E’ ancora una comunità atterrita e sconvolta quella di Gubbio per la tragica morte del 33enne eugubino Manuele Fiorucci in un incidente lungo la vecchia Contessa.
L’automobile del giovane, ritrovata nel primo pomeriggio di ieri (lunedì 7 aprile) da un passante, è finita – per cause in corso di accertamento – in un fosso di scolo delle acque profondo circa 5 metri sotto un antico ponticello (all’ombra del grande cavalcavia della statale 452). Purtroppo il ragazzo, già al momento del ritrovamento, era morto.
Per ora non si conosce nemmeno l’ora dell’incidente, dato che l’auto, nascosta dalla stessa scarpata, potrebbe essere stata notata dal testimone molte tempo dopo la tragedia. La famiglia, inoltre, stava aspettando Manuele domenica (6 aprile) a pranzo ma non vedendolo tornare nemmeno a cena ne aveva denunciato la scomparsa. Il ritrovamento del corpo è quindi avvenuto oltre 24 ore dopo l’ultimo avvistamento. Ci è dato sapere che il ragazzo avesse almeno passato la serata di sabato 5 con gli amici.

I carabinieri stanno proprio indagando su dinamica e dettagli dell’incidente (non sono esclusi l’attraversamento di un animale o un malore) ma sarà anche l’autopsia disposta dal pm Mara Pucci – che dovrebbe aver luogo giovedì 10 – a fare piena luce sulle cause della morte di Manuele. Sempre giovedì, poi la salma del 33enne dovrebbe essere riconsegnata ai familiari per i funerali, che probabilmente si terranno il giorno dopo, venerdì 11 aprile.
Questa mattina (8 aprile) la curva dove l’auto del giovane eugubino è uscita di strada era ancora pericolosamente esposta sul vuoto (nel cerchio rosso). Già prima della tragedia era priva di protezioni di sicurezza come un guardrail. Alle ore 13 (come si vede dalla foto) non c’erano più neanche le transenne messe subito dopo l’incidente. Al loro posto c’era comunque un mazzo di fiori (nella foto).