Un 2014 che si avvia alla conclusione in modo decisamente turbolento per la città di Terni, e un 2015 che si prepara a far emergere, in tutta la loro forza, i problemi critici della città.
L’ultimo terremoto politico di Palazzo Spada è scaturito dalle dichiarazioni del Pm Elisabetta Massini che, nell’ambito dell’incontro del 22 dicembre scorso con gli studenti del liceo “Angeloni” di Terni, si era lasciata andare a considerazioni piuttosto allarmanti sulla situazione in città: “La nostra è una città che ha mille problemi e anomalie degne di essere approfondite – ha detto il pm ai maturandi del liceo – è una città di gomma, in cui non si risolve mai nulla e in cui ci sono equilibri stranissimi ed incomprensibili. Manca la libertà, la mafia è più vicina di quanto si possa pensare – ha aggiunto in fine – non solo geograficamente”.
Vista poi il presunto legame tra l’inchiesta “Mafia Capitale” e l’inceneritore di Terni, uno degli studenti ha approfittato dell’occasione per chiedere al pm quale fosse la sua opinione in merito: “Ritengo che non sia normale che una città che ha già un polo siderurgico come quello di Thyssen abbia tre inceneritori – ha risposto la Massini – si incontrano difficoltà a capire cosa viene bruciato. L’intimidazione non ha targa geografica, si è diffusa ed è ovunque io non sono libero. E in questa città c’è mancanza di libertà”.
Parole che suonano come strali e che non sono certo passate inosservato al primo cittadino, Leopoldo Di Girolamo e all’assessore alla cultura, Giorgio Armillei.
“Le considerazioni del sostituto procuratore della Repubblica Elisabetta Massini, enunciate nel corso di un incontro con gli studenti del liceo Angeloni, sui temi della legalità e della corruzione, suscitano – ha replicato Leopoldo Di Girolamo – una qualche sorpresa.
In primo luogo condivido in pieno le parole pronunciante dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo messaggio al Csm, quando invita i magistrati a tenere comportamenti ispirati a discrezione, misura ed equilibrio.
In secondo luogo, pur con la consapevolezza che ogni città è a rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata, e Terni lo è anche di più per la vicinanza geografica a Roma e per la presenza di una casa di reclusione che ospita detenuti sottoposti al 41 bis, nelle innumerevoli riunioni del Comitato per l’ordine e la sicurezza dedicate a questo tema, con la presenza delle massime autorità, non è mai emerso un particolare allarme. I dati sui crimini commessi nella nostra provincia, e diffusi ieri dal questore Belfiore, mostrano un decremento, ormai costante, e un quadro di sicurezza complessivamente buono. E’ in questo contesto che l’Amministrazione Comunale ha sempre fornito la massima collaborazione, ritenendo che le forze dell’ordine e la Procura della Repubblica rappresentino elementi essenziali della tutela di un vivere civile improntato alla legalità e alla sicurezza, quali presupposti imprescindibili dell’ordine democratico e costituzionale.
A fronte dei dati e delle analisi finora diffuse, se vi fossero invece elementi probanti diversi, che non sono a conoscenza dell’Amministrazione Comunale, si dovrebbe procedere celermente ad evidenziarli ed ad assumere tutti i provvedimenti del caso, come si è fatto recentemente a Perugia, dando certezze e serenità alla città.
Affermare, poi, che a Terni ci sia mancanza di libertà, mi sembra del tutto fuori luogo. Da anni il dibattito cittadino vede la presenza di tutte le opinioni, anche le più disparate, che interessano tutti i temi, ad iniziare da quelli della pubblica amministrazione. In un quadro decisamente pluralista qualunque forza politica, qualunque associazione, qualunque rappresentante politico, ma anche qualunque cittadino, ha trovato spazio e modo per divulgare la propria opinione o per esercitare il diritto di critica. Il sottoscritto, nella piena convinzione che l’articolazione del pensiero, sia una delle grandi risorse di Terni, non si è mai sottratto al confronto e solo in un’occasione, quando il diritto di critica era, a mio parere, trasceso nella menzogna e nell’offesa personale, ha fatto ricorso alla magistratura per chiedere che venisse ripristinata la verità delle cose.
Per quanto attiene la libertà di impresa, tutte le rilevazioni specifiche, compiute da soggetti esterni, mettono Terni in posizioni oltremodo soddisfacente.
Se pur tuttavia ci sono elementi specifici diversi credo che sia opportuno metterli a disposizione di tutta la città e di tutte le autorità, in maniera tale da poter disporre le contromisure necessarie. Riguardo alla questione degli inceneritori, infine, vorrei ricordare che quello Asm, a suo tempo posto sotto sequestro dalla magistratura, è stato disattivato in seguito ad una decisione politica e amministrativa assunta dal sottoscritto nel 2009; che quello ex Printer attualmente non è in funzione e che quella della soc. Sao, recentemente ammodernato, è fornito di regolare autorizzazione Aia fino al 2016, oltre al fatto, non secondario dal punto di vista ambientale, che bruci pulfer di cartiera”.
“In questo giorno di verità, in questo santo Natale – dice invece Giorgio Armillei – avverto l’esigenza di comunicare che concordo pienamente con le dichiarazioni del sindaco a proposito dei giudizi espressi da Elisabetta Massini sulla città. Terni vive le contraddizioni e le difficoltà di tutte le città medie del paese. Allo stesso tempo può vantare ancora tutte le caratteristiche di una città: la libertà del dibattito pubblico, la presenza di soggetti e di forze che vogliono cambiare e riprendere a crescere, l’ansia per la ricerca faticosa di un nuovo modello di città che integri e superi quello di città industriale ormai consegnato alla storia del novecento. La stessa vertenza dell’Ast ha rappresentato una città reattiva e pluarilista. Senza questa città quella fabbrica non avrebbe tenuto. Nessuna anomalia dunque. Semmai l’anomalia è quella delle esternazioni di pubblici ministeri che, da parti del processo penale, finiscono con l’atteggiarsi a giudici super partes della vita pubblica. Le parole recenti del Presidente Napolitano di fronte al Csm dovrebbero costituire a questo proposito un punto di riferimento per tutti. Come anomala appare ai più l’azione anti corruzione del Nop del Comune di Terni, tutta sbilanciata verso una logica ispettiva e investigativa. In realtà la legge assegna obiettivi preventivi e correttivi alle azioni anti corruzione che le pubbliche amministrazioni debbono autonomamente sviluppare al loro interno. Obiettivi che possono essere raggiunti con molteplici strumenti: facendo crescere la trasparenza dei procedimenti decisionali, aumentando il confronto concorrenziale tra i fornitori, riducendo la sfera di azione delle stesse pubbliche amministrazioni a vantaggio della collaborazione dei privati per la cura di interessi generali secondo i principio di sussidiarietà, facendo ruotare sistematicamente gli incarichi delle posizioni dirigenziali all’interno dell’amministrazione comunale. L’investigazione e l’ispezione sono strumenti repressivi che spettano ad altri pubblici poteri. La giudiziarizzazione della vita pubblica e della vita politica è una tendenza del nostro sistema che va sicuramente corretta.”
Le considerazioni dell’assessore hanno incontrato la pronta risposta del M5S Terni: “La sortita natalizia dell’assessore Armillei stupisce solo chi non lo conosce.
Quando questi teorizzava a mons. Vincenzo Paglia la c.d. poliarchia quale forma di cogestione del potere-essendo fortemente legato al vecchio vescovo- Armillei, pur frequentando il Duomo, non si accorgeva minimamente delle ruberie che avvenivano lì dentro, fino all’esito catastrofico scoperto, guarda caso, da quella Elisabetta Massini che egli attacca.
Allo stesso modo, in tanta inadeguatezza, in tanta miopia, è presumibile che anche oggi Armillei non veda affatto le infiltrazioni mafiose che si insinuano ovunque a Terni, segnalate a più riprese pure in atti parlamentari.
Questo attacco irrituale a un magistrato in prima linea tradisce dunque il malessere proprio per l’operato di un procuratore che non ha guardato in faccia a nessuno e che certamente non è stato commensale di soggetti indagati o processati.
La pretesa meta-giudiziaria e post-penalistica di Armillei è tanto più grottesca alla luce di alcune grosse amnesie: l’assessore non può dimenticare che questa è la città in cui proprio la Magistratura ha bloccato la deriva di una ConfCommercio talmente abusata da determinarne poi il commissariamento, quella di un patrono trattato come al mercatino del mercoledì da politici e personaggi vari in cerca d’autore, la città dell’inceneritore alla superdiossina o della gestione ‘allegra’ dei metalli pesanti Thyssen nel fiume, la città del primario beccato ‘col sorcio in bocca’ e di tanti altri episodi tutt’altro che edificanti.
Pensare che, con tanta dozzinalità di base, Armillei oggi rappresenti la cultura a Terni fa sorridere, da un lato; fa tremare le vene, dall’altro.
Come M5S sottolineamo l’inaudita gravità delle dichiarazioni con le quali si pretende che i pm si tacciano anche se interpellati in occasioni pubbliche di dibattito e sollecitiamo la Magistratura a proseguire nell’azione di risanamento necessaria a una città viceversa messa in ginocchio da una criminalità non di rado in doppiopetto. Criminalità da colpire sistematicamente e senza pietà, checché ne dicano sindaco, assessore e tutti coloro che non amano il ‘protagonismo’ della giustizia, specie quando si accinge a toccare i santuari del potere”.
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