TRAGEDIA UMBRIA OLII: VEDOVA COLETTI “VOGLIO GIUSTIZIA”. DAMIANO “BASTA PROPAGANDA SULLE MORTI”. FOTO - Tuttoggi

TRAGEDIA UMBRIA OLII: VEDOVA COLETTI “VOGLIO GIUSTIZIA”. DAMIANO “BASTA PROPAGANDA SULLE MORTI”. FOTO

Redazione

TRAGEDIA UMBRIA OLII: VEDOVA COLETTI “VOGLIO GIUSTIZIA”. DAMIANO “BASTA PROPAGANDA SULLE MORTI”. FOTO

Dom, 25/11/2007 - 20:08

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E’ terminato poco prima delle 18 di oggi il consiglio comunale aperto tenutosi alla Cupola Geodetica di Campello sul Clitunno per ricordare le quattro vittime della tragedia verificatasi un anno fa alla Umbria Olii di Campello sul Clitunno.

Ad aprire l’appuntamento è stato il primo cittadino che, prima di leggere il messaggio giunto dal Presidente della Camera Fausto Bertinotti, ha detto che “dopo un anno la nostra speranza e fiducia è riposta interamente nell’operato della magistratura. E’ necessario trovare e punire gli eventuali colpevoli e i responsabili di questa tragedia che ha gettato nel dolore quattro famiglie”. Subito dopo è stata la volta dei sindacalisti Mario Bravi (Cgil), Bruno Piernera (Cisl) e Umbro Conti (Uil).

Il momento più toccante lo si è avuto quando ha preso la parola Fiorella Coletti, la vedova di Giuseppe (uno dei tre operai della ditta Manili morti insieme al titolare dell’azienda), arrivata a Campello con i cognati “Voglio sapere la verità, voglio che quello che è successo non sia dimenticato”. Una breve pausa “Per me giustizia significa scoprire cosa è successo davvero. Non fare giustizia sarebbe come ucciderli una seconda volta”. Poi è stata la volta della governatrice Lorenzetti che non ha mancato di inviare una frecciata a chi sta “accusando le istituzioni di aver lucrato su questo incidente. Se chi lo ha fatto continuerà – ha aggiunto la Lorenzetti – prenderò provvedimenti legali perchè non si può offendere e infamare la Regione”. Difficile capire a chi fosse inviato il monito. Forse, forse, a La destra del consigliere regionale Aldo Traccheggiani che giorni orsono aveva annunciato le interrogazioni dell’onorevole Buontempo e del senatore Storace con le quali il primo ha accusato “il commissario per l’emergenza (la Lorenzetti, n.d.r.) di aver speso 200mila euro in consulenze”, il secondo se rispondesse a vero che “il commissario avesse disertato tutte le riunioni della Commissione”. “Abbiamo saputo gestire bene l’emergenza – ha continuato oggi la Lorenzetti – anche se avremmo preferito salvare quelle quattro vite. Ho piena fiducia nella magistratura che farà bene e velocemente il suo lavoro”. Quanto alla sicurezza sul lavoro la governatrice ha annunciato di avviare a breve lo studio di “nuove tipologie di contratti tra le imprese madri e le piccole aziende che operano nel campo della manutenzione al fine di rendere più sicuro ogni intervento lavorativo”. Poi ha richiamato l’appello lanciato in mattinata dal Vescovo Monsignor Riccardo Fontana che ha invitato tutti a stare dalla parte della giustizia, della verità.

A concludere i lavori è stato il ministro del lavoro Cesare Damiano “è sbagliato fare propaganda attraverso la stampa sulle morte – ha detto pacato ma fermo il titolare del dicastero – si faccia silenzo per rispetto alle vittime”. Damiano ha poi ricordato come il governo si sia subito attivato per la cassa integrazione “che però è stata utilizzata poco”. Poi l’annuncio che “la cultura della prevenzione, la cultura dell’impresa del lavoro deve diventare materia di insegnamento nelle scuole”.

Il consiglio si è così concluso. Ma dopo pochi minuti è ritornata la bagarre politica “E' singolare ed anche drammatico che nel giorno del ricordo dei morti di Campello – scrive l'onorevole Maurizio Ronconi – la Presidente della Giunta regionale trovi il modo di tessere le lodi di una Giunta che amministra una regione in cui il tasso di incidenti sul lavoro è più alto rispetto ad ogni altra parte del Paese e dove le vittime si susseguono come in una guerra. Nessuno ancora ha dato invece una risposta sulle responsabilità della istituzioni locali su quanto accaduto a Campello mentre, in perfetto stile sovietico, si vogliono avvalorare tesi non corrispondenti”.

Al consiglio comunale erano presenti più di duecento persone fra cui alcuni dipendenti della U.O., gli assessori Prodi e Granocchia, il presidente dell’Ato Fausto Libori, i sindaci di Spoleto e Narni Brunini e Bigaroni, il consigliere regionale Cintioli, quello provinciale Giampiero Panfili, il presidente della CaRiSpo Alberto Pacifici e il segretario della Camera del lavoro (Cgil) Fausto Stocchi

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