Vaccini, impegno del sindaco per garantire continuità didattica a bambini non in regola

Vaccini, impegno del sindaco per garantire continuità didattica a bambini non in regola

Il Consiglio comunale non approva documenti dei comitati dei genitori, Bacchetta “Ci sono ancora margini per l’applicazione della legge con buon senso” | Cestini “Eventualità di una sospensione della frequenza scolastica si porrà solo dopo 30 aprile”

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Non sono stati approvati dal Consiglio comunale di Città di Castello i due documenti presentati dai comitati “Genitori consapevoli Umbria” e “Valtiberina Libera scelta”, nei quali si chiedeva l’impegno del sindaco affinché “i bambini, tra 0 e 6 anni, non in regola con le norme di legge sulle vaccinazioni possano terminare l’anno scolastico”. La materia è stata affrontata ieri (martedì 6 marzo) dall’assise tifernate, espressasi in modo contrario (Pd, Psi), con le astensioni di Calagreti (Psi) e Procelli (La Sinistra) e gli 8 voti a favore di FI, Fd’I, Castello Cambia, Tiferno Insieme, M5S e Lega. Il sindaco non ha partecipato al voto.

L’argomento è stato discusso nell’imminenza della data del 10 marzo quando, come ha sottolineato l’assessore alle Politiche educative Rossella Cestini “non scatta la sospensione della frequenza scolastica per i bambini non in regola ma inizia la ricognizione sulle singole posizioni. Non è perentorio. Riguarda il termine entro cui è prevista la regolarizzazione con l’obbligo vaccinale dei bambini, non è stringente dato che sarà seguita da una verifica. In realtà l’eventualità di una sospensione della frequenza si porrà solo dopo il 30 aprile.

Introdotti dal presidente Vincenzo Tofanelli, i documenti nel dispositivo si concentravano sulla necessità di garantire la continuità educativa per chi è stato regolarmente iscritto ed accettato all’inizio dell’anno scolasticonella serenità delle famiglie e con l’intento di evitare inutili e dannose tensioni nella cittadinanza su una materia comunque tutelata dalla privacy”. “Non possiamo decidere – ha detto Tofanelli – ma possiamo invitare chi ha competenza ad accogliere questa istanza”.

Marco Gasperi (M5S) è intervenuto dicendo che “il Comune deve seguire la legge. Il dirigente scolastico ha la possibilità di accogliere o meno il nostro pronunciamento. Voglio spezzare una lancia verso questi comitati, per permettere ai bambini di andare a scuola anche senza vaccini. Nel dispositivo non si dice di non farli ma di finire i due, tre mesi di scuola che mancano”.

Gaetano Zucchini (Pd), ha sostenuto attraverso dati e statistiche ufficiali che “i cicli vaccinali sono importanti, hanno implicazioni per la salute pubblica, che non può dipendere da scelte personali, che vanno rispettate ma non sopravanzano la scienza”. Mirko Pescari (Pd) ha criticato vari aspetti della legge e concluso che “si tratta di bilanciare due interessi: il diritto dei bambini non vaccinati a stare in classe e quello dei bambini che devono con-vivere con un rischio maggiore. Non appoggerò il documento”.

Per Nicola Morini (Tiferno Insieme), “stando al dispositivo, si chiede solo di finire l’anno scolastico. La legge va rispettata ma non siamo notai. Diamo un indirizzo politico. Norma inapplicabile, siamo per il sì”. Anche per il capogruppo de La Sinistra Giovanni Procellila norma non è ben fatta perché introduce trattamenti diversi. I vaccini sono utili anche se tutti i farmaci implicano degli effetti collaterali”. Ursula Masciarri (Psi) ha detto di “condividere tutti i limiti che sono stati espressi, la norma non consente di scegliere. Anche se comprendo le motivazioni dei genitori qui presenti, dobbiamo tenere conto anche di tutti quei genitori, la maggioranza, che hanno opinioni opposte alle loro”.

Prima delle dichiarazioni di voto, Gasperi ha chiesto una pausa per proporre un emendamento, poi bocciato, che limitava l’input del dispositivo “all’iniziativa del sindaco affinché perorasse nelle sedi opportune la causa della continuità didattica per i bambini da zero a sei anni non in regola con l’obbligo vaccinale”. Il sindaco Luciano Bacchetta si è impegnato personalmente in questo senso: nel suo intervento ha dichiarato che “come figura istituzionale il primo cittadino non può votare perché deve applicare la legge. Tuttavia ci sono ancora margini per l’applicazione della legge con buon senso, su cui l’appoggio al documento di stasera non incide. Mi impegnerò a verificare in tutte le sedi decisive e farò tutti i passi opportuni presso l’organismo competente affinché si possa comprendere se il termine del 30 aprile sia ultimativo. Credo che questa iniziativa sia più efficace che votare il documento. I bambini sono al primo posto, tutti”.

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