati ad assumere – ha evidenziato il primo cittadino – sono solo ed esclusivamente nell’interesse della comunità. Quanto accaduto nel 2016 ha cambiato il corso degli eventi e la nostra città, nei prossimi anni, sarà protagonista di un processo sia di ricostruzione che di sviluppo. Oggi ci troviamo in una situazione ibrida di unità permanenti integrate da volontari. La presenza di un distaccamento a Norcia diviene quanto mai strategica – ha aggiunto – al contempo sarebbe pesante perdere il valore imprescindibile che il corpo dei vigili del fuoco volontari rappresenta per Norcia da oltre quarant’anni, al quale la città è particolarmente legata. E’ pertanto necessario che il ministero dell’Interno aiuti la città a trovare sotto il ‘profilo tecnico’ le risposte migliori di cui essa ha bisogno sia oggi, durante lo stato di emergenza, che in prospettiva futura”.

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I pro e i contro

In realtà, però, dopo aver ascoltato la voce di pompieri effettivi e volontari, dal sottosegretario è arrivato invece l’invito al Comune di Norcia ad esprimere in modo chiaro la propria preferenza. Perché, appunto, un distaccamento misto non può esistere, né le norme consentono di assumere i volontari con canali che non siano invece il bando nazionale, con le norme e gli accordi sindacali che non permettono comunque ad oggi l’assegnazione del personale al proprio territorio di origine.

Il timore è di disperdere il grande valore rappresentato dai vigili del fuoco volontari, che comunque garantiscono la sicurezza del territorio quando è necessario con il supporto in casi particolari delle squadre inviate dal Comando provinciale. Perché il rischio è poi di trovarsi di fronte ad un distaccamento di effettivi nel quale non vuole venire nessuno, con in media (come è stato sempre prima del terremoto) un intervento ogni due giorni, e che poi fra qualche anno per forza di cose verrebbe smantellato. Tra il personale, però, c’è chi ha portato come controparte l’esempio positivo di Gaifana, distaccamento aperto dopo il terremoto del 1997, chi invece ha ricordato le difficoltà logistiche durante il sisma del 2016 per le squadre che arrivavano in Valnerina dal resto dell’Umbria con l’unica strada accessibile che era quella di Rocchetta. Insomma, l’isolamento del territorio sarebbe un elemento di non poco conto da valutare. Tuttavia l’orientamento trapelato venerdì dai vertici nazionali non lascia ben sperare su un futuro di personale effettivo per il distaccamento nursino, piuttosto di un ritorno alla situazione ante sisma.

“Garantire il soccorso tecnico urgente”

Il sottosegretario Candiani ed il capo del corpo Vvf Dattilo

Non si tratterebbe di tornare indietro, perché non siamo mai andati avanti – ha detto durante uno dei suoi interventi il sottosegretario Candiani – perché a Norcia ad oggi abbiamo un decreto che istituisce (il distaccamento permanente, ndr) ma non ha mai collocato (il personale necessario, ndr); il distaccamento misto non esiste più. La condizione per la quale oggi siamo qua, dichiara davanti a tutti che quello che fu determinato, evidentemente per delle ragioni oggettive non ha trovato esecuzione. La domanda che ci dobbiamo porre è quella di trovare una soluzione che sia la più efficace per dare soccorso tecnico urgente a Norcia e al territorio“. Mentre il capo del corpo nazionale Vvf, Dattilo, ha ricordato come con l’assunzione prevista di 1.500 nuovi vigili del fuoco, anche l’Umbria avrà forze nuove che poi il comando regionale deciderà come ripartire.

“I vigili del fuoco sono, restano e resteranno a Norcia” ha quindi ribadito il rappresentante del Governo. “Occorre trovare una sintesi, fare una scelta sugli effettivi e perdere i volontari in maniera superficiale, ci appare da valutare molto bene. Abbiamo chiesto all’amministrazione comunale di fare questo supplemento di verifica, garantendo la presenza dei vigili del fuoco, nulla cambia tra volontari ed effettivi. Chi viene da centinaia di km a Norcia può non garantire nel tempo una stabilità dell’organico, ci interessa invece che ci siano vigili del fuoco di Norcia che a Norcia ci stiano”. 

Capo nazionale vigili del fuoco “Siamo ancora nella fase post emergenziale”

Ma come si concilia la situazione attuale e futura del dipartimento di Norcia con i documenti esistenti, in primis il decreto di Minniti del 2017, e quindi con 16 uomini fissi? “Ci può stare, perché in questo momento siamo ancora nella fase post emergenziale, quindi abbiamo un distaccamento rinforzato” ha spiegato il capo del corpo nazionale Vvf, Fabio Dattilo. “La vera analisi sul territorio la devono fare coloro che ci vivono, quindi il sindaco ed il direttore regionale dei vigili del fuoco ed il comandante provinciale. E’ intenzione del ministero comunque dare un aumento di personale complessivo all’intera provincia, alla regione”.  “Stiamo scontando ancora una fase post emergenziale lunga, – ha ricordato ancora – che vede ancora tanti interventi in corso di realizzazione”.

Sindacati vogliono il personale e sbandierano dichiarazioni di Salvini

Battaglieri, durante la mattinata, sono apparsi i rappresentanti sindacali Vvf, i quali tra l’altro a novembre scorso avevano dichiarato lo stato di agitazione regionale proprio in merito al distaccamento di Norcia ed al passo indietro fatto e contenuto – era stato evidenziato nel documento di due mesi fa – nello “scambio di note avvenuto tra la Direzione Regionale e l’ufficio del Capo del Corpo (all’epoca quest’ultimo era Gioacchino Giomi, ndr) nella seconda meta del mese di ottobre”. Fp Cgil Vvf, Uil Vvf, Cisal, Conapo Vvf e Usb Vvf chiedevano – e sono tornati a chiedere oggi – di proseguire sulla strada tracciata e quindi ” la conferma del distaccamento, classificato permanente di Norcia e l’urgente assegnazione delle 14 unita mancanti a completamento dell’organico”.

Il coordinatore regionale della Fp Cgil Vvf, Michele D’Ambrogio, ha quindi sventolato anche un articolo del Corriere dell’Umbria di qualche giorno fa, con le dichiarazioni del ministro dell’Interno Matteo Salvini. “Il distaccamento dei vigili del fuoco di Norcia non sarà soppresso: l’obiettivo è incrementarne l’organico ha dichiarato infatti il leader della Lega.

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Per Candiani anche il nodo della nuova caserma di Spoleto

A raggiungere il sottosegretario agli Interni a Norcia venerdì anche il presidente del Consiglio comunale di Spoleto, Sandro Cretoni, che ha strappato a Candiani l’impegno ad un prossimo incontro nella città del Festival per affrontare la questione della nuova caserma dei vigili del fuoco di Spoleto. Dopo che un anno fa, infatti, il consiglio comunale in modo bipartisan aveva approvato il progetto della struttura in via dei Filosofi, per cui era già in corso la progettazione esecutiva, l’attuale Giunta De Augustinis ha deciso di bloccare tutto (tra le polemiche dell’opposizione) ipotizzando invece una conversione della caserma dell’Esercito in via Flaminia.

Su tale ipotesi di fattibilità, quindi, l’amministrazione comunale ed il sottosegretario si dovrebbero incontrare il 7 febbraio, giorno in cui tra l’altro è il programma il giuramento di nuovi allievi agenti alla scuola di polizia cittadina.