Terni, presentata alla stampa la II^ edizione di JazzitFest a Collescipoli

Terni, presentata alla stampa la II^ edizione di JazzitFest a Collescipoli

L’intero borgo medioevale di Collescipoli apre le porte di casa all’evento musicale che non ha fondi pubblici ed ha un programma opensource

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Al fresco di una insospettabile terrazza davanti alla Stazione ferroviaria di Terni, presso l’Hotel Michelangelo, è stata presentata ieri sera (26 giugno ndr.) alla stampa la seconda edizione di JazzitFest-ItalianJazzExpo, l’evento musicale che per un intero weekend “colonizza” il borgo di Collescipoli alle porte di Terni. Un centinaio tra giovanissimi volontari, addetti ai lavori, musicisti e organizzatori, si sono riuniti per un veloce saluto ai mezzi d’informazione prima di tuffarsi nel lavoro preparatorio che è durato tutta la notte, per la costituzione dei gruppi di lavoro tematici che, a apartire da questo pomeriggio, daranno il via alla kermesse dedicata al jazz in tutte le sue più disparate forme espressive. Mentore e  “capopopolo”, dotato di robusta incoscienza e voglia di avventura, è un pimpante Luciano Vanni, editore dell’omonima rivista cartacea, webtv, casa discografica Jazzit. Come spiega alla platea dei giovani volontari, Vanni dichiara il suo inossidabile ottimismo nella innovativa formula della manifestazione a “km zero” ovvero senza finanziamenti pubblici e con i soli contributi di chi ci crede, prima tra tutti la Proloco di Collescipoli, di cui Vanni ringrazia affettuosamente la presidente. L’editore-organizzatore inoltre spiega, proprio in virtù della nuova formula, come ormai  lui stesso abbia perso ogni controllo sulle decisioni artistiche, che godono invece del più ampio sistema dell’opensource creando quindi dal basso il vero interesse artistico, verso musicisti o altre forme espressive legate al jazz. Non c’è molto tempo per approfondire la qualità artistica del programma ma la formula e di sicuro interesse sopratutto ora che grandi manifestazioni come Umbria Jazz iniziano a sentire il “peso” di una organizzazione elefantiaca, aldilà del richiamo per certi nomi internazionali seppure non sempre legati alla storia musicale della manifestazione stessa.

Dunque un borgo medievale umbro cinto da antiche mura con 300 abitanti; un expo del jazz in Italia con 60 showcase, 350 musicisti e 150 operatori del settore; tre giorni di musica ma anche seminari, workshop e conferenze; un campus didattico con oltre 100 allievi e 20 docenti; un concorso musicale con 9 gruppi; un cinema jazz; un’area per bambini; circa 100 volontari provenienti da tutta Italia; 10.000 presenze attese. Un evento prodotto senza contributi pubblici e senza impatto ambientale.

Nell’arco di un weekend, tra il 27 e il 29 giugno 2014, il piccolo borgo medievale umbro di Collescipoli, sede della rivista specializzata JAZZIT, diventerà il cuore pulsante del jazz italiano grazie a un evento unico, il JAZZIT FEST-ITALIAN JAZZ EXPO.

Questi i punti salienti di una prassi produttiva e organizzativa straordinariamente unica per diversi motivi:

1. È il più grande meeting di settore mai realizzato prima in Italia e nasce per favorire un incontro tra musicisti, direttori artistici e produttori discografici, manager e promoter, fotografi e giornalisti così da mettere in moto un meccanismo virtuoso di reti commerciali e di aggiornamento professionale: nell’arco di tre giorni, tra il 27 e il 29 giugno 2014, si attendono almeno 350 musicisti, 150 operatori del settore, 100 volontari, 60 standisti, 6 scuole di musica (italiane e internazionali), 35 testate giornalistiche accreditate e 10.000 presenze.

2. È un evento con un programma di eventi open source, ovvero generato direttamente dalla comunità artistica di riferimento

3. È un evento prodotto, per scelta, senza contributi pubblici ed è interamente finanziato da donazioni spontanee del pubblico, da sponsorizzazioni di privati, dal servizio di ristorazione e da un crowdfunding in sharing: il 50% dell’incasso sarà destinato a finanziare i musicisti che si esibiranno nei 60 showcase e il 50% sarà destinato alla produzione dell’evento

4. È il primo e unico festival al mondo che ha lanciato il paradigma “ZIF Zero Impact Festival”, ovvero FESTIVAL A IMPATTO ZERO: prodotto senza contributi pubblici, senza impatto ambientale, con piena raccolta differenziata e facendo leva sui princìpi del coworking sociale e della mobilità alternativa

5. È organizzato nel piccolo borgo medievale umbro di Collescipoli (TR) e gode del coinvolgimento dell’intera comunità attraverso l’azione coordinata dalla Pro Loco Collescipoli: è un festival che ha messo in scena l’idea di “Paese a Festival Diffuso” perché l’intera comunità partecipa nella gestione della ristorazione e accoglienza

Alla sua prima edizione, nel 2013, il Jazzit Fest – Italian Jazz Expo ha meritato il riconoscimento di Good Practice con una motivazione dal titolo “Jazzit Fest: culture shapes the smart city” merito di una prassi produttiva e organizzativa davvero unica e rivoluzionaria

I VALORI

– è prodotto, per scelta, senza far ricorso ai contributi pubblici

– è promosso senza biglietto d’ingresso e a donazione spontanea: si finanzia con donazioni spontanee, sponsorizzazioni e un crowdfunding condiviso con gli artisti in programma

– ha una direzione artistica “open source”, generata per iniziativa e volontà dalla comunità jazzistica nazionale

– è organizzato senza impatto ambientale e con una raccolta differenziata vicina al 100%

– è organizzato con la logica del “paese festival” e con il coinvolgimento attivo di tutta la comunità del borgo medievale umbro di Collescipoli attraverso l’azione della Pro Loco Collescipoli

– è organizzato con il sostegno di un gruppo di oltre 100 volontari provenienti da tutta Italia

– è un esempio di co-working in ambito culturale tra istituzioni, privati e comunità

– ospita oltre 300 musicisti che faranno ascoltare le loro novità discografiche in showcase di trenta minuti

– ospita l’Italian Jazz Expo, il meeting di settore della comunità jazzistica nazionale

– ospita il Jazzit Prize Under 30, un concorso musicale rivolto ai musicisti più giovani

– ospita il campus “School of Jazz”, un weekend didattico che coinvolgerà almeno sei scuole di musica

– ospita il Jazzit Cinema, dove saranno proiettati i migliori videoclip e filmati del jazz contemporaneo

– ospita il Kids Jazz Garden, un’area destinata all’educazione musicale dei più piccoli

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