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Torna la Campagna educativa della Polizia di Stato nelle scuole umbre

Redazione

Torna la Campagna educativa della Polizia di Stato nelle scuole umbre

Cyberbullismo e adescamento on line sono alcuni dei temi che ogni anno la Specialità Polizia Postale e delle Comunicazioni affronta con gli studenti:
Ven, 29/11/2019 - 11:20

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Torna la Campagna educativa della Polizia di Stato nelle scuole umbre

Con l’avvio del nuovo anno scolastico è ripartita la campagna educativa della Polizia di Stato nelle scuole del territorio umbro.

Il contrasto al fenomeno del cyberbullismo e dell’adescamento on line sono alcuni dei temi che ogni anno la Specialità Polizia Postale e delle Comunicazioni affronta con gli studenti: dall’entrata in vigore della Legge sul Cyberbullismo” sono stati realizzati, di concerto con l’Istituto Scolastico Regionale Umbria, oltre 80 incontri formativi ed educativi, raggiungendo 11.000 studenti, 1500 insegnanti e 750 genitori.

Nei giorni scorsi esperti della Polizia Postale e delle Comunicazioni hanno anche incontrato circa 130 studenti dell’Istituto “Cassata – Gattapone” e del Polo Liceale Mazzatinti di Gubbio per illustrare i comportamenti corretti e sicuri da adottare in Rete ed attuare una strategia preventiva rispetto al fenomeno del cyberbullismo, attraverso una serie di indicazioni ed un’opera di responsabilizzazione sull’uso della parola.

Gli operatori della Specialità si sono inoltre soffermati su argomenti quali gli hate speech, ovvero i “discorsi d’odio” che trovano nella rete internet e nelle piattaforme social la loro naturale collocazione e il revenge porn, la nuova fattispecie delittuosa che punisce la diffusione delle immagini erotiche senza il consenso delle persone in esse ritratte.

“L’attività formativa nelle scuole – riferisce il Dirigente del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni Sergio RUSSO – ha tra gli obiettivi primari quello di stimolare la capacità riflessiva dei giovani; è importante evidenziare ai ragazzi che le attività compiute in rete possono avere conseguenze reali e che la sensazione di poter  essere “anonimi ed irraggiungibili” dietro lo schermo di un personal computer o di uno smartphone può generare un pericoloso senso di deresponsabilizzazione rispetto ai comportamenti tenuti on line: senza rendersene conto possono diventare autori di fatti penalmente rilevanti”.

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