Truffa dello Stato Teocratico Antartico di San Giorgio, coinvolto anche ex generale della Finanza - Tuttoggi

Truffa dello Stato Teocratico Antartico di San Giorgio, coinvolto anche ex generale della Finanza

Flavia Pagliochini

Truffa dello Stato Teocratico Antartico di San Giorgio, coinvolto anche ex generale della Finanza

Ven, 19/08/2022 - 10:39

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Secondo l'accusa il 72enne Mario Farnesi, residente a Todi, sarebbe una delle menti del raggiro che ha permesso di guadagnare 400.000 euro vendendo false cittadinanze

Tra i fondatori del sedicente Stato Teocratico Antartico di San Giorgio, un sedicente stato che che prometteva di non pagare le tasse, una burocrazia più snella, finanziamenti facili e persino di non doversi vaccinare contro il Covid e che avrebbe in realtà permesso di guadagnare illecitamente almeno 400mila euro che poi sarebbero stati riciclati a Malta c’è anche un uomo nato a Viareggio ma residente a Todi.

Si tratta di Mario Farnesi, già noto alle forze dell’ordine per reati minori, ex generale della Guardia di Finanza oramai in pensione che nel 1997 è stato insignito del titolo di Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana e che, sebbene espulso dall’organizzazione ‘presieduta’ da Damiano Bonventre, per i giudici sarebbe il “riferimento operativo di tutte le ramificazioni  dello Stato teocratico” e artefice “del lodo con cui è stata fittiziamente accreditata l’esistenza ed il riconoscimento dello Stato teocratico”.

Proprio Farnesi si sarebbe occupato della produzione di documenti falsi validi per l’espatrio che venivano venduti agli aspiranti abitanti dello “Stato Teocratico Antartico di San Giorgio”. L’ex generale avrebbe anche ‘reclutato’ i cittadini fondando fantomatica banca, “dimostrando una particolare capacità a delinquere”. Un comportamento “truffaldino” che Farnesi avrebbe portato avanti anche dopo la lite con Bonventre, dando vita a un nuovo Stato “che ha le stesse sembianze e meccanismi dello Stato di San Giorgio”. Per questo il giudice ha disposto gli arresti domiciliari con il divieto di comunicare con l’esterno, “unica misura – si legge nell’ordinanza – in grado di interrompere l’attività criminosa dell’indagato”.

Le accuse sono di associazione a delinquere, truffa, fabbricazione e possesso di documenti falsi validi per l’espatrio e riciclaggio, tutte emesse nell’ambito dell’operazione L’isola che non c’è coordinata dalla Digos di Catanzaro, con l’ausilio della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione: dodici le ordinanze di applicazione degli arresti domiciliari e un’ordinanza di applicazione dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, emesse dal gip presso il Tribunale di Catanzaro su richiesta della Procura; 30 gli indagati a piede libero. Sarebbero invece 700 le persone truffate, previo pagamento di una somma di denaro variabile tra i 200 e i 1.000 euro per acquisire la cittadinanza dello Stato Teocratico Antartico di San Giorgio; in almeno due casi a ciò si sarebbe accompagnata la vendita di titoli nobiliari con annessa vendita di terreni in Antartide. 

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