VALENTINO FILIPPETTI (PD) RILANCIA IL TEMA DELL'AUTONOMIA ORVIETANA - Tuttoggi.info

VALENTINO FILIPPETTI (PD) RILANCIA IL TEMA DELL'AUTONOMIA ORVIETANA

Redazione

VALENTINO FILIPPETTI (PD) RILANCIA IL TEMA DELL'AUTONOMIA ORVIETANA

Mer, 10/11/2010 - 16:37

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di Valentino Filippetti (*)

“Lo svolgimento del congresso PD di Orvieto ha prodotto un dibattito inusuale per la realtà orvietana con esponenti di altri partiti che hanno colto l'occasione per riflettere sulle vicissitudini di casa propria. Lo ha fatto Gnagnarini e lo ha ripreso Leoni. Questo conferma ancora una volta che quello a cui abbiamo assistito non è una faida personale condita da veleni e personalismi ma un confronto politico che viene avanti da anni e riguarda l'autonomia delle forze politiche che, soprattutto dopo la nascita della Regione, subiscono forti spinte dall'esterno, se non una vera e propria etero direzione. Il centro sinistra ad Orvieto doveva la sua forza e la sua influenza soprattutto sulla capacità di resistere a queste pressioni e a difendere l'autonomia del territorio. Scegliere con la propria testa non vuol dire fare sempre bene ma quantomeno sbagliare in proprio. Questo spirito ha permesso in momenti particolari della storia di Orvieto di raggiungere una convergenza anche tra forze molto lontane politicamente e culturalmente, in primis all'epoca della Legge Speciale. La tradizione si è rotta con le elezioni amministrative del 2004 quando i DS subirono la candidatura di Mocio imposta dell'esterno per mantenere, addirittura, gli equilibri politici regionali (Liviantoni doveva abbandonare la presidenza del Consiglio Regionale per far posto ad un esponente di Rifondazione). Ovviamente la cosa si è aggravata per l'incapacità amministrativa dimostrata poi sul campo dal sindaco eletto. Ma l'errore più grave è stato aver rinunciato alle proprie prerogative, alla propria autonomia. La lotta politica e le scelte che si sono consumate dentro il congresso PD hanno riproposto il problema e per ora ci dicono che gran parte del gruppo dirigente ancora si rifugia sotto le ali protettive del “centro”. In tutto questo le persone singole centrano ben poco, Mariani compreso. E' un confronto tra opinioni politiche diverse. Rimane aperto l'interrogativo se ci siano forze interessate a riprendere la strada dell'autonomia politica della città e del territorio, tema che riguarda tutte le forze politiche e sociali. E per evitare di fare solo discorsi generali vi propongo una questione ancora calda ed aperta: la ridefinizione dei collegi provinciali. Il Parlamento lo scorso 23 Marzo ha approvato, in via definitiva, la conversione in Legge del Decreto 25/2010 inerente i provvedimenti che riguardano le Regioni e gli Enti Locali. In particolare il provvedimento riguarda il sistema di finanziamento degli Enti Locali; le nuove modalità sul taglio del numero dei Consiglieri ed Assessori provinciali e comunali; revisione dei collegi elettorali provinciali; l'abolizione dei Direttori Generali, degli ATO; i correttivi al patto di stabilità; la disciplina per il ripiano dei debiti del Comune di Roma; il finanziamento dei Comuni dell'Abruzzo colpiti dal sisma. Per la Provincia di Terni questo vuol dire una riduzione da 24 a 19 collegi. La proposta avanzata dal Prefetto e discussa al Consiglio Provinciale prevede per l'Orvietano una riduzione dal 6 a 4 collegi. Chi l'ha proposto si affida alla matematica e poiché il quoziente di collegio sarebbe circa 11.000 abitanti i ( circa ) 43.000 abitanti porterebbero a questo risultato. In realtà la legge prevede un'oscillazione fino al 20% proprio perché si deve tenere conto dei territori. Nella proposta scompare il collegio di Baschi che viene fatto confluire in un mega collegio che arriva fino a Penna in Teverina. Dopo la Comunità Montana, un altro colpo alla capacità di autogoverno territoriale. Poiché il 30 Novembre 2010 scade il termine per ridefinire le circoscrizioni elettorali e adeguarle al numero ridotto dei Consiglieri da eleggere c'è ancora il tempo per intervenire. C'è da chiedersi come mai nell'ultimo mese, mentre tutti si impegnavano così assiduamente attorno alle vicende congressuali del PD, nessuno si è occupato di questo (escluso i nostri consiglieri provinciali che hanno fatto una battaglia solitaria). Nè i dirigenti politici preposti, nè i grandi opinionisti locali hanno sprecato un minuto del loro tempo dietro a questa vicenda. Se c'è qualcuno interessato batta un colpo”.

(*) esponente Partito Democratico


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