USPI replica a Fnsi: «Il contratto USPI-FIGEC è valido e applicabile» - Tuttoggi.info

USPI replica a Fnsi: «Il contratto USPI-FIGEC è valido e applicabile»

Redazione

USPI replica a Fnsi: «Il contratto USPI-FIGEC è valido e applicabile»

Gio, 12/02/2026 - 19:14

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"Definire gli editori che applicano il Contratto USPI-FIGEC “imprenditoria corsara” rappresenta una questione giuridica per la sua portata diffamatoria"

USPI interviene pubblicamente dopo il comunicato diffuso dalla FNSI in merito alle ispezioni INPS che avrebbero portato a sanzioni per circa 8 milioni di euro nei confronti di due gruppi editoriali online.

Secondo quanto sommariamente interpretato dalla Federazione Nazionale Stampa Italiana, le verifiche confermerebbero che gli unici contratti di categoria ritenuti validi dall’Istituto di previdenza sarebbero quelli firmati nel tempo con Fieg, Aeranti-Corallo e Anso-Fisc, ossia solo quelli sottoscritti con la predetta parte sindacale. Tutti gli altri contratti, si legge nella nota, rappresenterebbero un tentativo di ridurre il costo del lavoro e sottrarre contributi previdenziali.

La posizione di USPI

La replica di USPI è netta: il CCNL USPI-FIGEC “è a tutti gli effetti valido e applicabile da tutti gli editori e tutte le società di comunicazione e di informazione nel territorio italiano”.

L’Unione Stampa Periodica Italiana precisa che la questione oggetto delle contestazioni non riguarda la validità del contratto in sé, bensì un aspetto strettamente giuridico legato al regime previdenziale applicabile: se debba essere adottato quello previsto dal contratto USPI-FIGEC oppure quello del contratto storico “assai più oneroso“.

Secondo USPI, si tratta dunque di una controversia di natura amministrativa e giuridica che verrà chiarita nelle sedi competenti.

“Imprenditoria corsara”: scontro anche sul linguaggio

Particolarmente duro il passaggio dedicato all’espressione “imprenditoria corsara” utilizzata nel comunicato Fnsi per descrivere gli editori che applicano contratti diversi da quelli sottoscritti dal sindacato che fino a qualche anno fa era l’unico di categoria.

USPI ritiene tale definizione lesiva e potenzialmente diffamatoria, sottolineando come la produzione di disinformazione rappresenti una delle criticità più gravi del sistema giornalistico italiano.

Un tema che riguarda l’intero settore

La vicenda si inserisce in un contesto più ampio di ridefinizione degli equilibri nel settore dell’editoria digitale, tra sostenibilità economica delle imprese, tutela dei lavoratori e inquadramento previdenziale.

Tuttoggi.info, associata USPI, segue con attenzione l’evoluzione della questione, che sarà oggetto di approfondimenti anche alla luce degli eventuali sviluppi amministrativi e giudiziari.


Di seguito il testo integrale dalla nota USPI:
Veniamo a sapere, da fonti un tempo autorevoli, che sarebbero stati irrogati dei provvedimenti sanzionatori da parte dell’INPS nei confronti di due gruppi editoriali che editano testate online. 

Per prima cosa sarebbe utile chiedersi come faccia la fonte, un tempo autorevole, ad essere a conoscenza di atti riservati che riguardano l’INPS e, casomai, gli editori. 

Dopodichè le fonti, un tempo autorevoli, raccontano di sanzioni che sarebbero state irrogate per l’applicazione di un CCNL “non valido”, invece che contratti collettivi nazionali di lavoro loro sì, validi, perché firmati dalla fonte un tempo autorevole che continua a pensare di essere il monopolista del settore giornalistico. 

Per fare realmente ordine, cosa che in questo tempo compete solo a noi, evidentemente, è necessario precisare che: 

  1. il CCNL USPI-FIGEC è a tutti gli effetti valido e applicabile da tutti gli editori e tutte le società di comunicazione e di informazione nel territorio italiano;
  2. la questione strettamente giuridica riguarda l’applicabilità del regime previdenziale (e solo di quello) del Contratto USPI-FIGEC oppure del contratto storico, assai più oneroso, e che continua a rappresentare la vera sciagura del sistema dell’editoria. La tale questione sarà risolta nelle opportune sedi amministrative e giudiziarie.

In aggiunta, ci permettiamo di osservare che definire gli editori che applicano il Contratto USPI-FIGEC “imprenditoria corsara” rappresenta non solo la cifra del livello educativo e culturale della fonte un tempo autorevole, ma andrà a rappresentare anche il fondamento di un’altra questione giuridica che riguarderà la portata diffamatoria di talune affermazioni, come questa in particolare, e la scorretta informazione, quindi la produzione di disinformazione, vera piaga del giornalismo italiano. 

Unione Stampa Periodica Italiana

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