Terremoto di Gubbio, gli aggiornamenti dell'INGV / Le mappe della pericolosità - Tuttoggi.info

Terremoto di Gubbio, gli aggiornamenti dell'INGV / Le mappe della pericolosità

Redazione

Terremoto di Gubbio, gli aggiornamenti dell'INGV / Le mappe della pericolosità

Dom, 12/01/2014 - 11:49

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(Ale. Chi.) – Sono stati più di 1250 i terremoti registrati dai sismografi dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia nel bacino di Gubbio dal 22 dicembre a oggi. “La maggior parte di essi – comunica l'INGV con un suo approfondimento – hanno avuto magnitudo minore di 3.0. Gli eventi con magnitudo compresa tra 3.0 e 4.0, oltre quelli del 22 dicembre (Ml3.6 delle ore 02:37 italiane e Ml4.0 delle ore 11.06), sono 7; l’ultimo di magnitudo Ml3.1 si è verificato l'8 gennaio 2014, alle ore 14.04”.

Continua l'INGV: “la sequenza sismica che sta interessando l’area di Gubbio in particolare dal 18 dicembre, dopo l’evento di magnitudo 3.9, si inquadra in un’area dell’Appennino umbro-marchigiano che ha un rilascio sismico pressoché continuo. La zona è nota per alcuni terremoti di magnitudo tra 5 e 6 avvenuti in passato, l’ultimo dei quali a fine aprile del 1984 a sud di Gubbio. In quell’occasione il terremoto principale fu stimato di magnitudo locale (ML) 5.2 (Haessler et al., 1988), mentre la magnitudo momento (Mw) determinata successivamente è pari a 5.6. Il terremoto del 1984 non provocò vittime ma produsse danni del VII grado Mercalli (MCS) in numerose località in provincia di Perugia”.

La previsione – Prevedere gli eventi sismici è qualcosa di molto difficile, se non quasi impossibile: gli studiosi sono infatti ben lontani dal raggiungere questo obiettivo. Ciò che invece è dato sapere è che “con pericolosità sismica si intende lo scuotimento atteso in un sito. Essendo prevalentemente un’analisi di tipo probabilistico, si può definire lo scuotimento del suolo atteso in un dato sito con una certa probabilità di accadimento nel prossimo futuro (in genere nei prossimi 30 o 50 anni)”. La pericolosità è stata calcolata dall'INGV per diversi periodi, tra i 30 e i 2500 anni: i risultati evidenziano che “le accelerazioni attese sono piccole per brevi periodi di ritorno e maggiori per periodi di ritorno lunghi”.Dal grafico si evince, per esempio, che i terremoti di magnitudo maggiore o uguale a 5 attesi in 100 anni sono in media poco più di 12, vale a dire 1 terremoto ogni 8 anni circa, mentre la magnitudo massima in tutta la zona 919 è 6.4, per quanto con frequenza di 1 terremoto ogni 300 anni o poco più”.

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Foto sito INGV

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