Un tabernacolo del Palladio custodito in Umbria? La scoperta - Tuttoggi

Un tabernacolo del Palladio custodito in Umbria? La scoperta

Flavia Pagliochini

Un tabernacolo del Palladio custodito in Umbria? La scoperta

Lun, 21/06/2021 - 10:29

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Un tabernacolo del Palladio, sparito, ritrovato in una chiesa umbra di uno "sperduto paesino" in provincia di Perugia. Spostato dai principi Torlonia, avevano possedimenti

Un tabernacolo del Palladio, sparito, ritrovato in una chiesa umbra di uno “sperduto paesino” in provincia di Perugia. A scoprirlo lo scultore Guerrino Lovato: “Quello che scopre in un paesino umbro non è un tabernacolo qualunque, ma un’opera sofisticata, ideata per forza da un genio. L’intuito chiede aiuto alla conoscenza e lo scultore, celebre per aver realizzato dopo l’incendio del 1996 i prototipi di creta dell’ornato e di dodici figure del Teatro La Fenice, giunge alla conclusione che l’autore del progetto è Andrea Palladio“.

La ricerca è da confermare, come riporta Il Mattino di Padova. Ad aiutare lo studioso il Comitato El Greco di Bettona “che accompagna lo scultore nella provincia di Perugia in una sperduta chiesetta che, per la delicatezza del caso, non si può ancora citare. Qui – scrive Il Mattino di Padova – sotto una grata, viene custodito il tabernacolo, alto 60 centimetri e lungo 40, con sei aquile intagliate, dei festoni complessi con calici incrociati e un’ostia al centro, angeli cherubini e nel timpano una patera. ‘Non appena l’ho visto sono rimasto sbalordito dalla raffinatezza del progetto e dalla complessità degli intagli e ho sentito di trovarmi di fronte all’opera di un genio’. Un genio che, secondo Lovato, sarebbe il Palladio.

La storiografia comincia a citare i cibori del Palladio dalla metà del 1600, in una guida del 1660 sulle chiese romane. Da questo momento in poi si trovano cenni al ciborio e al tabernacolo. Si sa anche – la ricostruzione di Lovato – che il tabernacolo rimane nel ciborio fino al 1835 quando la famiglia dei principi Torlonia, che aveva interessi nell’Ospedale di Santo Spirito in Sassia (di proprietà oggi del Vaticano e dove il Palladio aveva realizzato  due cibori, uno ancora presente) e possedeva territori in Umbria (tra cui a Gubbio e Valfabbrica), lo sposta.

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