Se fosse stato un film, il titolo non poteva che essere: “Ingiustizia è fatta”. Quel che è successo nell'ultima prova del Challenge di Petrignano, è difficile da digerire, ed è francamente inaccettabile.
Ridolfi in testa per buona parte della gara nella categoria junior, a 2 chilometri dall'arrivo, con un buon vantaggio di 100 metri sul secondo, Caracciolo, e distacchi molto più grandi nell'ordine di minuti sugli altri (compreso colui che varrà classificato come primo nell'ordine di arrivo ufficiale), imbocca il percorso nella giusta direzione, così come aveva fatto la staffetta in motocicletta che precede i concorrenti, ma un addetto dell'organizzazione con tanto di pettorina gialla, lo blocca, gli indica di tornare indietro e di prendere un'altra strada. Dopo di lui verranno fatti sbagliare, anche il secondo e il terzo posizionati in quel momento nella gara.
Ridolfi arriva primo al traguardo, dopo di lui il secondo dei ragazzi indotti all'errore, mentre il vincitore dello Challenge tra gli Junior, Caracciolo, riesce in qualche modo a capire la situazione e ritorna sui suoi passi, naturalmente arriverà, anche lui danneggiato, con notevole ritardo. Terzo sul traguardo un ragazzo di Petrignano. La giuria decide di cancellare dalla classifica i primi due sulla linea del traguardo e il terzo è classificato primo.
L'MTB opta per un immediato ricorso scritto che i giudici si rifiutano di ricevere, nonostante precise testimonianze del fatto, da parte di un addetto della Croce Rossa e della stessa staffetta in motocicletta. Nel ricorso oltre che la ricostruzione della vicenda, vengono considerati due aspetti fondamentali, il primo è che la situazione era definita per cui, salvo incidente meccanico dei primi tre, il quarto in quel momento, poi classificato primo, non avrebbe mai potuto arrivare più in la di dove era. Il secondo aspetto è che sono anni che pur di fronte ad errori, che possono accadere, e con cognizione di causa possiamo dire che sono accaduti (e con una certa frequenz), errori tali da incidere sul risultato finale, si è modificato l'ordine di arrivo sulla linea del traguardo.
Sicuramente i giudici hanno fatto il loro dovere con il massimo scrupolo e hanno applicato il regolamento alla lettera, è però evidente che così facendo hanno adottato un atteggiamento mai prima messo in atto, con il risultato della salvaguardia della regola ma cancellando il risultato sportivo.
Pensiamo che di fronte all'evidenza, gli stessi organizzatori hanno ammesso il fattaccio, e di fronte alla considerazione che abbiamo a che fare con giovani di 17 anni, verso i quali il primo scopo è quello dell'educazione alla lealtà sportiva, l'elasticità sempre adottata sarebbe stata la soluzione giusta, perchè rispondeva al vero risultato della competizione e avrebbe avvicinato i ragazzi allo sport piuttosto che allontanarli.
Fabiani pure ieri vincitore nella categoria giovani, chiude con il massimo punteggio possibile lo Challenge e così conclude una stagione dominata dall'inizio alla fine.