Un organo di controllo per le spese dei consiglieri regionali, la proposta del Prc

Un organo di controllo per le spese dei consiglieri regionali, la proposta del Prc

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Rifondazione comunista dell'Umbria ritiene che occorra aprire anche nella nostra regione un dibattito capace di produrre proposte concrete per affrontare il tema dei cosiddetti costi della politica.

L'intervento del segretario regionale Prc Luciano Della Vecchia- Dopo gli scandali abbattutisi sulla Lega e sull’ex Margherita, dopo la vicenda del consiglio regionale del Lazio, pensiamo che dalla nostra regione possa partire un esempio in controtendenza rispetto alla gestione di risorse pubbliche.In effetti il rischio e' che queste risorse destinate alla politica non sempre vengano utilizzate con trasparenza e con attinenza alle finalità per cui vengono stanziate.

Dati preoccupanti in Regione- “Anche nel Consiglio regionale dell’Umbria, se guardiamo il resoconto delle spese dei gruppi- spiega Della Vecchia- emergono elementi che e' appunto necessario correggere. Il dato della  voce “spese di trasferta e missioni” e' davvero preoccupante perche'viene prodotto sulla base di un rendiconto autocertificato senza che sia possibile stabilire se le spese sono realmente connesse all’attività istituzionale. Insomma si tratta di veri e propri rimborsi spese forfettari autocertificati. Non è sufficiente dire che le spese di funzionamento dei gruppi sono tra i più bassi d’Italia, dato vero ed indiscutibile, ma è opportuno un segnale chiaro verso i cittadini, una vera e propria riforma del sistema: proponiamo che le spese dei gruppi e dei consiglieri siano sottratti al meccanismo della rendicontazione autocertificata e sottoposti invece al controllo di un organo indipendente. Questa proposta viene da un partito come Rifondazione comunista,  il cui gruppo consiliare e' quello con la voce piu'  alta di spesa riguardante le campagne politiche e di informazione, non certo per i ristoranti. Una riforma di questo tipo sarebbe un passo importante nel contenimento della spese tanto cara (a parole) a qualche esponente di Palazzo Cesaroni, e magari eviterebbe di scaricare i costi sempre sui soliti noti”.

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