Appuntamenti con l'operetta nel territorio della Provincia di Perugia. Questa la principale novità che porta con sé la seconda edizione di “Operetta mon amour”, intitolata, per il 2011, “Umbria Operetta Festival”. La rassegna è partita, nel mese di febbraio, al Teatro Pavone, che è da considerare un po' la sua “casa madre”, il luogo dal quale la riproposta del “genere” ha preso il via nel corso del 2010. Quest'anno, l'irradiazione nel territorio, alcuni spettacoli che sono vere e proprie novità, hanno consigliato la Provincia di Perugia di adottare il termine “festival”, con la promessa di incrementarne l'attività nel corso della terza edizione. Intanto, nel 2011, si parte con un programma particolarmente ricco e variegato: “La Principessa della Czardas” il 2 marzo a Città di Castello, “La vedova allegra” il 21 marzo a Spoleto e il 22 marzo a Todi, “Scugnizza” a Gubbio il 4 aprile e “La bella Hélène” il 29 aprile a Foligno. “Quando abbiamo dato il via alla seconda edizione della rassegna di operette – hanno dichiarato il Presidente Marco Vinicio Guasticchi e l'assessore alla cultura Donatella Porzi – dal Teatro Pavone, gremito ed entusiasta, ci siamo dati appuntamento sul territorio della provincia di Perugia per rinnovare in alcune realtà comunali la stessa calorosa accoglienza che il pubblico di Perugia ha tributato alla nostra proposta. Oggi siamo certi che quell'accoglienza ci sarà, che dalle platee e dai palchi dei teatri di Città di Castello, di Foligno e di Gubbio, di Spoleto e di Todi saliranno verso il palco applausi scroscianti, un entusiasmo irrefrenabile, l'espressione più varia dell'appagamento di un gusto, di una musica, di un repertorio brillantissimo, ingiustamente messo in ombra da molti decenni”. E un ringraziamento particolare è stato fatto dal Presidente e dall'assessore “ai Comuni che hanno accettato di condividere la proposta di ‘Umbria Operetta Festival' proprio per avere còlto l'anima popolare che, pur passando i tempi e le mode, i gusti e le tentazioni spettacolari di vario tipo, il ‘genere operetta' esprime e sollecita.
È, dunque, un segnale molto chiaro, luminoso, squillante e colorato quello che si sprigiona dalla seconda stagione dedicata all'operetta, un lungo rincorrersi per le valli e le colline umbre di applausi e di sorrisi, di momenti di commozione e di spazi di ilarità nel quale le comunità umbre sentono echi del loro passato e proiettano un po' della serenità che chiedono al loro futuro”.