Organizzata dal Comune di Spoleto e dalla Società di Cultura “Giovanni Polvani”, con il patrocinio della Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto, venerdì 23 aprile 2010 alle ore 17.30 al Complesso Monumentale di San Nicolò si terrà la presentazione del libro “Come mi batte forte il tuo cuore” di Benedetta Tobagi.
All'incontro parteciperà l'autrice Benedetta Tobagi e il giornalista de “La Repubblica Curzio Maltese.
COME MI BATTE FORTE IL TUO CUORE – Giulio Einaudi Editore
Di quel padre così noto, assassinato nel 1980 dai terroristi della «Brigata XXVIII marzo», a Benedetta Tobagi sono rimasti pochi ricordi. Ma di Walter Tobagi, giornalista di spicco del Corriere della Sera, alla figlia sono rimasti i pensieri – racchiusi in articoli, diari, pagine di appunti, libri – e il motto, tratto dall'Etica di Spinoza, che aveva guidato il suo lavoro di giornalista: humanas actiones non ridere, non lugere, necque detestari, sed intelligere – non bisogna deridere le azioni umane, né piangerle, nè disprezzarle, ma comprenderle. Con questo spirito Benedetta Tobagi, che aveva appena tre anni quando vide il padre colpito a morte sotto casa, ne ha ricostruito la vita, pubblica e privata. A guidarla un'esigenza personale – «Non potevo tollerare di avere solo quell'immagine di mio padre, ucciso quella mattina», ha dichiarato Benedetta – ma anche la consapevolezza che la perdita non ha toccato solo la sua famiglia «ma tutta la società perché il terrorismo l'ha privata di risorse che avrebbero potuto renderla diversa». Dai primi anni in un paesino vicino a Spoleto agli studi classici al liceo Parini di Milano, fino agli esordi come giornalista e alla piena affermazione professionale nella redazione del Corriere della Sera, Benedetta Tobagi ha ripercorso la vita e la carriera del padre. Con la partecipazione e l'affetto della figlia, ma senza mai rinunciare all'obiettività dello storico che si documenta con scrupolo, consultando documenti pubblici e privati e interrogando chi allora c'era. Ne nasce un ritratto del giornalista ma anche dell'uomo e del padre che fu Walter Tobagi, e di un periodo della storia italiana di cui è ancora difficile parlare. Un ritratto che restituisce di quel padre una immagine più vicina alla verità, senza strumentalizzazioni di parte. «Sono allergica alla retorica vuota del martire e dell'eroe, che troppo spesso si applica alle vittime del terrorismo. Papà ha avuto paura, ha faticato, ha assunto posizioni impopolari e molto discusse, ha continuato a scrivere le cose che gli sembravano giuste, ha cercato di riempire ogni giorno di senso il suo ideale di democrazia: questo, non il “martirio”, fa di lui un punto di riferimento».
CURZIO MALTESE
Nato a Milano e cresciuto a Sesto San Giovanni, da ragazzo, dopo un periodo tra fabbrica e radio libere, decide di dedicarsi interamente al giornalismo. È il fratello della giornalista sportiva della Rai, Cinzia Maltese, prematuramente scomparsa per una grave malattia, nel 2002. Ha iniziato ad occuparsi di sport e cronaca per i quotidiani la Gazzetta dello Sport, La Stampa e La Notte. Attualmente è editorialista per il quotidiano la Repubblica e il settimanale il Venerdì di Repubblica. Nel 2006 ha pubblicato il libro Come ti sei ridotto (modesta proposta di sopravvivenza al declino della nazione), che analizza il fenomeno berlusconiano, proponendo le sue idee, come scrive Giorgio Bocca nella prefazione, sul fascismo perenne che torna nella storia italiana. Nel 2007 ha pubblicato “I padroni delle città”, nel quale tratta gli aspetti economici e socio-politici della maggior parte dei capoluoghi italiani, partendo dalla premessa che per i cittadini del nostro Paese la vera patria è sempre stata il proprio Comune di origine. Un certo dibattito hanno suscitato le sue inchieste sui costi della Chiesa cattolica a carico dei cittadini e dello Stato italiano, come l'otto per mille o l'ora di religione, dapprima apparse in numerosi articoli su La Repubblica e poi raccolti nel libro “La questua”. A tali critiche il giornale cattolico Avvenire ha di volta in volta risposto con uno speciale on-line prima,[2] e poi con un libretto a cura di Umberto Folena dal titolo: “La vera questua”, opuscolo allegato al quotidiano il 26 luglio 2008 che confuta in parte le tesi di Maltese.