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Trasporti e servizi, Prc Terni cita Marx e se la prende con la religione

Redazione

Trasporti e servizi, Prc Terni cita Marx e se la prende con la religione

Mar, 09/04/2013 - 14:25

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Trasporti e servizi, Prc Terni cita Marx e se la prende con la religione

Prc Terni

La cronica inadeguatezza dei collegamenti viari e più in generale delle opere di urbanizzazione secondaria rispetto alle crescenti esigenze della popolazione è il risultato di un circolo vizioso che da anni caratterizza l'operato di tutte le amministrazioni comunali italiane, sintetizzabile in tre fasi: l'aumento della popolazione e del traffico veicolare rende necessario il potenziamento della rete viaria, dei servizi di trasporto pubblico e della mobilità alternativa; i Comuni, privati dal Governo di risorse sufficienti per fronteggiare autonomamente le richieste, promuovono la crescita dell'edilizia residenziale e commerciale, in modo da utilizzare i relativi oneri di costruzione per interventi di urbanizzazione; una volta realizzati, questi interventi si rivelano insufficienti in quanto le nuove aree edificate accrescono ulteriormente la domanda di mobilità, rimettendo in modo il circolo. È in questo modo che si arriva all'ipotesi, ventilata in queste settimane, di nuovi complessi residenziali – mentre il numero degli appartamenti disabitati o incompiuti e degli sfratti cresce di giorno in giorno – tra Maratta e Gabelletta, come pure a quella di un nuovo centro commerciale – il terzo – lungo via del Centenario; per dirla con Marx, si pensa di risolvere il problema “preparando delle crisi più generali e terribili e diminuendo i mezzi per prevenirle.”
Se a questo poi si aggiungono anomalie tutte italiane, come ad esempio il fatto che il Comune di Terni, al pari di altri nella nostra Regione, continui a destinare il 15% dei proventi derivanti dagli oneri di urbanizzazione secondaria per chiese ed edifici religiosi, invece di utilizzare tutte le risorse disponibili per piste ciclabili, marciapiedi e illuminazione pubblica, si capisce come il problema della viabilità e della qualità della vita della cittadinanza residente nelle aree periferiche non possa essere risolto senza disinnescare la macchina speculativa e ribaltare la logica secondo cui le strade arrivano non solo dopo le case ed i centri commerciali, ma persino dopo le chiese.
Come Rifondazione Comunista riteniamo che il recupero del ritardo accumulato rispetto al collegamento viario delle aree periferiche della città costituisca una delle priorità a cui è chiamata a rispondere l'amministrazione comunale, che richiede un piano d'intervento specifico sui quartieri basato sulle urgenze da tempo individuate. Il problema del collegamento fra centro e periferie non può essere disgiunto infatti da quello della vivibilità stessa dei quartieri, dove serve la volontà politica di intervenire per sviluppare la mobilità ciclopedonale e dirottare il traffico pesante su altre vie di comunicazione.
Proprio a Borgo Rivo un primo passo in questo senso è stato l'avvio dei lavori, dopo oltre un decennio di attesa, del nuovo collegamento stradale tra Maratta e Gabelletta, a cui deve però combinarsi in tempi rapidi anche la prosecuzione in direzione della E45 di via del Centenario, in modo tale da decongestionare una delle aree più popolose della città, dove sarebbe così possibile sviluppare con successo la mobilità alternativa.
Idee ed esperienze per intervenire sulla città ci sono: è tempo adesso di operare scelte in controtendenza con le logiche perseguite nel passato, senza ulteriori speculazioni edilizie e con un utilizzo mirato delle risorse, anche chiudendo definitivamente la pagina della destinazione dei proventi derivanti dagli oneri di urbanizzazione in favore dell'edilizia religiosa.

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