Terni, operaio morto sul lavoro | 8 persone rinviate a giudizio per omicidio colposo

Terni, operaio morto sul lavoro | 8 persone rinviate a giudizio per omicidio colposo

Il gup Simona Tordelli ha deciso ieri sulla tragedia che nel 2014 portò alla morte di Egidio Pennacchi

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Il gup del Tribunale di Terni, Simona Tordelli, ha rinviato a giudizio 8 persone, con l’accusa di omicidio colposo, ritenute responsabili, a vario titolo, della morte di Egidio Pennacchi, l’operaio che nel 2014 rimase vittima di un incidente sul lavoro.

L’uomo, nella mattinata di lunedì 24 febbraio, stava potando gli alberi che si trovano lungo l’argine destro del fiume Nera, all’altezza della passerella, quando un ramo si è spezzato e la camionetta col braccio della gru è collassata su un fianco. Il cestello è finito in acqua e l’operaio ha fatto un volo fatale di circa 10 metri.

Sul caso era stato aperto un fascicolo d’inchiesta dal Pm, Elisabetta Massini, per omicidio colposo e, nella giornata di ieri, è arrivata la decisione del gup che ha rinviato a giudizio 8 soggetti, tra i quali il collaudatore del mezzo, il manovratore del braccio meccanico che sosteneva la cesta, il legale della ditta dove lavorava la vittima e un responsabile delle verifiche sul corretto funzionamento del mezzo.

Subito dopo l’incidente, a dare l’allarme sono stati i colleghi di Pennacchi: sul posto i Vigili del Fuoco che hanno iniziato le ricerche dell’uomo proprio nel perimetro del cestello, per escludere la possibilità che l’operaio potesse essere rimasto incastrato sotto la struttura di ferro.

Ci sono voluti ben 35 giorni di ricerche per trovare il corpo senza vita di Egidio Pennacchi, ritrovato esattamente il 31 marzo. Le operazioni di soccorso, alle quali hanno preso parte anche i sommozzatori dei Vigili del Fuoco di Viterbo, sono state particolarmente difficili per le condizioni in cui i caschi rossi hanno dovuto operare. La forte corrente, il letto del fiume fangoso, gli argini frastagliati, non hanno infatti agevolato i soccorritori.

Il corpo è stato individuato grazie alle squadre dei sommozzatori di Viterbo che hanno visto affiorare dalle acque del fiume il casco bianco che l’operaio ancora indossava. L’uomo è stato ritrovato in avanzato stato di decomposizione con l’imbragatura indosso, e attaccati alla cinta aveva ancora gli arnesi di lavoro che stava utilizzando in quella maledetta mattinata. Così appesantito, il corpo di Egidio Pennacchi si era infilato sotto un grosso ramo.

 

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