Terremoto, lo studio Ingv sulle faglie adiacenti | A Spoleto almeno 25 famiglie sfollate - Tuttoggi

Terremoto, lo studio Ingv sulle faglie adiacenti | A Spoleto almeno 25 famiglie sfollate

Sara Fratepietro

Terremoto, lo studio Ingv sulle faglie adiacenti | A Spoleto almeno 25 famiglie sfollate

Dalla Caritas di Bolzano 500mila euro per gli allevatori di Norcia | Da Firenze aiuti per ricostruire il campanile di San Pellegrino | Sicurezza delle scuole, incontro con i genitori | Domani la visita del capo dei vigili del fuoco
domenica, 25/09/2016 - 16:25

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Terremoto, lo studio Ingv sulle faglie adiacenti | A Spoleto almeno 25 famiglie sfollate

Sono state oltre 11.500 in un mese le repliche di terremoto nell’area colpita dal sisma del 24 agosto. A fare il punto è stato l’Ingv, mentre lo sciame sismico prosegue. Questa mattina l’ultima scossa di 3 gradi di magnitudo, alle 8:46, con epicentro a 11 km di profondità non distante da Forca Canapine nei pressi del confine tra Marche e Lazio. Nella notte, invece, alle 2:32, una scossa di 2.9 gradi a 9 km di profondità nel versante umbro, a 6 km da Norcia. Scosse che vengono monitorate attentamente dal sistema di protezione civile nel timore che quelle più rilevanti possano provocare nuovi danni a strutture già compromesse. L’attività di vigili del fuoco, forze dell’ordine (carabinieri, forestale e polizia in primis), amministrazioni locali e volontari è da ormai oltre un mese enorme. Sia per garantire l’assistenza alla persona che per evitare anche reati predatori nelle zone cosiddette rosse. Continui sono a questo proposito i controlli antisciacallaggio. Qualcosa comunque si muove anche sulla ripresa delle attività economiche e sia a Castelluccio che nel centro di Norcia questo fine settimana sono stati avvistati numerosi turisti. Merito anche di iniziative appositamente promosse spesso da gruppi di privati cittadini.

Il punto dell’Ingv ed il secondo rapporto di sintesi

L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, con un’analisi aggiornata alle ore 12 di venerdì, evidenzia che la sequenza sismica “è ancora in pieno svolgimento, pur con un numero minore di repliche (aftershocks) rispetto alle prime due settimane“. La Rete Sismica Nazionale dell’Ingv ha localizzato complessivamente circa 11500 repliche, in un’area che si estende per circa 40 chilometri in direzione NNO-SSE, lungo la catena appenninica. 200 i terremoti di magnitudo compresa tra 3.0 e 4.0; 14 quelli localizzati di magnitudo compresa tra 4.0 e 5.0 e uno di magnitudo maggiore di 5.0 oltre quello principale.

In questi giorni l’Ingv ha pubblicato il secondo rapporto di sintesi sul terremoto del 24 agosto. “L’evento principale di ML 6.0 del 24 agosto – viene spiegato – è stato causato dallo scorrimento di una faglia distensiva (o faglia normale) orientata in direzione NNO-SSE (azimut ~156°) inclinata verso SO con una pendenza di circa 50°. La lunghezza della faglia che si è attivata con questo terremoto è di 20-25 km. A partire dal punto di nucleazione del terremoto, localizzato a circa 8 km di profondità in prossimità di Accumoli, la rottura della faglia è stata bilaterale (propagandosi sia verso NO sia verso SE, ossia verso Norcia e verso Amatrice). Sia i dati accelerometrici che quelli SAR indicano che la faglia non si è dislocata in maniera omogenea lungo la sua estensione ma è caratterizzata da due zone principali di concentrazione dello spostamento sul piano di faglia stesso, con valori massimi di circa un metro. La durata della rottura, ricavata dai dati accelerometrici, è stata di circa 6 secondi”. Inoltre “elementi deformativi assimilabili a “rotture superficiali” sono stati rilevati e mappati lungo la  faglia nota del monte Vettore. Una discussione scientifica è in atto per discriminare la natura di  tali rotture, se siano cioè diretta espressione in superficie della faglia responsabile del terremoto  del 24 agosto, o, alternativamente, siano  degli elementi deformativi secondari“.

faglie

Gli esperti poi avvertono: “E’ necessario considerare l’eventualità che su queste faglie adiacenti si generino terremoti che potrebbero procurare ulteriori danneggiamenti“. Nel mirino ci sono la faglia del monte Vettore e quella di monte Gorzano, quest’ultima interessata nella sua porzione meridionale nel 2009  dalle scosse di assestamento durante il terremoto dell’Aquila.

Proseguono i sopralluoghi nel Centro Italia

Il dipartimento nazionale di protezione civile fa sapere che proseguono le verifiche di agibilità sugli edifici pubblici e privati. Nella giornata di oggi, 25 settembre, sono 121 le squadre di tecnici abilitati Aedes (Agibilità e danno nell’emergenza sismica) e di esperti impegnate nelle verifiche di agibilità post-sismica; in campo anche 55 tecnici a supporto dei Comuni per la gestione delle richieste di sopralluogo. Per quanto riguarda gli edifici privati, sono finora 10.091 le schede di valutazione compilate e acquisite che indicano 4.800 edifici dichiarati agibili (quasi il 48%) e 576 che, pur non essendo danneggiati, risultano inagibili per rischio esterno. Sono 3.302, invece, gli esiti di inagibilità (quasi il 33%) mentre 1.413 sono gli immobili temporaneamente o parzialmente inagibili. Restano invariati i dati sui sopralluoghi per verificare l’agibilità di edifici pubblici e scuole e consentire di definire un piano degli interventi per le strutture non agibili. Tra i 660 plessi scolastici, 473 sono stati ritenuti agibili (quasi il 72%) mentre altri 4 pur se non danneggiati risultano al momento inagibili a causa di rischio esterno. Sono 120 gli edifici temporaneamente inagibili – in tutto o solo in parte – che grazie a provvedimenti di pronto intervento tornerebbero agibili; a questi se ne aggiungono 22 parzialmente inagibili e tre da rivedere per un’ulteriore valutazione. Sono 38 invece gli edifici scolastici inagibili, meno del 6%, e concentrati nei comuni più colpiti. I dati ovviamente riguardano le quattro regioni interessate dal sisma, Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo. Sono scese invece a 2.527 le persone assistite nei campi e nelle strutture allestite allo scopo o presso gli alberghi. Di queste, nella zona del “cratere” in Umbria sono, alla data di ieri, 407.

Il Comune di Norcia: scuole sicure

Per fare il punto della situazione soprattutto con i genitori degli studenti, ieri sera si è tenuto un affollatissimo incontro pubblico al Coc di Norcia promosso dall’amministrazione comunale. Oltre al sindaco Nicola Alemanno è intervenuta anche la dirigente scolastica Rosella Tonti. Il primo cittadino ha rassicurato tutti i presenti sulla sicurezza delle scuole al momento dichiarate agibili, come l’istituto “Battaglia” e la scuola media, che grazie agli interventi effettuati nel corso degli anni, anche di dissipazione sismica, hanno ben retto alle scosse del 24 agosto ed a quelle seguenti che hanno avuto come epicentro il territorio nursino. A suo supporto Alemanno ha portato slide e studi di esperti. Rassicurazioni anche sui tempi per l’installazione dei moduli che ospiteranno la scuola elementare, l’unico plesso inagibile e che ha subito danni che comporteranno una demolizione e successiva ricostruzione. Questo perché la primaria era ospitata in un edificio in muratura e non in cemento armato al contrario degli altri plessi. Quanto appunto alla scuola prefabbricata, i tempi si preannunciano brevi: dopo la presentazione delle offerte (entro il 29 settembre) e l’aggiudicazione provvisoria, la ditta vincitrice dell’appalto avrà poco più di un mese di tempo per consegnare la struttura. Nel frattempo i bambini rimarranno in tenda, sperando che il tempo lo consenta.

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Ieri intanto a Norcia l’arcivescovo Renato Boccardo ha aperto la Porta Santa della Misericordia presso la tensostruttura adibita a centro pastorale, presiedendo il Giubileo dei malati e delle persone anziane.  “Stiamo vivendo – ha detto monsignor Boccardo nell’omelia – una storia di trepidazione e paura da una parte e di fortezza e speranza dall’altra. Tutti siamo chiamati a farci carico di questa nostra nuova storia civile ed ecclesiastica. Il messaggio del Giubileo è semplice e chiaro: Dio ci vuole bene nonostante i nostri limiti. La misericordia non è un vago sentimento, ma è avere il cuore attento alle esigenze dei fratelli, è essere disponibili all’ascolto reciproco, all’accoglienza, al perdono. Abbiamo voluto aprire la Porta Santa, simbolo esteriore del Giubileo, in questa tenda dove la comunità terremotata di Norcia si ritrova per la celebrazione eucaristica per ricordarci che Dio non viene meno, resiste, rimane al fianco del suo popolo e dice: cerca di capire per cosa vale veramente la pena vivere”.

Al termine della messa l’Arcivescovo ha comunicato ai presenti alcune iniziative concrete che la Chiesa sta portando avanti a favore delle popolazioni terremotate:

  •  La Caritas di Bolzano-Bressanone, i cui responsabili sono stati a Norcia nei giorni scorsi, ha raccolto mezzo milione di euro. La cifra sarà interamente utilizzata nel programma di sostegno, da realizzarsi entro la fine di novembre, che la Caritas altoatesina e la Caritas di Spoleto-Norcia hanno avviato in favore delle famiglie di agricoltori e allevatori del comune di Norcia duramente colpite dal terremoto. Grazie al mezzo milione di euro di offerte, la Caritas di Bolzano-Bressanone potrà sostenere il programma a favore di 18 aziende agricole familiari che riguarderà la fornitura di 8 moduli abitativi per otto mesi ad altrettante famiglie, la consegna di tre box magazzini per immagazzinare i mobili di case che saranno abbattute a giorni, due per lo stoccaggio di cereali, uno per la lavorazione dello zafferano e, oltre che mangimi e foraggio per gli animali, un capannone per suini e cinque stalle provvisorie per garantire la sicurezza e la protezione dalle rigide temperature invernali di un’ottantina di mucche da latte. Paolo Valente e Franz Kripp, direttori della Caritas di Bolzano-Bressanone, affermano che “restituire fiducia alle comunità colpite dal terremoto, con la nostra vicinanza e con aiuti concreti, è il primo passo per passare dall’emergenza alla quotidianità“.
  • La Conferenza Episcopale Umbra, riunitasi il 22 settembre a Foligno, ha stanziato 50.000 euro come contributo per il recupero della Concattedrale di S. Maria a Norcia. “È davvero un bel segno di comunione ecclesiale e ringrazio tutti i miei confratelli Vescovi dell’Umbria”, afferma mons. Renato Boccardo.
  • La Commissione episcopale per l’apostolato dei laici del Libano, in collaborazione con il Ministero della Comunicazione, ha avviato il 20 settembre una campagna di solidarietà a livello nazionale per le esigenze post terremoto nella diocesi di Spoleto-Norcia; ha inoltre creato una pagina facebook di solidarietà “Générations JMJ Liban-Solidarité Spoleto” (attiva dal 25 settembre) e promuoverà una conferenza stampa per sensibilizzare il popolo libanese. La vicinanza della comunità cristiana del Paese dei Cedri è nata grazie all’amicizia tra l’Arcivescovo e alcuni membri della già citata commissione. Infine, domenica 9 ottobre verrà celebrata una Messa a Beirut, alla presenza del Nunzio Apostolico e dell’Ambasciatore Italiano, in cui si pregherà per le vittime del sisma del centro Italia e si presenterà la campagna di solidarietà.
  • L’Opera di Santa Maria del Fiore che, dal 1296, cura e custodisce il patrimonio storico-artistico della Cattedrale di Firenze, attraverso il suo presidente Franco Lucchesi, ha espresso vicinanza e solidarietà all’Arcivescovo Boccardo. Nella missiva inviata al Presule, viene riportata la decisione del Consiglio di Amministrazione di contribuire alla ricostruzione del campanile della chiesa parrocchiale di S. Pellegrino di Norcia. Si legge: “Quel campanile ci è sembrato in ormai silenzioso dialogo con il nostro campanile (quello di Giotto, ndr), anch’esso trecentesco, certamente più prezioso ma simili entrambi della fede e della stessa identità dei popoli che le loro campane hanno chiamato a raccolta e alla preghiera per secoli. Abbiamo così maturato l’idea di un gemellaggio fra il nostro campanile di Giotto e quello di S. Pellegrino; un gemellaggio di solidarietà, sui cui contenuti coinvolgere l’archidiocesi di Spoleto e, tramite essa, il popolo dei fedeli di Norcia. E perché il gemellaggio non fosse solo simbolico e potesse dispiegarsi fra due realtà architettoniche capaci di assolvere entrambe al loro compito di richiamo alla preghiera a Dio, abbiamo destinato una somma di denaro per avviare la ricostruzione del campanile abbattuto. La somma sarà quella raccolta ogni lunedì del mese di settembre dalla vendita dei biglietti di accesso ai nostri monumenti“.

Il capo nazionale dei vigili del fuoco domani a Norcia

Domani (26 settembre) dalle ore 10 circa i vertici dell’Amministrazione dei vigili del fuoco saranno presenti a Norcia e nelle altre zone terremotate della Valnerina per fare un punto sulla situazione operativa dei vigili del fuoco in quel comprensorio ove operano circa 50 unità al giorno delle diverse qualifiche ospitati provvisoriamente nel “campo base” realizzato a Norcia nella zona industriale nei pressi del Distaccamento Volontario VF (Via Meggiana). In particolare sarà presente il Capo del Corpo Nazionale ing. Gioacchino Giomi. Saranno accolti dal Direttore regionale dell’Umbria Raffaele Ruggiero e dal Comandante del Comando Operativo Avanzato realizzato a Norcia Gianfrancesco Monopoli.

Intanto proseguono le attività dei vigili del fuoco iniziate nelle prime ore del 24 agosto e, ad oggi sono oltre 2.400 gli interventi effettuati in provincia di Perugia ed essenzialmente nei centri abitati e nelle numerose frazioni della zona della Valnerina oltre che nei comprensori di Spoleto, Foligno.

Tra le altre attività, dopo la rimozione di parti pericolanti, la continua assistenza alla popolazione per prelevare effetti dalle proprie abitazione proseguono i lavori per ridurre le situazioni di rischio di alcuni fabbricati e quindi ridurre le zone inaccessibili (zone rosse). Ciò è stato possibile dopo che i tecnici VVF hanno effettuato oltre 450 schede di triage, dei fabbricati indicando gli indicatori di priorità di intervento, in funzione del pericolo per la pubblica incolumità o costruzioni circostanti, delle funzioni eventualmente compromesse dalla costruzione e della sua importanza dal punto di vista storico monumentale ed effettuare una prima valutazione delle eventuali opere provvisionali. Le opere provvisionali con l’impiego di legname, cavi e piastre di acciaio sono state eseguite nella frazione di San Pellegrino e nel centro storico di Norcia oltre che nei vari abitati dei Comuni di Preci e di Cascia dove il continuo susseguirsi di scosse richiede nuovi interventi e nuove verifiche.

VVF Castelluccio 3

A Castelluccio, la frazione di Norcia maggiormente colpita dal terremoto dello scorso 24 agosto insieme a quella di San Pellegrino, sono in fase di ultimazione i lavori relativi al progetto elaborato per la messa in sicurezza o meglio per la riduzione della criticità strutturale per il campanile della chiesa di Santa Maria delle Grazie che era stato particolarmente colpito dalla violenza del sisma. D’intesa con i responsabili dei beni culturali è stato effettuato il recupero e la messa insicurezza dei beni e delle opere mobili (statue, quadri, suppellettili…).

A Spoleto oltre 100 sfollati

Se in Valnerina in molti sono rimasti senza casa, una situazione inaspettata è quella che emerge nel territorio comunale di Spoleto, ad oltre 40 km di distanza dagli epicentri. Ad essere danneggiati sono stati soprattutto immobili non oggetto di messa in sicurezza, con qualche eccezione. Nel centro cittadino, infatti, sono stati oggetto di ordinanze di inagibilità (limitate però ad alcuni locali) il Tribunale e palazzo Collicola, al centro negli ultimi anni di lavori di ristrutturazione antisismica. A tracciare un quadro della situazione, ancora provvisorio, è la responsabile comunale della protezione civile, la dottoressa Stefania Fabiani. “Facciamo fatica a fornire dei numeri – spiega – perché in vari casi le residenze non corrispondono con le ordinanze di inagibilità. Al momento, comunque, il Comune di Spoleto sta assistendo circa 25 nuclei familiari, le cui abitazioni sono state ritenute totalmente inagibili“. Secondo quanto trapela dal palazzo comunale, sarebbero un centinaio le persone sfollate. Molte sono ospitate negli alberghi (con i costi che vengono anticipati dal Comune che poi li rendiconta alla protezione civile nazionale), ma c’è anche chi è ricorso all’autonoma sistemazione e chi si è trasferito da parenti ed amici. “Abbiamo ricevuto circa 1.500 richieste di sopralluogo – spiega la Fabiani – e a venerdì i controlli sono stati circa 400. Gli edifici inagibili, tra totali e parziali, sono circa 150“. Soltanto nelle ultime ore sono state evacuate 6 persone, con un’ordinanza di inagibilità totale. “La situazione è in continua evoluzione“.

Chi è oggetto di ordinanza dopo il sopralluogo da parte del personale specializzato, con la compilazione del cosiddetto modulo Aedes, ha diritto al cosiddetto CAS, contributo per l’autonoma sistemazione, fino a 600 euro mensili, a seconda del nucleo familiare. Contributo comunque che decorre appunto dall’emissione dell’ordinanza e non dalla data del sisma.

(modificato alle ore 13 del 27 settembre)


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