Università per Stranieri, record di iscrizioni e scacco a Siena

Università per Stranieri, record di iscrizioni e scacco a Siena

La classifica de La Repubblica: in Italia più studenti, ma anche più trappole del numero chiuso, anche a UniPg


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L’Università per Stranieri di Perugia è il secondo Ateneo italiano per incremento di immatricolazioni nell’ultimo anno accademico. Con 460 iscrizioni, infatti, UniStra Perugia incrementa di quasi il 23% le iscrizioni dell’anno precedente. Facendo segnare un incremento che è secondo soltanto a quello dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, che ha segnato una crescita del 35,7%.

Un risultato, quello raggiunto da Palazzo Gallenga Stuart, raggiunto grazie alle sinergie attivate con la Cina, che hanno consentito di portare numerosi studenti asiatici a Perugia. Ma anche una serie di collaborazioni con vari Atenei europei, l’attivazione di corsi che seguono le richieste professionali dell’attuale mercato del lavoro ed una seria attività di ricerca scientifica.

A rendere ancora più importante il risultato di UniStra Perugia il flop dei cugini della vicina Siena, che con un -7,67% fa segnare il secondo arretramento più pesante tra gli Atenei italiani. Quella Siena a cui, pericolosamente, l’Università degli Studi di Perugia aveva fatto l’occhiolino, con scelte che avevano creato non pochi imbarazzi a Perugia.

Anche l’Università degli Studi di Perugia fa bene, con il numero di richieste che superano i posti disponibili ai corsi ad accesso programmato. Perché per molti Atenei c’è il “tappo” del numero chiuso. Per evitare, insomma, di fare il passo più lungo della gamba. E non soltanto per ragioni di qualità dell’insegnamento e di adeguatezza delle strutture. Una presenza di studenti eccessiva rispetto a quelli che una Università può sostenere, in base ai propri programmi, può portare nel medio periodo a scompaginare pericolosamente attività e bilanci. Tant’è che spesso ad incrementare i numeri di immatricolazioni sono i piccoli Atenei, che al contrario hanno bisogno di studenti per sopravvivere.

Ed ecco allora il fenomeno spiegato, numeri alla mano, dall’indagine del quotidiano La Repubblica: in Italia salgono le matricole universitarie (tornare a superare quota 300mila) ma di pari passo aumentano anche i corsi a numero chiuso.

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