Le bombe che stanno incendiando il Medio Oriente colpiscono, dal punto di vista finanziario, anche i marchi italiani del lusso quotati in Borsa. Più ancora di alcune aziende del settore energetico, infatti, a conoscere la frenata più brusca tra i titoli più scambiati, nell’ultima seduta di Piazza Affari, è stato il marchio Moncler, che ha perso il 6,47% in un solo giorno. Salvatore Ferragamo ha invece ceduto il 7,40%.
Tonfo anche del titolo Brunello Cucinelli, che nell’ultima giornata ha perso il 5,57%, chiudendo a 74,20 euro. Negli ultimi cinque giorni la casa di moda di Solomeo ha ceduto il 15,30%.
Il 27 febbraio, a poche ore dall’attacco israeliano e statunitense all’Iran, il titolo Brunello Cucinelli, già in lieve flessione, era stato quotato in chiusura delle trattative a 81,78 euro. Lunedì, alla riapertura delle contrattazioni, il titolo era quotato 79,24, per chiudere a 78,58, sembrando reggere la flessione dei mercati all’ampliarsi del conflitto in Medio Oriente.
Ma oggi, martedì 3 marzo, il titolo è andato giù insieme e più del FTSE MIB (il riferimento della Borsa Italiana, che ha ceduto il 3,92% a fine seduta), arrivando a toccare quota 73,14 a metà giornata per poi recuperare qualcosa fino a 74,20 euro, lontano alla quotazione di 77,14 di inizio apertura.
Fluttuazioni delle quotazioni in Borsa che, ricordiamo, non sempre rispecchiano l’andamento economico di un gruppo quotato, quanto piuttosto le aspettative e le scommesse speculative degli investitori. Ma nel caso di aziende come quelle del lusso, particolarmente vocate all’internazionalizzazione, le tensioni geopolitiche possono colpire, direttamente o indirettamente, alcuni dei mercati di riferimento. Anche se si è un marchio come Brunello Cucinelli, con una ramificazione di oltre cento boutique nel mondo. Tensioni geopolitiche che, se prolungate, sono molto più temibili dei dossieraggi di un hedge fund (quello di Morpheus Research costò il 15% di capitalizzazione) e certamente ancor più delle “inchieste” nostrane sui colori tollerati dallo stilista per i vestiti dei propri dipendenti.